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27 mar 2008

Glossario
Termini Marinareschi
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Glossario
dei moltissimi termini marinareschi, anche tra i più antichi. Maurizio Prima pubblicazione giugno 2002 - XVIII° aggiornamento settembre 2007 - 1817 termini |
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Lettera A A: E' il nome della prima bandiera della serie del Codice internazionale dei segnali. Alzata isolatamente da una nave in navigazione indica che la nave sta sotto prova di velocità. Abaca': Fibra tessile d'una specie di banano, che si coltiva abbondantemente nell'Asia meridionale, nelle Filippine (onde è anche detta Canapa di Manila o semplicemente Manila) e nella Malesia. Dà fibre fine di color biancastro, setose e resistenti, che si usano, invece delle canape, per far tele, tappeti, stuoie, ma sopra tutto cavi e strambe. Le corde di abaca non vanno soggette a marcire, anche non incatramate, e sono di modico prezzo. Abbandonare: (Emergenze) L'atto di lasciare la imbarcazione pericolante da parte del capitano e dell'equipaggio, dopo aver esaurito tutti i tentativi suggeriti dall'arte nautica. Abbasso: 1) termine con cui si indicano gli ambienti situati sotto il ponte di coperta. 2)" abbasso da riva" per dare l'ordine di scendere dagli alberi durante le manovre a vela. Abbattere: 1) in marina, con riferimento soprattutto a imbarcazioni a vela che, nell’atto di salpare l’ancora o lasciare la boa, si trovano con la prua al vento, far ruotare la nave intorno all’asse verticale, da un lato o dall’altro, al fine di poter ricevere il vento nella direzione prestabilita. Con uso assoluto, sempre riferito a imbarcazioni a vela , lo stesso che virare in poppa. Nel CIS (codice internazionale dei segnali ) alla voce TYB. Abbattere - verso (portare la prora nella direzione indicata). 2) In passato, abbattere in carena o in chiglia, inclinare su un fianco , artificialmente, i bastimenti per poter pulire o riparare la carena. Abbattuta: atto dell’abbattere. Impropriamente detta: virata di poppa. Abbertuna': (Corso): Piegarsi (di un bastimento da un lato). Anche Allatà. Abbisciare: Preparare su uno spazio piano un cavo od una catena, ad ampie spire, in modo che il cavo o la catena possano svolgersi liberamente e scorrere senza impedimenti. Abbittare: Legare un cavo o una catena ad una bitta. Abboccare: inclinarsi laterale di una nave sino a imbarcare acqua sul ponte di coperta. Abbonacciare: Il calmarsi del vento e del mare. Abbordaggio: 1) Urto o collisione accidentale tra imbarcazioni. La legislazione marittima prevede un'ampio corredo di "norme per evitare l'abbordo in mare" che costituiscono la regolamentazione di base della navigazione 2). a. intenzionale, Investire intenzionalmente un'altra imbarcazione con l'obiettivo di danneggiarla o affondarla. Anticamente si chiamava anche "arrembaggio". Abbordare: 1) Prendere terra, approdare. – 2) Affiancarsi di due imbarcazioni fino a toccarsi. Avvicinare, accostare, assalire, arrembare, urtare, investire bordo contro bordo. Di punta, per fianco. Nella collisione l'urto è fortuito; nell'investimento o cozzo può essere volontario; nell' arrembaggio è dovuto ad assalto guerresco. Abbordo: collisione in mare. Sinonimo, poco usato, di accosto e di abbordaggio. Abbozzare: assicurare una fune, ovvero una cima, con una legatura provvisoria (detta bozza) per trattenerla in modo che non si allenti mentre viene legata o fissata stabilmente. Abbrivio: 1). (Andature) Velocità che prende una imbarcazione dovuta alla sua propulsione o ad altri fattori esterni, quali il vento o la corrente. L' abbrivio "residuo" e' la velocità che rimane dopo la cessazione della propulsione. 2). a. in avanti (Andature) 3). a. indietro (Andature) 4). a. per azione del timone 5). avere a. 6). perdere a. 7). prendere a. Abbrivo: (detto anche abbrivio) movimento iniziale dovuto alle vele o al motore e quello residuo al cessare dell’azione propulsiva di tali mezzi. Abbuono: compenso (o vantaggio) dato ad una imbarcazione per permetterle di gareggiare più equamente (ad esempio abbuono per anzianità di costruzione dello scafo). Abilitazione: 1.: riconoscimento ufficiale dell'idoneità alla conduzione di una imbarcazione (patente); 2. autorizzazione alla navigazione oltre certi limiti (ad esempio per uno yacht alla navigazione oltre le 6 miglia). Accastellato: Vedi castello. Accelerometro: strumento che permette di determinare se la barca sta aumentando o diminuendo di velocità. Accensione: 1). Dicesi di fuochi, luci, motori, apparecchiature. 2). a. (di motore) Avviamento del motore per mezzo del motorino d'avviamento. 3). a. di apparecchiature (Elettrico) Accensione di luci, radio, impianti vari. Acciaio: Metallo particolarmente utilizzato nell'industria navale. 1). a. dolce - Tipo di acciaio facilmente lavorabile ma poco resistente. 2). a. duro -Tipo di acciaio molto resistente ma difficile da lavorare 3). a. legato o speciale - Lega di acciaio con altri metalli, per ottenere caratteristiche speciali (es. inossidabilità, leggerezza, etc.) Accollo: (a collo)si dice di una vela che con la bugna di scotta al vento viene spinta verso l’albero. Una vela prende a collo per un improvviso cambio di vento. Si fanno prendere a collo le vele per rallentare l’andatura o per arrestare la barca. Acconsentire: (consentire) – il deformarsi, fendersi, rompersi di alberi, pennoni o aste e, in genere, di qualsiasi trave in legno. Accostare: cambiare la direzione del moto della nave. Avvicinarsi a un bastimento o a una banchina. Il volgere della prua a dritta o a sinistra, da parte di una nave, fini a prendere la direzione voluta. Accostarsi: Avvicinarsi ad un'altra imbarcazione o ad una banchina; equivalente ad attraccare, molto più usato. Accostata: Spostamento della prua di un imbarcazione per effetto del timone. Vedi anche "accostare". Acqua: 1). a. bassa - Basso fondale o bassa marea. 2]. a. dolce - Acqua contenuta nei serbatoi dell'imbarcazione ad uso dell'equipaggio. 3]. a. salata - Acqua di mare che puo' essere presa dall'esterno dello scafo attraverso, apposite prese a mare, per uso dell'equipaggio. Acqua che si infiltra e si raccoglie in sentina. 4]. a. di scarico - Acqua prodotta dai vari impianti di bordo e può essere espulsa dallo scafo attraverso le "prese a mare" o stivata in appositi serbatoi di scarico. 5]. a. di sentina - Acqua che ristagna nella parte bassa interna dello scafo (la sentina) per effetto di infiltrazioni o falle (dallo scafo o dalla coperta) o perdite degli impianti. Viene espulsa tramite apposite pompe (dette "di sentina") che devono essere abbastanza potenti per garantirne l'evacuazione a garanzia della sicurezza dell'imbarcazione in situazioni di criticità. 6]. a fior d'a. - In superficie o semisommerso ma affiorante. Si usa spesso per pericoli in mare quali scogli, relitti. 7]. fare a. - Imbarcare acqua esterna da una falla (nello scafo) o dall'interno a causa della avaria di un impianto. 8]. linea d'a. - Sezione orizzontale della parte immersa dello scafo. L'insieme delle sezioni orizzontali della parte immersa (carena o opera viva) costituisce quella parte di progetto chiamata "linee d'acqua" dell'imbarcazione, cioè la forma della parte immersa dello scafo stesso. La prima linea d'acqua è chiamata "linea di galleggiamento". Acqua chiedere: 1) col termine "chiedere acqua" si intende il manifestare a viva voce il proprio diritto di precedenza, sia agli incroci (mura a dritta contro mura a sinistra) che in boa. 2) Far acqua: imbarcare acqua per effetto di falle o avarie. 3) Far l'acqua: rifornimento e conservazione di provviste di acqua dolce per l'uso di bordo. Acquartierare:
dare una forte inclinazione alle manovre dormienti, l’apertura delle
quali viene detta, appunto, quartiere, in riferimento agli alberi
significa dare a essi una forte inclinazione nel piano longitudinale della
nave. Affinate: il termine si usa per descrivere, genericamente, le line di carena di un’imbarcazione, verso le due estremità, particolarmente sottili. Più propriamente fa riferimento al concetto di “finezza” dello scafo usato in architettura navale. Affiorare: Dicesi di oggetto immerso quando esce a fior d'acqua. Affondare: L'atto di mandare a fondo un oggetto. Se riferito ad una imbarcazione, è causato da un eccesso di peso, spesso dovuto ad una entrata d'acqua da una falla. Afforcare: dare fondo con due ancore in modo che le catene formino tra loro un angolo di circa 90 gradi; è una manovra che si esegue per diminuire le possibilità che la barca ruoti in caso di salto di vento. Affusto: supporto per cannone che viene montato su ruote o rotaie per gli spostamenti per il fuoco e il puntamento. Aggottare: togliere l'acqua dal fondo di un imbarcazione (da gottazza, lo strumento con cui si compie l'operazione). Agguantare: Bloccare lo scorrimento di un cavo, corda o catena che si stava rilasciando (filando) o recuperando. Ago: 1]. a. magnetico - Elemento direttivo e sensibile della bussola magnetica. Normalmente nella bussola è un insieme di aghi a formare "fasci" che compongono il sistema direzionale immerso e galleggiante (v. bussola). 2]. a. da velaio - Grosso ago col quale si cuciono vele e tende. Agugliotti: cardini che fanno sì che il timone venga collegato alla poppa della nave. Agugliotto: perno metallico posto sulla poppa o sul timone, che si infila nella corrispondente femminella per reggere la pala del timone. Alabasso: vedi caricabasso. Alaggio: - Messa in secco di un'imbarcazione, con l'uso di gru, scivoli o con altri metodi e mezzi, in dipendenza della dimensione dell'imbarcazione 2]. scalo d'a. Zona nella quale viene ormeggiata un'imbarcazione per essere tirata in secco. Per le navi si chiama "bacino di carenaggio" Alambardare: deviare dalla rotta con delle accostate alterne e frequenti per effetto del moto ondoso del mare. Alabardata: termine derivato da un'espressione francese per indicare lo spostamento brusco della barca rispetto alla rotta o alla prua tenuta quando è all'ancora, per effetto di vento o corrente. Alabasso: Le corde che servono per tirar giù quelle vele di taglio che si chiamano fiocchi e vele di strallo, e quelle vele auriche che si chiamano rande a picco fisso e controrande. La voce alabbasso si estende a indicare qualunque corda destinata a tirare giù un oggetto o a guidarlo nella discesa. vedi caricabasso. Alare: tirare un cavo allo scopo di sollevare un oggetto pesante legato all'estremità opposta; nella nautica da diporto il termine alare indica espressamente il porre una barca in terra. In gergo marinaresco significa tirare o tendere un cavo. Esercitare una forza di trazione su un cavo; quando si impiega un argano meccanico si usa il termine < virare>. Albero: 1]. a. a camme - Organo meccanico, del sistema di distribuzione del motore, che trasmette il movimento alle valvole (di aspirazione e scarico) dall'albero motore. 2]. di mezzana (Alberatura e vele) Prende questo nome, nei velieri a due o più alberi, quello di poppa, normalmente molto più piccolo di quello di maestra. 3]. a. motore - Organo che trasmette il moto prodotto dai pistoni all'invertitore e quindi all'elica. 4]. a. di trasmissione - Detto anche "asse dell'elica", trasmette il moto generato dal motore all'elica. 5]. a. di trinchetto - Albero che si trova a prua dell'albero di maestra, normalmente nelle imbarcazioni a tre alberi. Solo nell'armamento a goletta (due alberi) si trova l'albero di trinchetta a prua di quello (più grande) di maestra. 6]. a. di fortuna - Fusto o palo improvvisato in coperta per sostituire quello spezzato dal vento o da una avaria. 7]. Nella sua accezione più comune indica un fusto verticale che sostiene le vele delle imbarcazioni a vela. 8]. a. dell'antenna - Parte superiore e più fine degli alberi nei grandi velieri. 9]. a. di maestra - Albero di maggiore dimensione, che normalmente sostiene una vela chiamata "randa di maestra". Si usa questa terminologia per le imbarcazioni a vela con più di un albero. Alberatura:
Alberi: v. Alberatura Alberetto: nome del fuso superiore di ogni albero, viene distinto in base alle vele che vi corrispondono (alberetto di velaccino, alberetto di velaccio, alberetto di belvedere). Albero: tronco di legno sul quale erano montate le vele della nave. Albero di parrocchetto: proprio del bastimento a vele quadre, è l'albero minore sulla piattaforma del trinchetto, cioè dell'albero a prua. Albero nudo: navigare ad albero nudo significa far portare la barca dal vento sull’attrezzatura, senza vele. Aletta: nome del contorno laterale dell’arcaccia. Alette: particolari appendici applicate alla parte inferiore del bulbo e ideate per diminuire i vortici di estremità ed accrescere la portanza, pur contenendo il pescaggio. Sono divenute famose dopo la vittoria di Australia 11 all'America's Cup. Alfa: termine che rappresenta la A nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. Alidada: Parte del goniometro solidale con il collimatore, che porta uno o due indici diametralmente opposti per la lettura sul cerchio graduato Alighiero: Termine italiano un po' in disuso che indica l'asta d'accosto per l'ormeggio. Oggi viene anche definito "mezzomarinaio" o, derivato dal francese, "gaffa". L'alighiero è l'asta solitamente di legno la cui parte terminale è metallica con una punta e un doppio gancio. La punta si compone di una ghiera centrale e due ali laterali (ganci). Il termine era già in uso comunemente tra i marinai delle acque della Val Padana. Il poeta Dante Alighieri la cui famiglia era originaria, appunto, della Val Padana, ebbe il suo nome di battesimo proprio da tale termine. Aliscafo: Imbarcazione a motore che naviga planando su "ali" poste ai lati dello scafo raggiungendo altissime velocità (anche oltre 40 nodi). Alisei: Venti costanti dominanti nell'Oceano Atlantico e la parte orientale dell'Oceano Pacifico. Spirano da Nord-Est nell'emisfero boreale e da Sud-Est nell'emisfero australe. Si generano normalmente per l'elevato innalzamento dell'aria all'Equatore (dovuto al forte riscaldamento) che richiama aria in superficie dalle zone polari, generando un moto da Nord / Sud verso l'Equatore. Per effetto della rotazione terrestre si genera uno spostamento della direzione verso Est. 2]. Contro a. Correnti d'aria che scorrono alle alte quote (4-10 km) nelle stesse zone tropicali dove si manifestano gli alisei, ma con direzione opposta. Sono generati dagli stessi movimenti di masse d'aria che generano gli alisei e ne chiudono il circuito atmosferico, assieme alle zone di calma equatoriale. Si possono notare osservando che la direzione delle nuvole alte è opposta al vento di superficie. Allagamento: Introduzione volontaria (es casse di deriva, sommergibili) o involontaria (a causa di un'avaria) di acqua nello scafo o in parte di esso. Normalmente si usa con questa seconda accezzione. Allarme: 1]. Emergenze. 2]. dare l'a. Un allarme può essere dato in diverse maniere: un grido, un segnale acustico (fischio, campana, etc.) o via radio. 3]. a. radio - Avviso via radio per segnalare guasti, problemi o emergenze a bordo. Allascare: ormai soltanto <lascare>. Si dice soprattutto nel senso di filare la scotta poco a poco, in modo che la vela tenda a fileggiare o porti meglio, a seconda dell’assetto precedente. Alleggio: 1. sbarco volontario di tutto o parte del carico di una nave per alleggerirla. 2. Galleggiante (zattera, chiatta, ecc.) destinato a ricevere il carico sbarcato dalle navi dei porti. 3. Foro chiudibile praticato sul fondo di un imbarcazione allo scopo di scaricare l’acqua quando essa si trova a secco. E’ detto anche leggio o allievo. Il tappo dell'alleggio (o allievo) è da alcuni chiamato zaffo. Allestimento: atto dell'allestire; si intende la sistemazione degli interni, attrezzature, strumentazione, organi di governo, ecc., dopo la costruzione dello scafo. Allestire: Insieme dei lavori di rifinitura che vengono eseguiti sull'imbarcazione per renderla adatta alla navigazione e all'ospitalità. Allievo: è una valvola che ha sede in un foro, detto alleggio, ricavato sul fondo di piccole imbarcazioni, e che serve a vuotare la sentina. Allineamento: Linea congiungente due punti fissi, in mare o sulla costa, normalmente utilizzati per dare alle imbarcazioni percorsi sicuri nell'atterraggio o per evitare pericoli. Ad esempio per entrare in un ancoraggio o in un canale ci si deve porre su un allineamento, cioè vedere sempre "allineati" i due punti che formano l'allineamento che si sta seguendo. Allunamento: Curva (normalmente un arco di parabola) secondo la quale vengono tagliati i bordi delle vele, intendendo normalmente i bordi non inferiti, cioè liberi. Le vele vengono tagliate "allunate" per aumentarne la superficie a parità di altezza d'albero e perché una forma allunata consente prestazioni migliori. Nelle imbarcazioni a vela moderne l'allunamento è soprattutto una caratteristica della randa, ed è sostenuto da apposite "stecche". Anticamente le vele quadre erano spesso allunate ai quattro lati. Alta pressione: (Anticyclone; High; Hoch) - Zona in cui le i-sobare hanno un andamento quasi circolare, con pressione che decresce dal centro verso la periferia della configurazione. Altezza: 1]. E' riferita alle stelle oppure a misurazioni dell'imbarcazione. Ha anche altri significati differenti a seconda del contesto. 2]. a. dell'acqua - Equivalente a profondità. 3]. a. di una stella E' l'ampiezza dell'arco di cerchio verticale passante per il centro della stella e compreso tra la stella e l'orizzonte astronomico dell'osservatore. Si misura in gradi (da 0° a 90°) primi e secondi, dall'orizzonte astronomico verso lo zenit. L'altezza di una stella (o di un qualsiasi astro) serve per determinare la posizione dell'osservatore. L'altezza "meridiana" è l'altezza della stella misurata nel momento del suo passaggio dal meridiano dell'osservatore. 4]. a. dell'alta / bassa marea - Altezza massima dell'acqua (profondità) nell'alta e nella bassa marea. 5]. a. metacentrica - Distanza tra il "Metacentro" ed il centro di gravità di una imbarcazione. E' un parametro determinate per la "stabilità" dell'imbarcazione Altezza della marea: è la differenza fra il livello della bassa marea e quello della superficie marina in qualunque istante. Altezza d’onda: distanza tra la cresta dell'onda e il cavo che la segue o la precede, presa perpendicolarmente alla linea dell'orizzonte. Altocumulo: nube che si trova a circa 5000-6000 metri, caratterizzata dall'essere aggregata in ampie distese rotondeggianti, con contorni e ombre sempre ben distinte; se tende a dissolversi le condizioni restano stazionarie, se invece assume forma lenticolare è probabile un forte rinforzo di vento. Altostrato: nube che forma un velo grigio omogeneo che attenua fortemente la luce diurna; si trova a 6000-7500 metri di altezza. Altura: Dicesi "Navigazione d'altura" per significare "alto mare", fuori dalla vista di terra. Alzaia: - 1) Sistema funicolare per alzare grossi pesi, formato da una corda di fibra o metallica avente un'estremità legata ad un punto fisso, e che passa in una carrucola mobile, cui è agganciato l'oggetto da sollevare. – 2) Fune per trainare le imbarcazioni nei fiumi e nei canali, controcorrente. Alzana: grossa cima o gomena utilizzata per tonneggio o per rimorchio. Amante: Sistema funicolare per alzare grossi pesi, formato da una corda di fibra o metallica avente un'estremità legata ad un punto fisso, e che passa in una carrucola mobile, cui è agganciato l'oggetto da sollevare.Dal greco "correggia". Amantiglio:
manovra corrente (normalmente una cima tessile) utilizzata per sostenere
un'asta (boma, tangone, ecc.); per questo corre internamente all'albero in
modo identico alle drizze (che può anche sostituire in casi di emergenza)
(detto anche mantiglio). Ammainare: far scendere qualsiasi oggetto, filando una manovra da riva al ponte ( vele, aste, bandiere, ecc.). Ammanigliare: propriamente significa unire due pezzi di catena tramite l’interposizione di una maniglia a perno o di altro tipo apribile. Si usa anche in riferimento all’unione della catena con la cicala dell’ancora e impropriamente per indicare una congiunzione di cime fatta con un legamento metallico. Ammiragliato: classico tipo di ancora dall'ottima tenuta su qualsiasi fondale, anche se pesante e difficile da maneggiare; sulle imbarcazioni da diporto è utilizzato unicamente il modello a ceppo sfilabile. Amo: Uncino di acciaio che si usa legato alla lenza per far abboccare il pesce. Amperometro: Strumento per misurare l'intensità della corrente elettrica. Il passaggio di corrente misurato indica normalmente il consumo di corrente da parte delle diverse utenze dell'imbarcazione. Anca: Parte laterale della nave, dove la murata è maggiormente incurvata e quindi nelle vicinanze della prua e della poppa. Ancora: Per "ancorare" un natante si utilizza un'ancora a presa o un "peso morto", ossia un oggetto tanto pesante da poter trattenere l'imbarcazione per mezzo di una cima. Le prime ancore a peso morto erano probabilmente costituite da pietre imbragate con sagole di fibra vegetale o di pelle, assicurate a una cima. Successivamente le pietre, lavorate in forma regolare, furono munite di fori nei quali far scorrere l'estremità della cima, mentre all'estremità inferiore venivano praticati fori atti a trattenere marre, di legno o di pietra, per far presa sul fondo. 2) strumento metallico con bracci terminali detti marre, utilizzato, una volta gettato in acqua, per fermare l'imbarcazione ad essa legata mediante un cavo o una catena. Diversi sono i tipi di ancore a seconda dei fondali e delle caratteristiche dell'imbarcazione: ammiragliato, Fortress, CQR, Danforth, Hall, Bruce e grappino. Ancora ammarata: dicesi di ancora
la cui catena si è avvolta attorno alle marre non permettendo allo
strumento di penetrare nel terreno e fare sufficiente
presa. Ancoraggio: specchio d'acqua utilizzato per ancorarsi; un buon ancoraggio deve avere un fondo che tenga bene e deve essere riparato sia dal vento che dalla risacca e dalle onde. Ancorare: dare fondo all'ancora per fermare l'imbarcazione ad essa legata. Ancorarsi: 1]. Calare una o più ancore per tener ferma l'imbarcazione. 2]. a. alla ruota - Ancorarsi su una sola ancora, in linea, che consente all'imbarcazione di girare in base ai cambi di direzione del vento. 3]. a. su due ancore - Equivalente ad "afforcarsi" cioè: ancorarsi affondando due ancore a prua, con un angolo tra 30° e 60° tra loro. Impedisce all'imbarcazione di ruotare in caso di variazione della direzione del vento. Ancora di Posta: ancora adibita al servizio ordinario e quindi collocata a prua e tenuta sempre pronta all'uso. Ancorotto: nome specifico
dell’ancora ausiliaria, un tempo usata dalle navi per compiere particolari
manovre, con due ancore appennellate. Andana: si effettua attracco in andana quando la barca si affianca parallelamente ad un altro yacht già ormeggiato alla banchina; se si occupa la seconda o la terza fila si dice in seconda o terza andana. Andar di bordata: percorso di una nave a vela che rimonta il vento a zigzag. (vedi anche andature e bolinare). Andatura: direzione di avanzamento della barca rispetto al vento; assume nomi differenti man mano che il vento ruota passando da prua verso poppa (bolina stretta: 40-45 gradi al vento apparente; bolina: 45-55 gradi; bolina larga: 60-80 gradi; traverso: 90 gradi; lasco: 100-130 gradi; gran lasco: 140-170 gradi; poppa pieno o fil di ruota: 180 gradi). Andature:
Bolina: Andatura che si effettua mantenendo
una rotta il più possibile contraria alla direzione del
vento.
Anghiere: asta di legno munita di un uncino di ferro impiegata per accostarsi a un altra imbarcazione o alla banchina. (vedi Alighiero, o mezzo marinaio). Angolo di barra: Angolo che il timone (la pala) forma rispetto alla chiglia dell'imbarcazione. Quando la pala è in linea con la chiglia tale angolo è 0°. Agendo sulla timoneria tale angolo viene ovviamente variato per cambiare la direzione (la prua). E' però normale che per mantenere una certa direzione si debba navigare con un piccolo angolo di barra, per compensare l'effetto di forze esterne (es. vento, corrente, eliche, etc.). Molte imbarcazioni sono dotate di uno strumento (comunemente chiamato "rudder"), meccanico o elettronico, che fornisce l'indicazione di tale angolo al timoniere. Angolo di deriva: Vedi deriva / scarroccio. Angolo di sbandamento:
l’angolo (indicato in gradi) dell’inclinazione di una nave su di un
fianco, per effetto del moto ondoso o del vento, o anche per altre cause. Anguilla: Il baglio sostenuto da un puntale, sopra ai quali si interpone una traversina longitudinale detta “Anguilla”. Ansa: Piccola insenatura o rientranza della costa, chiamata anche "cala". Dicesi anche di una curva di un fiume. Antenna: La lunga asta di legno a cui si allaccia il lato superiore d'una vela latina (triangolare), che viene alzata sull'albero in posizione inclinata verso poppa. L'asta in posizione obliqua (basso a prua alto a poppa) rispetto all'albero che la sostiene. Può essere composta di uno o più pezzi. L'estremità superiore si chiama "penna"; quelle inferiore, più grossa, "carro". Anticiclone: Area circoscritta dove la pressione atmosferica è massima e va gradualmente diminuendo radialmente a partire dal centro verso la periferia. L'anticiclone si sposta dando origine ad un "movimento anticiclonico". Il vento in superficie diverge dal centro di alta pressione con un movimento rotatorio (da sinistra a destra nelle latitudini nord) e genera una corrente d'aria discensionale in corrispondenza di tale centro, che viene a sostituire l'aria che si sposta in superficie. L'anticiclone è l'opposto della "depressione", occupa grandi estensioni, spesso tra più depressioni e porta normalmente bel tempo, con regimi di vento leggeri, a causa della lenta variazione di pressione spostandosi dal centro verso la periferia (si dice basso "gradiente barico"). Un esempio sono gli anticicloni nel Mediterraneo occidentale (e in Europa in generale), estivi o invernali, che possono mantenere anche per settimane un regime di bel tempo sopra le regioni interessate. Antincendio: Dispositivi o apparati per segnalare o combattere gli incendi. Antirollio: sono ripari di legno o di tela che si mettono ai lati delle cuccette. Antisdrucciolo:
trattamento o rivestimento applicato sul piano calpestabile della coperta
per evitare di scivolare. Appendice di carena: qualsiasi superficie che sporge dalla carena (deriva, pinna, bulbo, timone, skeg, trimmer,ecc.). Appennellare: nel linguaggio di marina 1) mettere una seconda ancora alla stessa catena o cavo.legare all’ancora già affondata , mediante una robusta cima (grippia) , un ancorotto (pennello) e affondarlo in modo che concorra all’ormeggio dell’imbarcazione. 2) far uscire l’ancora dalla cubia e tenerla a fior d’acqua in potere della bozza sulla catena, pronta a dar fondo. Apostoli: travi che vengono montate a prua, alle quali è collegato un albero con un’ inclinazione di circa 35° (bompresso). Appennellare:
mettere
una seconda ancora alla stessa catena o cavo. Appoppata: Dicesi di imbarcazione eccessivamente immersa nella parte posteriore (poppa) normalmente a causa di una cattiva distribuzione del peso a bordo. Approdare: Avvicinarsi o arrivare in un punto della costa, o in un porto. Equivalente ad "atterrare". Approdo: Designazione generica di un punto a terra adatto ad approdare (es. una cala, un porto). Approfondimento: (Se creu-ser; Deepening; Austiefen) -Detto di una depressione, quando i valori della pressione atmosferica al centro di questa vanno diminuendo nel corso delle ore. Appruare: far immergere oltre il normale la parte prodiera di una nave.
Appruata:
Dicesi di imbarcazione eccessivamente immersa nella parte anteriore (prua)
normalmente a causa di una cattiva distribuzione del peso a bordo.
Armare le verghe: disporre le vele sui sostegni degli alberi maggiori. Armatore: Persona o impresa, non necessariamente proprietaria, che utilizza l'imbarcazione per effettuare trasporti o servizi. Riferito ad imbarcazioni da diporto indica normalmente, ma non obbligatoriamente, il proprietario. Infatti se il proprietario affitta ad un terzo l'imbarcazione, tale terza parte in veste di armatore sarà gestore e responsabile in toto dell'imbarcazione stessa. In tal caso si stipula una "dichiarazione di armamento". Armo: tipo di alberatura e di vele delle quali è dotata una nave; in riferimento ad una piccola imbarcazione ne indica l'equipaggio (armo di lancia) e talvolta anche il capo di questo, ovvero il timoniere. Arrembaggio: Assalto a un bastimento dopo averlo abbordato. Arricavo: termine usato normalmente per indicare la parte fissa di un cavo legata ad una staffa (quasi sempre foggiata a golfare, per estensione anch'esso denominato arricavo) o a un anello solidale ad un bozzello; la cima, inviata ad un secondo bozzello e poi fatta ripassare nella puleggia del primo, forma, insieme ai bozzelli, un paranco. Arridare: Dare la necessaria tensione alle corde di canapa o metalliche, chiamate "manovre fisse" o "dormienti" (sàrtie. stralli, draglie ecc). Tendere le manovre correnti si dice invece tesare. Arridatoio: attrezzo metallico a vite che serve tendere sartie e paterazzi dalla loro estremità inferiore. Strumento utilizzato dai marinai per tendere le manovre della nave.
Arte
marinaresca:
Lo studio, la conoscenza e l'applicazione delle pratiche tradizionali
tipiche della marineria, sia per quanto concerne la costruzione delle
imbarcazioni che per quanto attiene alla navigazione.
Aspect ratio: l’Aspect ratio è un coefficiente di forma. Indica la relazione tra la lunghezza e la larghezza di un oggetto. Riguardo le imbarcazioni viene anche definito “coefficiente di allungamento”; è usato per descrivere le proporzioni e quindi l’idrodinamicità di un timone, una deriva o anche l’efficienza aerodinamica di una vela. Un timone ad alto “Aspect ratio”, quindi avrà una forma molto stretta e lunga. Assecco:
la parte più bassa della sentina, dove si raccoglie l’acqua e dove nelle
piccole barche ha sede l’alleggio e l’allievo(vedi).
Assetto:
posizione corretta dello scafo rispetto
alla superficie del mare.
La distribuzione dei pesi a bordo e le forze che
agiscono sullo scafo o sulla velatura, possono produrre un effetto sullo
stato dell'imbarcazione in acqua. Si dice che l'imbarcazione può essere
sbandata, appruata o appoppata.
Asta di controfiocco e di fiocco: vedi bompresso. Astrolabio nautico: antico strumento per la navigazione, venne in uso verso la fine del XV secolo, esso si componeva di uno spesso cerchio sul quale erano incise due scale diametralmente opposte; un’alidada munita di due traguardi permetteva di osservare gli astri e determinarne le altezze. Astronomia nautica: Disciplina che comprende le regole ed i procedimenti per determinare il "punto nave stimato" in alto mare mediante l'osservazione di alcuni astri (Luna, Sole, Venere, Marte, Giove, Saturno ed alcune stelle maggiori). Il calcolo della longitudine e della latitudine stimate deriva dal riconoscimento e dalla misura della posizione di uno o più astri rispetto alla posizione dell'osservatore. Astuccio dell'asse: Tubo che contiene la parte finale dell'asse dell'elica che arriva fino a quest'ultima passando nello scafo e assicurando la tenuta alle infiltrazioni dell'acqua. Atterraggio: Insieme delle operazioni che una imbarcazione compie per raggiungere un punto a terra (ancoraggio, porto): riconoscere il punto, dirigere verso di esso, mantenere controllata la propria posizione, etc.
Atterrare:
Avvicinarsi o arrivare in un punto della costa, o in un porto. Equivalente
ad "approdare".
Autogonfiabile:
Sistema pneumatico dotato di una bombola d'aria compressa che, se
azionata, ne provoca il rapido gonfiamento. I sistemi autogonfiabili più
utilizzati nel diporto nautico sono simili a canotti pneumatici coperti,
rinchiusi in una protezione e posti sempre all'aperto ed in un luogo
facilmente accessibile in caso di necessità. Gli autogonfiabili a bordo
(possono essere più di uno) devono essere dimensionati per il numero di
persone massimo trasportabile dall'imbarcazione e devono per legge essere
ispezionati periodicamente dal costruttore che deve certificarne
l'efficienza e la qualità delle dotazioni di emergenza (acqua, viveri,
attrezzature di sussistenza).
Autopilota: (pilota automatico) apparecchio elettromeccanico con una bussola incorporata che viene accoppiato al timone e mantiene costante una rotta prefissata. Autovirante:
viene così chiamato un fiocco che abbia il punto di scotta collegato ad un
carrello che scorra su di una corta rotaia posta trasversalmente a pruavia
dell'albero, in modo da evitare la manovra delle scotte durante la virata;
molto diffuso anche il termine inglese self-tacking; sulle barche d'epoca
il fiocco autovirante (trinchettina) è quasi sempre bomato, cioè con la
base inferita su un apposito boma.
Avamporto:
Zona di mare antistante l'entrata del porto normalmente protetta da dighe
foranee. Avaria: guasto allo scafo o alle attrezzature dello yacht.
Avvisatore acustico: Apparecchio con forma di
corno o tromba, utilizzato a bordo per segnalare la propria presenza in
caso di scarsa visibilità, o posto in corrispondenza di pericoli alla
navigazione. Gli avvisatori possono essere manuali, cioè azionati a fiato,
ad aria compressa (con bombola o compressore) o elettrici.
Avviso: Avvertimenti normalmente emessi dalle
stazioni radio marittime o riportate in apposite pubblicazioni. 2]. a.
ai naviganti - Pubblicazioni realizzate da istituti
specializzati (in Italia l'Istituto Idrografico della Marina) che
riportano informazioni utili alla navigazione. 3]. a. di tempesta
Avvertimento trasmesso via radio o nota scritta che riporta le
caratteristiche di una situazione di peggioramento del tempo in una
determinata zona. Si usa anche "avviso di burrasca".
4) Avviso: (dallo
spagnolo – barca de). Tipo di piccola nave da guerra,
dapprima con propulsione a vela, poi a motore (con sistema a ruota o a
elica), destinata, in passato, al servizio di esplorazione, di crociera e
di comunicazione; in particolare a. scorta, per la scorta del
naviglio militare – a. stazionario, per servizio per lunga
permanenza in acque lontane, coloniali o
straniere.
Avvolgere: Genericamente significa "arrotolare". Riferito alle vele
indica sia la loro preparazione (avvolgimento) per stivarle che il loro
arrotolamento attorno a sistemi avvolgibili lasciandole nella loro
posizione d'uso. Si usa comunemente anche il sinonimo"piegare" se si
intende prepararle per lo stivaggio, "rollare" se si avvolgono attorno ad
un sistema in coperta.. I contrari più comuni sono "svolgere" o "spiegare"
o "aprire". Azimut: Dall'arabo as-sumut "direzioni". E' l'angolo tra il circolo verticale di un astro e il meridiano del luogo di osservazione. Nella navigazione astronomica, relativamente ad un astro, indica l'arco di cerchio compreso tra il Nord e la verticale dell'astro stesso. E' espresso in gradi (da 0° a 360°) e può essere calcolato con l'uso di apposite tabelle oppure rilevato direttamente con l'osservazione dell'astro, mediante particolari bussole per misurazioni "polari". Ad esempio l'azimut del sole viene rilevato (congiuntamente alla "altezza") per calcolare la propria posizione. |
| Lettera B A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z B: Il nome di un gagliardetto della serie internazionale delle bandiere dei segnali: tutto rosso. Significa: Sto imbarcando o sbarcando materie esplosive. Babordo:
indica il
lato sinistro della nave. Balbettare: Si dice della vela quando è percossa dal vento nel filo, cioè batte e fileggia. Oggi è più usato fileggiare Balcone: pulpito poppiero. Baleniera: imbarcazione che serve per la pesca alla balena con la fiocina; la nave stessa che va a caccia delle balene. Anche una lunga e svelta imbarcazione che fa parte della dotazione di bordo di una nave, ed ha cinque o sette remi con un solo vogatore per banco. Balestrare: Tirare un cavo già in tensione e legato a una caviglia, agguantando il cavo al disopra della legatura suddetta ed esercitando la trazione perpendicolarmente alla direzione seguita dal cavo medesimo, come se questo fosse la corda d'una balestra. Contemporaneamente si fa scorrere la legatura alla caviglia, in modo da ricuperare quel che si tira. Balestriglia: antico strumento per la navigazione, venne in uso nel corso del XVI secolo, o mazza di Giacobbe, un nuovo strumento per misurare gli angoli che soppiantò, per la sua facilità di impiego, il quadrante e l’astrolabio. Era generalmente di legno e si componeva di uno o più regoli di varia lunghezza, scorrevoli su una staffa a sezione quadrata, graduata secondo una scala delle cotangenti. Balestrone: Anche livarda, cocchina, struzza: antenna imboccata da una parte nell'angolo superiore ed esterno della tarchia, e dall'altra in un paranchino fissato all'albero, che è posta in diagonale rispetto a tale vela e serve a distenderla affinché possa prendere vento. Balipedio: Stabilimento attrezzato per l'esecuzione di tiri sperimentali per prova o collaudo delle artiglierie o delle corazze e per ricavare gli elementi necessari alla compilazione delle tavole di tiro. I tiri vengono eseguiti verso terra su appositi campi di tiro e, in taluni casi, verso mare. La R. Marina ne possiede due, l'uno a Viareggio e l'altro alla Spezia. Ballast: i ballast sono delle zavorre per bilanciare lo sbandamento dello scafo durante la navigazione. Già nei sandbagger, veloci barche a vela diffuse alla fine dell’800 in francia e negli Stati Uniti, a questo scopo erano usati dei pesanti sacchi di sabbia o granaglie che l’equipaggio spostava divolta in volta secondo le andature. Attualmente come ballast vengono utilizzati dei serbatoi collocati a dritta e a sinistra dello scafo che vengono riempiti o svuotati d’acqua secondo le esigenze. Non servono solo a stabilizzare la barca, ma anche a variarne l’assetto per ottimizzarne le prestazioni. Ballottarre: Navigare malamente, oltre che per il vento e per le onde, anche per cattivo governo. Balumina: caduta poppiera di una vela di
taglio, cioè bordo di uscita del vento quando questo scorre parallelamente
alla superficie del mare. Bandiera: Il nome deriva da banda, ossia striscia dipinta. Oltre alla bandiera nazionale, è determinata con legge dello Stato anche la bandiera mercantile. Bandiere particolari (stendardo, gagliardetto, guidone, piedigallo, cornetta, fiamma, jack) sono quelle appartenenti alle Autorità nazionali e locali, ai diversi reggimenti e corpi, all'Autorità in comando.Numerose e varie per colori e forma, le bandiere dei segnali, che si stendono in bella mostra in segno di festa per l'impavesata di una nave. La bandiera della Marina Militare, definita don D.L. 1305/1947, reca lo stemma della Marina, a forma di scudo sannitico, con gli stemmi delle Repubbliche marinare, sormontato da una corona turrita, applicato sul campo bianco. Lo stemma della Marina mercantile non ha la corona. Bandiera, nodo: nodo di congiunzione adatto
sia per cavi grossi che leggeri; è chiamato in questo modo perché viene
utilizzato per legare la sagola della bandiera ad una drizza; è anche
chiamato nodo di scotta. Barcaccia: nome della maggiore delle imbarcazioni di servizio di una nave. Barcarizzo: In passato, il luogo del ponte di coperta dove si teneva l'imbarcazione più grande, da cui questa veniva calata in mare e rialzata. Oggi, ciascuna delle aperture di accesso alla nave, praticate nelle murate, generalmente all'altezza del ponte di coperta, cui, quando la nave è all'ancora, si applicano le scale esterne che conducono dal pelo dell'acqua al ponte suddetto. Barcarizzo: nome derivato da quello della
parte del ponte ove era rizzata la maggiore delle imbarcazioni di
servizio, e ora assunto dalla scala sollevabile che le navi hanno in
murata. Barcollamento: il fatto di barcollare, l’ondeggiamento di chi barcolla. Barcone: 1.Grossa barca portuale o fluviale per trasporto o deposito di merci. 2. Barca piatta, adoperata dal genio pontieri per la costruzione di ponti provvisori. Bargio: antico nome di imbarcazioni a vela. Nella marina mercantile velica del sec. 19°, nome di una imbarcazione più piccola della barcaccia, ma che aveva le stesse funzioni. In alcune località (per es. a Livorno) indicava un’elegante imbarcazione da diporto. Bernoulli (Principio di ): Bernoulli formulò la teoria che descrisse gli effetti di un fluido che passando velocemente sulla superficie di un corpo determina. Dimostrò, infatti, che all'aumentare della velocità diminuisce la pressione. Facciamo un esempio: Se portiamo la parte convessa di un cucchiaio da cucina a contatto con il flusso dell'acqua che esce dal rubinetto, ci accorgiamo che il cucchiaio viene, per cosi dire, "incollato" dal flusso stesso. Allo stesso modo l'aria che investe le ali di un aereo, si comporta come il flusso del nostro rubinetto. Guardando l'ala di un aereo alla sua estremità, noteremo che la parte superiore descrive una curva (più o meno accentuata) più marcata rispetto alla parte inferiore. L'aria accelerata dal moto relativo dell'aereo investe le ali sopra e sotto; ma dovendo percorrere più "strada" sulla superficie superiore a causa della curva maggiore, deve necessariamente accelerare e cosi facendo determina una depressione che agisce in senso verticale provocando quella che viene chiamata "portanza". Sappiamo che, al contrario di quello che comunemente si pensa, non è la parte inferiore delle ali a permettere il volo di un aereo ma bensì la parte superiore e questo per il 75% circa delle forze agenti in gioco. Barometro: strumento per la misura della pressione atmosferica. Barotti: i pezzi di
ferro smontabili che, nelle caldaie, formano la graticola del forno. I
bagli che invece di prolungarsi per tutta la larghezza della nave, sono
interrotti dall’apertura di un boccaporto. Barra al centro: è la posizione della barra o della ruota del timone quando la pala giace nel piano verticale-longitudinale della barca. Bertone:
Bastimento
di circa 100 t di stazza, con tre alberi a vele quadre e castelli
altissimi, usato da Bretoni, Inglesi e Fiamminghi nei sec. 16° e 17°,
specialmente per la guerra di corsa. Bassa marea: il livello minimo raggiunto dalla marea. Bassa prua: nome
generico, per indicare collettivamente gli uomini di equipaggio di grado
inferiore a quello di ufficiale, con riferimento all’alloggio che,
tradizionalmente, era appunto nel castello di prora. Bastimento: nome generico dei galleggianti di dimensioni piuttosto notevoli, di legno o di ferro, a vela o a propulsione meccanica. Bastingaggio: (dal francese
bastingare) -1) parapetto del ponte di coperta dei bastimenti, costituito da
un fasciame continuo.2). cassoni
speciali che corrono lungo la murata sopra coperta; per estensione, la
murata stessa. Battigia:
il tratto della riva che viene lambito dal mare. Bigotta: Come il bozzello, serve per il passaggio di una corda, ma senza rotelle. E'
di legno duro, a forma sferoidale schiacciata, e ha nel mezzo, in senso
normale alle fibre, tre o quattro fori scanalati. Le bigotte si mettono a
coppie all'estremità di ognuna di quelle corde che, una volta tese, non si
debbono più toccare. Le due bigotte, con un canapo (corridore o collatore) che passa dall'una all'altra,
alternativamente per i loro fori, formano una specie di paranco, con cui la manovra dormiente viene tesa e fermata. Ha la stessa
funzione dell'arridatoio, ovvero serve a tendere le manovre della
nave. Bimini:
1)
tendalino sorretto da struttura richiudibile.
2) Con il termine Bimini
si indicano quelle
strutture mobili tubolari, di metallo, che servono a stendere un
tendalino o altra protezione dal sole
e dalla pioggia sul pozzetto. Da non confondere con il roll-bar,
una struttura fissa disposta in
genere a poppa dove si possono installare pannelli solari, antenne,
altoparlanti, etc. In alcuni casi la parola bimini viene utilizzata
come sinonimo di
tendalino. Bittalò: Sulle galee è la freccia di legno posta orizzontalmente verso prua, in prolungamento del tagliamare. Su di essa poggiava dai due lati un graticolato che fungeva da latrina per l'equipaggio. Bittone: è una robusta colonna verticale, di legno o di metallo, cui si danno volta i cavi di ormeggio o di tonneggio. Blooper: vedi big boy. Bonnet: il “grembiale” o
“vela giunta”, cioè la fascia allacciata al lato inferiore di una vela,
che, con cattivo tempo, si poteva facilmente togliere, compiendo una
funzione simile a quella delle mani di terzarolo. Bordame libero: a bordame libero dicesi di
vela il cui bordo inferiore non è inferito in un boma. Ne sono esempio la
vela latina, le vele al terzo, al quarto e la vela a tarchia ed alcuni
tipi di vele auriche particolari, nonché le vele
quadre. Bordeggiare: Modo di navigare di un veliero che debba raggiungere un luogo mentre il vento gli è nettamente contrario: consiste nell'avvalersi del vento prendendolo alternativamente, per tratti più o meno brevi, sulla dritta e sulla sinistra, e compiendo così, a zig-zag, percorsi le cui direzioni siano tanto prossime a quella d'origine del vento, quanto lo consente la massima inclinazione della velatura. I singoli percorsi si chiamano bordata o bordo. Per passare da una bordata alla successiva, il veliero fa la manovra che si chiama viramento di bordo. Andatura di bolina. Bordeggiare: navigare con il vento
alternativamente a dritta e a sinistra in modo da procedere verso la parte
da cui esso spira.
Andatura
di bolina. Bosa: maniglia o anello fatto dal gratile di
una vela. Ciascuna di quelle maniglie di funicella,
impiombate
sulle
ralinghe di caduta
delle
vele
quadre per vari usi. Bose di terzaroli: detti anche "bugne". Sono
occhi o anelli sulla caduta poppiera della vela (balumina nelle Marconi),
attraverso i quali si fanno passare le borose per assicurare al boma o al
pennone la vela terzarolata.. Lo stesso nome hanno i fori lungo la benda
di terzarolo, cui i matafioni sono fissati, tenuti da un nodo sulle due
superfici della vela. Bozza: Pezzo di
fune, o di catena, fissato con un'estremità a un punto fermo, in
prossimità del passaggio di una manovra o di una catena in lavoro; con
l'altro capo serve a trattenere questa temporaneamente, evitando che si
perda quel che si è tirato quando, cessata la trazione, si debba dar volta
definitivamente alla manovra o catena. Bracci: sono manovre costituite di cavi e paranchi che servono a dare ai pennoni l'orientamento necessario alle varie andature. Braccio dello spinnaker è la manovra fissata alla varea del tangone, che serve per orientare la vela al vento. Braccio: manovra per l'orientamento del
pennone in modo tale che esso tenga la posizione richiesta dall'andatura
della nave. Il braccio indica anche un unità di misura usata per le
profondità marine e corrisponde a 1,829 metri. Braga: (braca) Pezzo di cavo o catena destinato a cingere gli oggetti pesanti da sollevare (balle, travi, botti, ecc.), o a forma di anello, cioè con i capi impiombati tra loro, o formante con i due doppini un nodo scorsoio che stringe l'oggetto; oppure con i due capi terminanti con ganci (braga da botte). Bragozzo:
(voce veneta)
Piccolo veliero a scafo di legno, di forme rotonde e tozze, in genere a
due alberi con vele dipinte a vivaci colori, largamente usato nell’Alto
Adriatico, per pesca o trasporto. Branda: il letto smontabile formato da una striscia di tela appesa a dei ganci. Brandabasso: sulle navi militari, ordine e corrispondente operazione di portare nei locali destinati al riposo notturno le brande depositate al mattino nei bastingaggi. Brandeggiare: far rotare orizzontalmente attorno a un asse verticale, riferito specialmente ai pennoni e alle artiglierie. Brattare: sistema di remare con un solo remo
fissato a poppa; la spinta all'avanzamento si ottiene imprimendo alla pala
un movimento a "otto". Bucanieri: Uomini di mare, più di tutto francesi, inglesi od olandesi, che esercitarono la guerra piratica contro la Spagna, nel Mar Caraibico, dal secolo XVI al trattato di Utrecht (1713). (Dal francese boucan "carne che i Caraibi facevano seccare al fumo; capanna in cui alle Antille si affumicavano la carne e il pesce ", avendo gli avventurieri francesi adottato il modo di arrostire la carne usato da quegli indigeni) (v. corsari, filibustieri, pirati). Bugliolo: nome con cui viene chiamato il
secchio nell'ambiente marinaresco. Bussola denunziatrice: è una bussola a
sospensione rovesciata che si legge dal di sotto. Si chiama a sospensione
rovesciata perché ha il fondo di vetro anziché di
metallo. |
| Lettera C A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z C: Nome di una bandiera quadra nella serie del Codice internazionale dei segnali. Alzata sola significa: Sì. Cabestano: nome
marinaresco dell'argano, ossia dell'apparecchio impiegato sulle navi per
l'ancoraggio e altre manovre richiedenti grande
forza. Caciabaderna: Succhiello da calafato. (Ancon.). Caduta: nome del lembo o bordo laterale
delle vele quadre. Lato poppiero delle vele, detto anche
balumina. Calma piatta: immobilità assoluta del mare. Calme equatoriali: nome
che distingue la zona che separa le regioni dominate rispettivamente dagli
alisei di NE e di SE. Cambiare
mure: virare in maniera da ricevere il vento dall'altro
lato. Camerotto: voce usata
nella marina mercantile e specialmente sulle navi da carico per indicare
il marinaio destinato ai servizi di camera del capitano e degli ufficiali. Cappello: Ghia semplice che, per ognuna delle grandi vele quadre (basse vele e gabbie), quando sono serrate, serve ad alzare e sostenere il centro della vela, dove è raccolta la maggior quantità di tela e quindi un maggior peso. Capo di banda o capodibanda: bordo di una barca; ovvero l'orlo superiore dove termina l'opera morta di un bastimento.Viene detto anche passamano. Capone: grossa trave situata a prua per
recuperare l'ancora. Cardanica: sistema di sospensione per cui un
oggetto rimane vincolato ad un certo piano, indipendentemente dagli
spostamenti del punto di appoggio. Carica: cavo che serve a sollevare qualcosa,
per es. il tangone dello spinnaker: in questo caso si chiama
caricaalto. Carpentiere: persona adibita alla esecuzione dei lavori di costruzione e di riparazione degli scafi in legno. Carrello: 1. rinvio mobile su una
rotaia, solitamente utilizzato per spostare con continuità il punto di
scotta: 2. rimorchio utilizzato per il trasporto su strada di
imbarcazioni aventi larghezza inferiore ai 2,5
metri. Carta dell’Amiragliato:
traduzione letterale in italiano del nome dato alle carte nautiche dell’Amiragliato
(cioè Ministero della Marina) inglese. Carta-pilota: traduzione letterale in italiano di “pilot chart”, nome in inglese della carta nautica con l’indicazione dei venti dominanti nei vari mesi, delle temperature, dei pericoli ecc Carte sinottiche: quelle carte che abbracciano un'ampia area geografica, nella quale viene riportata la situazione del tempo a grande scala. Il termine deriva dalla lingua greca a sta a significare "visione d'insieme". Le carte sinottiche possono essere sia in superficie che in quota; entrambe sono carte attuali e previste. Quelle attuali in superficie vengono elaborate alle ore 06.00, 12.00, 18.00 UTC e previste per le stesse ore a venire, mentre quelle attuali in quota vengono elaborate alle ore 00.00, 12.00 UTC e previste per le stesse ore successive. Le carte in superficie contengono, fra l'altro, le isobare, ovvero le linee che uniscono i valori della pressione atmosferica al livello del mare alla stessa ora di riferimento (i valori attuali sono riferiti alle osservazioni meteorologiche e i valori previsti vengono elaborati secondo leggi fisiche), mentre le carte in quota contengono i valori (sia attuali che previsti) delle isoipse, ovvero le linee che uniscono, sempre al livello del mare, i punti aventi, alla stessa ora di riferimento, le stesse altezze di u-na determinata superficie isobarica standard. Sia le isobare che le isoipse assumono delle configurazioni standard, che sono portatrici di tipi di tempo: queste hanno lo stesso significato in tutto il mondo. Qui di seguito, oltre alla spiegazione del loro significato tecnico, si fornisce la versione multilingue (francese, inglese e tedesco) di alcune: ·
Alta pressione: (Anticyclone; High; Hoch) - Zona in
cui le i-sobare hanno un andamento quasi circolare, con pressione che
decresce dal centro verso la periferia della configurazione. Carteggio: serie di operazioni per seguire
sulla carta nautica (posta sul tavolo di carteggio) tutte le fasi della
navigazione. Cassa della deriva: alloggiamento o supporto di tenuta della lama di deriva, a baionetta o basculante. Cassa del bozzello: è la parte che
porta il perno delle pulegge. Casseretto: Ponte parziale, soprelevato rispetto al ponte di coperta, che sui velieri si estende dall'estrema poppa fino all'albero poppiero (mezzana). La sua parte prodiera, guarnita di ringhiera, costituisce il ponte di comando della nave a vela. Lo spazio coperto dal casseretto è generalmente destinato ad alloggi. Molti piroscafi e motonavi mercantili hanno il casseretto allo scopo di disporre di un maggior spazio per gli alloggi, oppure per guadagnare in ampiezza della stiva poppiera quanto si perde per le forme più sottili dello scafo a poppa. Castagna: nome generico di qualsiasi tacco o
nottolino di arresto, per lo più usato in riferimento all’apparato che
impedisce l’inversione di moto di un argano o di un
mulinello. Castello: Sui velieri era il ponte parziale soprelevato al ponte di coperta, estendendosi dalla estrema prora quasi fino all'albero di trinchetto. Quasi tutte le motonavi e i piroscafi moderni hanno il castello, mentre tra le navi da guerra lo hanno gli Esploratori e i Cacciatorperdiniere, perché tale sovrastruttura li abilita a navigare ad alta velocità con mare grosso di prua, senza imbarcare troppa acqua. Lo spazio sottostante al castello è generalmente destinato ad alloggiare l'equipaggio. Castria: particolare tipo di ormeggio
mediante il quale l'imbarcazione si mantiene sempre ad una certa distanza
dal pontile, anche in presenza di forte risacca. Caviccio: Piccolo cuneo di legno duro, generalmente usato per tappare i fori lasciati dai chiodi - schiodati - nelle tavole del fasciame. Caviglia:1) Sottile
pezzo di legno durissimo, usato in luogo dei chiodi metallici per unire le
tavole dei fasciami alle coste, nella costruzione delle navi in legno.
2) Bastoncello di legno duro o di metallo, lungo una trentina di
centimetri, lavorato al tornio, e più grosso da un capo. Infilato
verticalmente in un foro praticato in luogo acconcio, serve per legarvi
una corda in tensione nel modo detto volta di caviglia, serve a
legare e trattenere le manovre correnti. 3) attrezzatura
asportabile simile alla galloccia a cui le manovre leggere vengono date
volta. 4) Ciascuno dei raggi della ruota del timone, le cui
estremità sporgenti dalla periferia della ruota stessa, vengono impugnate
dal timoniere per girarla. Il comando "una o due caviglie di timone a
dritta o a sinistra, all'orza o alla puggia", vale per far girare la ruota
del timone di una o due caviglie nel senso indicato. 5) Caviglia
per impiombare: arnese di legno o di ferro con la cui punta ricurva si
allargano i legnoli dei cavi per fare le impiombature. 6) attrezzo utilizzato per allentare i
nodi strozzati. Cavo: nome dato a
qualsiasi tipo di corda, di qualsiasi materia sia formata. Le parole
“corda” e “fune” sono assolutamente estranee al linguaggio marinaresco. Cavo di sicurezza: è quello che corre ambo
le bande del ponte per fissarvi i moschettoni delle
cinture. Cervo volante: traduzione letterale in italiano del termine inglese “kite”, che si usa soprattutto al plurale, per indicare quelle vele, generalmente le più alte o le più leggere ecc. (come i “dicontra”, le “suppare” o “ali di colomba” o gli “spazza nuvole”, o anche lo spinnaker), che si alzano specialmente con brezze leggere. Challenge: Sfida, competizione,
regata. Chart
plotter: Lo schermo dove
vengono visualizzate le carte nautiche elettroniche viene chiamato chart
plotter o solo plotter, dall’inglese “tracciare,
disegnare”. Chiaro:
si dice di manovre che non si possono impigliare; mettere in chiaro
significa appunto ordinare cime o catene in modo che siano sempre libere e
manovrabili. Chiglia basculante: nelle andature di bolina
la possibilità di spostare sopravento la chiglia della barca, facendola
ruotare trasversalmente (basculare), consente di aumentarne la stabilità
(il braccio della copia raddrizzante) aumentando così la superficie
velica. La chiglia basculante è stata adottata agli inizi degli Anni 90,
sui mini Transat, gli scafi oceanici di 6,50 metri. Ciclogenesi: (Cyclogénèse; Cyclogenesis; Zyklogenese) -Sviluppo e crescita di una depressione. Ciclone: area di netto abbassamento della
pressione atmosferica, con conseguente afflusso di forti venti e
condizioni di notevole instabilità meteorologica. Cimatura: operazione di fasciare le cime di
un cavo, affinché i legnoli non si aprano. Nei cavi di filato di
resine artificiali, la cimatura si fa fondendo la cima alla
fiamma. Cintura di sicurezza: spesso dotata anche di bretelle e sottocosce, serve per mantenersi saldamente vincolati alla barca in caso di cattivo tempo o durante manovre pericolose; per questo è dotata di cima con uno o due moschettoni. Circling (Cyrcling): particolare comportamento delle barche in regata Mace Race che, inseguendosi in un cerchio ravvicinato tentano di prevalere per acquisire maggiore controllo sull’avversario, e avvantaggiarsi nella scelta del lato di partenza (boa o barca giuria). Circumnavigazione: la navigazione per cui si ripassa da un punto del viaggio, dopo aver girato intorno al mondo tagliando tutti i meridiani; oppure quella che si compie contornando, a non grande distanza dalla costa, un continente o un isola. Cirmolo: legno tenero
usato nel modellismo per costruire scafi pieni. Ciurma: Nome collettivo di coloro che erano messi al remo nelle galee. Questi erano schiavi (prigionieri nemici o Turchi comprati), forzati (condannati), bonevoglie (volontari pagati), scapoli (giornalieri slegati). Civada: piccolo pennone con
coffa che si trova sul bompresso; lo stesso termine indica anche la tipica
vela sotto il medesimo albero. Classe: suddivisione e
raggruppamento per categoria e tipi di barche da regata aventi
caratteristiche comuni. Coffa: Piattaforma di legno semicircolare che trovasi su ogni albero dei velieri a vele quadre, un po' al di sotto dell'estremità superiore del tronco maggiore, con la parte rotonda rivolta verso prora. E' sorretta dalle barre costiere e traverse. Ai suoi orli laterali si tende il cordame che tiene ferma lateralmente la parte media dell'albero, ossia le sàrtie di gabbia, le quali, in tal guisa, formano l'angolo necessario per compiere il loro ufficio. Sulla coffa fanno capo alcune manovre correnti delle vele superiori. Essa inoltre costituisce un comodo per i marinai che debbono lavorare alle vele, ed è un ottimo posto di vedetta. E' circondata da una ringhiera, meno che nella parte di prora. Il nome ebbe origine sui galeoni dove le coffe avevano la forma della cesta fonda che si chiama coffa o corba. Le galee non avevano coffe ma portavano al solo albero di maestra, presso il calcese, una specie di cesta formata da assicelli di legno, a cui si dava il nome di gabbia, che aveva soltanto l'ufficio di posto di vedetta. Pare che si chiamasse anche gatta o gatto. Cogliere: mettere in ordine
catene o cavi, evitando che prendano delle volte formando degli otto.
Quando questa operazione si fa arrotolando in piano la cima si dice
abbisciare o adugliare. Collo: 1. posizione di una vela che si trovi o che sia stata disposta in modo che sia investita dal vento dalla parte anteriore della nave e che quindi non eserciti forza propulsiva, ma anzi contribuisca all'arresto o all'arretramento della nave stessa. 2. giro intero fatto fare ad un cavo intorno ad un oggetto. Colmamento: (se combler; Filling; fuellen) - Detto di una depressione, quando i valori della pressione atmosferica al centro di essa vanno aumentando nel corso delle ore. Colombiere: parte di ogni albero compresa
tra la coffa e la testa di moro. Comito: Il primo dei sottufficiali di ogni galea, a cui era affidata la direzione della manovra delle vele e di tutti i servizi marinareschi. Le galee capitane a volte ne avevano due. L'archinauta dei Greci e dei Romani, il nostro nostromo. Compasso: quello da carteggio è a punte
fisse e ad aste diritte. Consentire meglio acconsentire:
significa mollare poco a poco un cavo per diminuirne la
tensione. Contre: Pezzi di grosso cavo attaccati alle bugne dei trevi, che servivano a rinforzare le mure e le scotte, e a tenere le bugne accostate alla murata. Contro-: nel linguaggio marinaresco, in composizione con altre parole, indica contiguità, adiacenza, sovrapposizione di vele o di parti dell’attrezzatura: controfiocco, controranda, controvelaccio, ecc. Controbelvedere: in un albero di mezzana a vele quadre, è quella più piccola e che stà più in alto delle altre (dal basso in alto: mezzana, contromezzana, belvedere, controbelvedere). Controbracciare: dare ai pennoni un angolazione opposta a quella in atto (vedi bracciare). Controdragante: nome del grosso rinforzo angolare posto all'interno della congiunzione del dritto di poppa con la chiglia. Controfiocco: il fiocco più piccolo ed estremo verso prua. Contromezzana: nome
specifico della più bassa delle vele quadre solitamente spiegate
sull’albero di mezzana, ovvero della vela cui, per le sue
interferenze con la randa, si è spesso rinunciato, onde il suo pennone ha
preso il nome di vergasecca. Controparamezzale: nel linguaggio marinaresco, in composizione con altre parole, indica contiguità, adiacenza, sovrapposizione di vele o di parti dell’attrezzatura: controfiocco, controranda, controvelaccio, ecc. Controstampo: quando riferito alla costruzione dell’imbarcazione, il controstampo è un secondo rivestimento interno, in genere di vetroresina, che avvolge sia lo scafo che la coperta. Rinforza, irrigidisce e isola la struttura della barca oltre a integrare alcuni elementi d’arredo. In alcuni casi il controstampo riempito di schiuma poliuretanica rende inaffondabile la barca. Controtriganto: elemento di rinforzo del
dragante. Conversione: l'operazione algebrica con la quale da rilevamenti e prore vere si passa a quelli magnetici e bussola. Convezione: processo nei fluidi per cui
entro un certo volume le particelle più calde si alzano e quelle più
fredde si abbassano. Corsa: L'insieme delle azioni guerresche che, in passato, taluni privati eseguivano con navi armate, per conto e con l'autorizzazione di uno Stato allo scopo di danneggiare il commercio dei nemici e impedire quello dei neutri (guerra di corsa). L'autorizzazione veniva data con le cosiddette lettere di marca. Nella Convenzione internazionale di Parigi (1856) si dichiarò l'abolizione delle guerra di corsa. Ma durante la guerra del 1914-1918 gli atti di guerra compiuti da navi mercantili furono frequentissimi e assunsero grande importanza. La diretta dipendenza delle navi mercantili dallo stato e la cessione del loro comando ad ufficiali della Marina militare non mutarono la realtà dei fatti. Si può quindi asserire che in sostanza la guerra di corsa non è stata abolita. Corsa - guerra di: guerra navale fatta da un veliero privato, ma munito di un’autorizzazione sovrana, contro il traffico marittimo di uno Stato nemico. Corsaro: 1) oggi
usato come sinonimo di pirata, ma soprattutto usato con riferimento ai
pirati barbareschi. 2) Capitano di bastimento, legalmente autorizzato dal
proprio governo, che conduceva guerra di corsa durante una guerra
marittima, dava caccia a navi nemiche per predarle e acquisire il carico,
a proprio vantaggio e le navi nemiche da consegnare alle autorità dello
Stato da qui erano pagati. Corsaro e pirata oggi sentiti come
sinonimi, indicavano in origine attività molto diverse. “Pirata” era chi
percorreva il mare per assalire e depredare a proprio esclusivo beneficio.
(v. bucanieri, filibustieri, pirati). Crocette acquartierate: le crocette servono a distanziare le sartie dall’albero facendole lavorare con un angolo maggiore e quindi a sostenerlo meglio. Si parla di crocette acquartierate (il “quartiere” è l’angolo che la manovra fissa fa con l’albero), per indicare il loro orientamento verso poppa. Una disposizione che ha consentito l’eliminazione delle sartie volanti, perché con questo orientamento le crocette riescono a irrigidire a sufficienza l’albero sul piano longitudinale. Cubia: apertura circolare sulla fiancata,
normalmente sulle navi a prua estrema, per fare passare la catena
dell'ancora; spesso le barche da diporto hanno una sola cubia sul piano di
coperta, posta sopra il gavone dell'ancora. Curro: cilindro o rullo di ferro o di altra materia che, posto con altri sotto i bastimenti serve per vararli o rimetterli. Cursori: detti anche verseggi; sono
accessori metallici o di plastica applicati alla ralinga prodiera delle
rande e che scorrono entro la rotaia applicata al profilo poppiero
dell'albero. Cyrcling: Andature concentriche durante le fasi di partenza per avvicinarsi alla poppa dell'avversario.(vedi Circling). |
| Lettera D A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z D: Il nome di una bandiera quadra della serie da segnali del Codice Internazionale. Alzata sola significa: Mantenetevi largo da me. Sto manovrando con difficoltà. Dacron: il dacron è una fibra sintetica (poliestere), utilizzata soprattutto per realizzare vele e cime. È stata prodotta dalla multinazionale Duporit, che la commercializza con questo nome. In Italia il dacron è conosciuto anche come terital e terilene. Danforth: tipo di
ancora piatta a marre articolate: la grande superficie delle marre
assicura una buona tenuta su fondali in sabbia e fango. Darsena: Nella parte più interna degli arsenali e dei grandi porti, ciascuno di quegli specchi d'acqua cinti da opere in muratura (officine, magazzini) e da banchine, che offrono un rifugio comodo e sicuro alle navi che debbano sostarvi più a lungo. Dart: catamarano monotipo mono o biposto progettato da Rodney March, avente lunghezza di m. 5,48 e larghezza di m. 2,28: la superficie velica è di 16,07 mq. Datum: nella dicitura completa, ma meno usata, Chart Datum. E' termine latino, usato sulle carte inglesi per indicare il livello di riferimento degli scandagli, che tanto per gli Inglesi, come per gli Italiani, è il livello medio delle basse maree sigizie. Dead Weight: (ingl.) "Peso morto". Espressione d'uso internazionale
che designa la capacità di carico d'una nave in tonnellate di peso.
Corrisponde alla nostra "portata". Deep Tanks: (ingl.) Espressione d'uso internazionale che designa sulle navi mercantili le casse in cui s'immette l'acqua di mare come zavorra. Defender: Chi detiene la Coppa America e dovrà difenderla dagli sfidanti. Defilare: Sfilare in parata di navi leggere, l'una dopo l'altra, ad alta velocità, a pochi metri di distanza dalla poppa d'una nave in moto, tagliando ad angolo retto la sua rotta. Delegazione di spiaggia: Ciascuno degli uffici ai quali, nei luoghi d'approdo di poca importanza (spiagge aperte, piccoli porti per il naviglio peschereccio), sono affidati gli eventuali servizi della Marina mercantile e la vigilanza sul demanio marittimo. Dipendono dagli uffici di porto dei circondari marittimi in cui sono compresi. Delfiniera: sporgenza prodiera presente in
prevalenza su imbarcazioni da pesca ed utilizzata per l'avvistamento e la
cattura delle prede. Depressione: (Dépression; Low; Tief): zona in cui le isobare hanno un andamento quasi circolare, con pressione che cresce dal centro verso la periferia della configurazione. Area in cui la pressione atmosferica risulta bassa rispetto ai valori normali. Depressione complessa: (Dépression complete; Complex low; komplex Tief) - Zona depressionaria, generalmente estesa, che presenta più centri di bassa pressione). Depressione relativa: (Dépression relative; shallow low; Randstoerung) - Depressione la cui pressione al centro rimane e-levata in valore assoluto (superiore, per es. a 1010 hPa), ma è più bassa rispetto ai valori al contorno. Deriva: 1) parte dell'opera viva a forma di lama, fissa o mobile, posta normalmente al centro dello scafo per impedire lo scarroccio; per questa ragione essa presenta una grande sezione laterale rispetto a quella trasversale, che invece deve essere il più possibile contenuta per limitare la resistenza all'avanzamento: 2) per estensione al punto 1., il termine generico "deriva" indica una piccola imbarcazione aperta o semipontata dotata di deriva mobile sprovvista di zavorra (solitamente sono barchini di 4 o 5 metri); 3) deviazione, scostamento di una nave dalla sua rotta quando viene investita da un corrente che non è parallela od opposta al suo moto. 4) Andare alla deriva; dicesi di un oggetto galleggiante trasportato dalla corrente, che non può muoversi con i propri mezzi (relitto, barca che non governa, ecc.). Derivare: andare in deriva, subire l’effetto della deriva. Deviazione:
angolo fra la prora bussola e la prora magnetica dovuto all'influenza dei
ferri di bordo; questo angolo varia a seconda della
prora. Diagonali: le diagonali di uno scafo (o
anche forme) rappresentano graficamente, nel disegno di una barca, le
linee intermedie tra le linee d’acqua e le linee longitudinali. Si
ottengono sezionando lo scafo secondo dei piani obliqui rispetto a quello
longitudinale. Queste linee servono a rappresentare quelle parti dove
l’acqua scorrerà lungo lo scafo durante la navigazione. Da questo punto di
vista una carena potrà avere linee d’acqua più o meno “tese”. In linea
generale più le forme di carena sono tese, più saranno veloci, come è
frequente trovare sulle barche da regata; a una maggiore convessità
corrisponderà invece una migliore manovrabilità, capacità evolutiva dello
scafo, ma anche una maggiore tendenza al beccheggio. Diamante: 1. parte centrale
dell'ancora a cui sono unite le marre e il fuso; 2. sistema
composto da sartiole e pennaccini per l'irrigidimento dell'albero
frazionato. Di rispetto: di riserva, di ricambio. Disalberare:
rompere l'albero in seguito ad una violenta raffica di
vento. Dislocamento relativo: l'indicazione del
dislocamento relativo di un imbarcazione prende in considerazione il peso
dello scafo, in rapporto alla sua lunghezza. Si ha una divisione in tre
diverse categorie: "dislocamento leggero", "dislocamento medio", o
"dislocamento pesante". Appartengono alla prima categoria quelle barche il
cui peso (in chilogrammi) è inferiore a tre volte la lunghezza (in metri)
elevata al cubo; appartengono alla seconda categoria quelle compreso con
peso tra 3 e 5 volte la lunghezza al cubo; si inseriscono nella terza
categoria quelle il cui peso è superiore a cinque volte la lunghezza al
cubo. Per esempio, uno scafo di 10 metri avrà dislocamento leggero se pesa
sotto i 3.000 Kg., un dislocamento medio se pesa tra i 3.000 e i 5.000
Kg., e un dislocamento pesante se il peso supera i 5.000
Kg. Duglia: spira in cui viene disposta una cima tenuta pronta per la manovra. |
| Lettera E A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z E: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata sola significa: Sto accostando a dritta.. Echo: termine che
rappresenta la E nell'alfabeto fonetico internazionale
ICAO.
Eletrolisi: reazione chimica fra due metalli
diversi a contatto fra loro e bagnati dall'acqua di
mare. Eliografo: strumento di segnalazione che utilizza i raggi del sole riflessi da specchi. English Pilot: manuale inglese di istruzioni nautiche del XVII sec. Vi si descrive accuratamente la conformazione delle coste, delle secche, dall’Inghilterra ai Carabi. EPIRB: (Emergency Position Indicator Radio Beacon) è l’ultima dotazione di sicurezza entrata a far parte di quelle previste dalla legge per navigare oltre le 50 miglia dalla costa. Questa boetta è l’ultimo e il più efficiente sistema di trasmissione di un messaggio di soccorso dal mare. Funziona in ogni angolo del globo e la sua attivazione mette in moto nel tempo medio di un’ora un meccanismo di ricerca internazionale che si avvale di ogni tipo di mezzo disponibile: aerei, elicotteri , navi, vedette, ecc. Il messaggio inviato si propaga via satellite alle stazioni a terra. La precisione del rilevamento del segnale è di circa due miglia. Il modello a 406 MHz consente di inviare anche un segnale digitale con informazioni riguardo il proprietario dell’apparecchio Epoxi: le resine epossidiche, spesso abbreviate in epoxi, sono sempre più utilizzate nella nautica da diporto, sia come supporto adesivo, che come base di molti prodotti vernicianti, strutturali o impermeabilizzanti. Il termine “trattamento epossidico” sta invece a indicare che lo scafo in questione è stato sottoposto a procedimento antiosmosi, per proteggere la carena o sanare un precedente processo di osmosi. Equilibrio velico: Poiché in ogni veliero vi è una parte della velatura (quartiere di poppa) che fa girare la nave avvicinando la prora al vento (orzare), e una parte (quartiere di prora) che ha l'effetto rotatorio opposto (puggiare), si chiama "Equilibrio velico" il compenso delle due azioni contrarie che si raggiunge proporzionando opportunamente le due parti della velatura totale. In generale si preferisce lasciare al veliero una leggera tendenza all'orza. Equipaggio: insieme di persone a cui sono affidate le manovre di una imbarcazione; ad ogni membro d'equipaggio viene assegnato prima della partenza, di regola dallo skipper, una mansione da compiere a bordo durante la navigazione. Esclusi il comandante e gli ufficiali. Equipaggio di una imbarcazione di Classe Coppa America: In regata è composto da 16 velisti più un ospite detto diciassettesimo uomo. Alcuni ruoli sono decisamente più fisici rispetto ad altri e ciascuno richiede caratteristiche ben precise.
Euforbia: Erba usata per avvelenare le acque a scopo di pesca. Anche "erba cipressina". Euro: (Term. lett. Ant.) Vento da levante. Europa: imbarcazione a vela monoposto con
deriva mobile progettata dal belga Roland nel 1964; presenta una lunghezza
di m. 3,35 per 1,38 di larghezza; la superficie velica è di mq 7,40; ha
fatto il suo esordio come Classe Olimpica femminile nel 1992 a
Barcellona. Evoluzione: L'insieme dei percorsi rettilinei e curvilinei compiuti da una o più navi per un determinato scopo di manovra o tattico. |
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Lettera
F F: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata sola significa: Sono inabilitato. Comunicate con me. Faggio: legno utile per compensati e listelli. Fagotto: Fascetto di stipa per bruscare la nave (= brusca). Falca: 1) Ciascuna di certe tavolette opportunamente sagomate che si sovrappongono all'orlo superiore dei fianchi dei piccoli bastimenti per rialzare il bordo e diminuire l'entrata dell'acqua dal lato di sottovento, nella navigazione con mare grosso. 2) Ciascuna delle piccole tavolette con cui si chiudono le scalmiere delle imbarcazioni quando navigano alla vela. Falchetta: nelle barche a remi è il luogo ove si trovano i rinforzi ai punti di appoggio che alloggiano i remi: negli yachts a vela è invece un bordo o un angolare in metallo o legno posizionato lungo il perimetro esterno della coperta; serve per puntare i piedi (per esempio con lo yacht sbandato) evitando il rischio di scivolare in mare; è sovente provvista di fori per fare scolare l'acqua. Falcone: 1) Pezzo di legno piantato fortemente a terra per offrire una presa agli ormeggi, quando non ve ne sia una migliore. 2) Nelle manovre di forza a terra, lungo pezzo di legno che si dispone a un luogo stabile, inclinato all'insù per sostenere un argano. Dicesi anche "vette". 3) antico cannone navale. Falconetto: cannone navale più lungo e leggero del falcone. Falla: apertura accidentale dello scafo di una barca, da cui entra acqua. Falsobraccio: Nome generico delle grosse corde, però flessibili e maneggevoli (canapa o altra fibra vegetale) che si usano pel tonneggio e per ormeggi temporanei. Famiglio: nel linguaggio marinaresco designa
genericamente l'addetto ai servizi di alloggio e quindi ha un accezione
analoga a quella di cameriere. Fanfarino: Grosso cavo torticcio (gomena o gherlino) che sulle navi a vela e a vapore si usava per alzare l'elica quando si voleva navigare con le sole vele. Faraglioni: Scogli alti e sottili. Esempio: Faraglioni di Trezza: le Isole dei Ciclopi (Catania). Farfalla: nelle andature in fil di ruota, si
dice navigare con le vele a farfalla quando esse vengono messe una su di
un bordo e l'altra su quello opposto (randa e fiocco si trovano così su
opposte mura). Fata Morgana: Fenomeno di riflessione totale negli strati atmosferici, che fa apparire nell'aria le figure di colonnati, fabbricati, alberi, colline, navi e altre cose. Si manifesta più di tutto nello Stretto di Messina. Fathom: misura inglese utilizzata per
indicare le profondità, equivalente a 1,85 metri. Felza: La parte coperta della gondola, dove sono i sedili. Femminella: parte femmina di una cerniera,
dove va inserito l'agugliotto o il perno di
rotazione. Filibustiere: termine usato nel XVII per indicare i predoni di mare. Filibustieri: Società di avventurieri francesi, inglesi, olandesi che, dopo la sconfitta dei Bucanieri, occupate alcune isole del Golfo del Messico, continuarono la mapagna piratesca contro le navi spagnole, e le città e i paesi costieri. Favoriti dapprima dalla Francia e dall'Inghilterra, alla fine del secolo XVII furono dispersi dalle potenze marittime. Loro stessi si chiamavano Fratelli della costa (v. bucanieri, corsari, pirati). Finezza: il termine finezza viene utilizzato come aggettivo per descrivere forme di carena o di prua sottili, affusolate, strette. Più propriamente viene utilizzato in architettura navale per esprimere una serie di coefficienti, detti appunto “di finezza”. C’è il coefficiente di finezza al “galleggiamento, quello del piano di deriva”, quello di sezione maestra”, etc. A rendere maggiormente l’idea di uno scafo con forme fini è il coefficiente di “finezza totale”,che rappresenta il rapporto fra il volume di carena e il parallelepipedo che la circoscrive. Se fosse uguale a “1” la carena sarebbe un perfetto parallelepipedo,misure inferiori rendono via via la carena più idrodinamica. La finezza può essere un indice della minore o maggiore attitudine alla velocità dello scafo. Finn: imbarcazione monoposto a deriva mobile
progettata da Richard Sarby avente lunghezza m. 4,50 e larghezza m. 1,51;
la superficie velica è di mq 9,30; è Classe Olimpica dal
1952. Fischio del nostromo: Era il fischietto usato a bordo dal nostromo per impartire ordini all'equipaggio con trilli variamente modulati, sì da evitare che il rumore circostante potesse sopraffare la sua voce. Lo strumento è di origine britannica, attestato sin dal Medioevo, ma è invalso nell'uso corrente degli ufficiali da quando, nel tardo Seicento, Lord Heigh lo adottò come segno distintivo del suo rango di ammiraglio della flotta. Oggi è impiegato nella stessa funzione sulle navi scuola, altrimenti serve per "rendere gli onori" al comandante, agli ufficiali e alle persone di riguardo quando salgono a bordo o lasciano la nave. Si compone di tubicino detto "cannone", anello - detto "maniglia" - attaccato all'estremità terminale dell'impugnatura, detta "chiglia", e di pallina forata da cui esce il suono, detta "boa". Si impugna all'altezza della "chiglia" tra pollice e indice, mentre le altre dita regolano l'intensità e la modulazione del suono, che include una nota alta e una bassa, e tre toni: pieno, modulato e trillo. Il modello italiano, a differenza - per esempio - dal modello francese, ha il "cannone" piuttosto largo, tale da richiedere un certo sforzo di insufflazione, cosicché i nostri nostromi lo "personalizzano" schiacciandolo leggermente in modo da ridurne la sezione. Flutto: onda del mare. E’ termine piuttosto ricercato e letterario. Floater: spinnaker di tessuto
particolarmente leggero, adatto quindi per venti molto
deboli. Flusso: 1)(Flux; Flow; Flut) - Lo scorrere dell'aria a grande scala. La direzione del flusso è data dall'orientamento delle isobare. In superficie, a causa dei rilievi e degli effetti termici, il vento locale può essere molto diverso dal flusso. 2)Flusso: movimento ascendente della marea. Fluxgate:
Con il termine fluxgate
si intende il sensore elettromagnetico
di una bussola, non
di tipo tradizionale, in grado
di misurare con estrema precisione
la direzione delle linee di flusso del campo magnetico terrestre. Questi sensori, che possono avere dimensioni anche molto
ridotte, si possono trovare anche all’interno di altri strumenti di navigazione, come piloti automatici, binocoli, etc. Le
bussole fluxgate sono dotate di sistema di
autocompensazione, non hanno parti in
movimento e possono essere facilmente interfacciate con gli altri
strumenti. Fori di biscia: Nelle navi di legno, ognuno degli intagli praticati nei madieri per lasciar passare l'acqua che si accumula nelle sentine, e portarla al pozzetto di raccolta. Fondale: distanza tra la superficie del mare e il fondo, ovvero profondità dell'acqua; questa grandezza è riportata in metri sulle carte nautiche edite dall'Istituto Idrografico della Marina. Fondo: è l’ordine di lasciar andare l’ancora in mare. Dare fondo indica la manovra d’ancoraggio. Fori
di sentina: apertura nella parte profonda dell'ossatura, sopra la
chiglia, per permettere all'acqua di scorrere ed accumularsi nella parte
più bassa della sentina. Forzare: mantenere a riva (cioè nell’alberatura) una velatura superiore a quella consentita dallo stato del tempo. Foschia: visibilità ridotta, ma ancora
superiore a 1 km: sotto tale distanza si usa il termine
nebbia. Frangiflutto: Opera di difesa esterna di un porto o di una rada, destinata a rompere l'impeto delle onde. Freccia: entità del grasso della vela
determinato sulla perpendicolare della corda della
randa. Fronte occluso: (Occlusion, Occlusion; Okklusion) - Fronte risultante dall'unione di un fronte caldo e di un fronte freddo. Il settore caldo è spinto in altitudine, ma continua a generare precipitazioni. Fullbatten: randa steccata;
le stecche (quattro o più a seconda della grandezza della vela)
contribuiscono a mantenere la forma della vela desiderata dal velaio,
creando il necessario grasso con vento leggero ed impedendo, in caso di
vento forte, che la concavità si accentui spostandosi verso
poppa. Furlex:
Uno dei costruttori più
noti di avvolgifiocco è la ditta
svedese Seldén, che dal 1983
commercializza questo prodotto con il marchio Furlex. Con l’espressione “dotata di furlex”, si intende quindi la presenza di un
avvolgifiocco, anche se non
necessariamente di questa
marca. |
| Lettera G A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z G: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata sola significa: Ho bisogno del pilota. Gabarra: con tale nome viene designato un antico bastimento militare a vela dalle forme piuttosto rotonde, armato con tre alberi a vele quadre, impiegato per il trasporto di viveri, munizioni e provviste destinate alle armate. Era dotato anche di cannoni, ma questi venivano adoperati quasi esclusivamente per difesa o per trasmettere segnali. Con lo stesso nome viene chiamato un barcone a fondo piatto, dalle forme panciute, destinato al carico dei bastimenti nei porti (oggi comunemente detta chiatta, pontone, bettolina). Gabbia: nei bastimenti a vele quadre, che portavano alberi divisi in tre parti, è il nome attribuito al secondo pezzo dell'albero di maestra al plurale il termine designa nel loro complesso le vele sovrastanti i trevi, cioè il parrocchetto, la gabbia stessa e la contromezzana. Nell'albero di gabbia erano armati il pennone di gabbia fissa e, superiormente a questo, il pennone di gabbia volante. A questi due pennoni venivano inferite le due vele quadre chiamate con lo stesso nome: gabbia fissa e gabbia volante. Naturalmente anche le manovre fisse e volanti che interessano questa parte dell'alberatura prendono lo stesso nome (bracci, mure, drizze, amantigli, etc., di gabbia). Il vocabolo deriva dal termine gabbia, che designava, in similitudine all'arnese entro il quale venivano custoditi gli uccelli, quella piccola torre o garitta che serviva alle sentinelle per vedetta. Con lo stesso nome, a bordo degli antichi velieri, veniva chiamata quella piattaforma sistemata nella sommità dell'albero e utilizzata per ospitare i marinai destinati all'avvistamento. Conseguentemente, le vele sistemate al di sopra di tale piattaforma erano dette di gabbia. Per non confondere i pennoni, le vele e l'albero di gabbia con la piattaforma d'avvistamento, quest'ultima venne successivamente chiamata coffa. Gabbiere: marinaio esperto che veniva scelto e destinato al coordinamento degli uomini che manovravano le vele di gabbia; il posto del gabbiere era sulla coffa. Gabbiola: vela quadra posta sopra la vela di randa. Gaettone: Sono chiamati, rispettivamente, primo e secondo gaettone i turni di guardia che vanno dalle ore 16.00 alle 18.00 e dalle 18.00 alle 20.00, che vengono effettuati sulle navi in navigazione. Questi turni di guardia sono di due ore, anziché quattro come avviene per le altre guardie, per far sì che non capitino sempre gli stessi turni alle stesse persone. Gaffa: Altro nome con cui talvolta viene indicato l'alighiero, chiamato anche mezzo marinaio e gancio d'accosto. Si tratta di un attrezzo composto da un'asta di legno o da un tubo di alluminio, alla cui estremità è sistemato un gancio semplice o doppio, in ottone, metallo o materiale plastico, che viene usato per accostare o per allontanarsi da una banchina o da un altro galleggiante. Gagliardetto: bandierina di forma triangolare che anticamente veniva portata in cima all'albero, dalle galere, per ornamento. Con questo nome, attualmente, si indica una bandierina rettangolare con il ventame (detto anche battente o coda) tagliato in modo da ricavare due punte triangolari, simili alla coda di una rondine. Le lettere A e B del Codice Internazionale dei Segnali sono raffigurate da due gagliardetti. Gagliardo: riferito principalmente alle bandiere, indica quella principale di ciascun bastimento. Il termine spesso è riferito, più genericamente, anche al vento quando soffia con forza, con potenza. Gala: è detto anche pavese, e designa l'ornamento che viene fatto al bastimento, in particolari occasioni, disponendo le bandiere e le fiamme (particolari tipi di bandiere triangolari e lunghe) tra un albero e un altro. Si distingue in gran gala e piccola gala (gran pavese o piccolo pavese). La prima consiste in una successione ordinata di bandiere che partono dall'estrema prua, passano per la testa di ciascun albero e terminano all'estrema poppa. La piccola gala, invece, consiste semplicemente nell'ornare ciascun albero con la bandiera nazionale; nell'eventualità che la festa sia in una nazione diversa da quella a cui appartiene la nave, all'albero di maestra andrà issata la bandiera della nazione in festa. Alcuni autori consigliano di sistemare le bandiere in un preciso ordine, disponendo, in testa a ciascun albero, la bandiera nazionale e sistemando un guidone o un pennello numerico ogni due bandiere quadre nelle tre ghie (quella che va dalla prua alla testa del primo albero, quella tesa tra la testa del primo e quella dell'ultimo albero, e infine quella che unisce la testa dell'ultimo albero con l'estrema poppa). Molti suggeriscono anche la sequenza delle bandiere che, in linea di massima, dovranno soddisfare, innanzitutto, il senso estetico dal punto di vista cromatico. Galea:
o
galera, Nave mediterranea, medievale, generalmente militare.
A remi e a vela, lunga una cinquantina di metri, veloce e leggera, con
prua molto affinata e con due alberi a vele latine, Lo scafo, senza ponte, era munito
a prua di una specie di castello (rembata) su cui trovavano posto i
cannoni principali; la propulsione era fornita da 25-30 remi per lato.
L'equipaggio, circa 500 uomini, dopo il XV sec. veniva formato in gran
parte con schiavi o condannati (galeotti) addetti ai remi. In uso sino al
XVIII secolo. Galeotto: 1) Colui che vogava o serviva sulle galee o su altre navi. 2) Forzato. 3) Galeotto dapprima era il Buonavoglia. Galèra: variante di Galèa. (vedi Galèa). Galleggiamento: rimanere a galla. Intersezione della superficie dell’acqua con lo scafo della nave (linea di galleggiamento). Galleggiante: nome generico per imbarcazioni, chiatte, zattere, di tipo non definito. E’ chiamata così, talvolta, anche una parte fuori bordo aggiunta per assicurare la galleggiabilità di un imbarcazione (di un aereo ecc.). Galloccia: piccolo apparato di legno o di metallo
costituito da un fuso parallelo al piano d’impianto e da uno o due
sostegni, posto in luogo e in modo che vi possa essere data volta, cioè
che vi si possa fissare, una cima di manovra. Garbo: tipo di navicella usata nel sec. 16°
nel Mediterraneo orientale. Ginocchio: Negli scafi in legno il termine identifica il punto tondeggiante della costola che unisce il madiere con lo scalmo. Nelle moderne imbarcazioni di vetroresina la sua individuazione è meno precisa, anche perché con la riduzione degli slanci è sempre più difficile identificare questo elemento. Il ginocchio può essere immerso o stare sopra la linea di galleggiamento. Se è esageratamente disposto sotto la linea di galleggiamento riduce la capacità evolutiva della barca. Ginocchio del remo: La parte centrale e cilindrica del remo che si appoggia alla falchetta o entra nella scalmiera: è la parte che trasmette il movimento all'imbarcazione. Gioco: con questo
termine si intende il gioco di vele ovvero il numero di queste, che la
barca tiene a disposizione. Nell 'America's Cup ogni imbarcazione può
averne fino a 60, naturalmente non tutte a bordo. Gnomonica:
(carta) particolare proiezione della superficie terrestre sul piano, che
consente di tracciare con linee rette dei tratti di circolo
massimo. Gottazza: strumento con cui si compie
l'operazione di togliere l'acqua dal fondo di un
imbarcazione. Gradiente di pressione: (Gradient de pression; Pressure gradient: Luftdruckgradient) - Variazione della pressione fra due punti vicini tra loro, alla stessa altitudine. Grafometro: cerchio o semicerchio con
graduazione sessagesimale la cui direzione 0 - 180° è coincidente o
parallela all'asse longitudinale della barca; lo si usa per i rilevamenti
polari e cioè per misurare l'angolo che la visuale di un oggetto forma con
tale asse o qualsiasi linea da poppa a prua a questo
parallela. Guadagnare al vento: portarsi più sopravvento mediante bordi. Avanzare, superare, raggiungere. Guaina: sacca di nylon che funge da contenitore in cui lo spinnaker viene alloggiato per essere velocemente alzato e, successivamente, ammainato. Guaina del remo: Piega o striscia di rinforzo, nelle vele, nelle tende, nelle bandiere ecc. Guardamano: (detto anche guardino) nome specifico di ognuna delle due cime poste ai lati delle biscagline per facilitarne l’uso. Guardapalma: per il velaio è l'equivalente del ditale dei sarti, realizzato in modo simile alla palma di un guanto con una piastrina bugnata ove poggiare il grosso ago da vela per fare forza. Guardia: 1) membro dell'equipaggio al timone. 2) L’insieme dei servizi nautici e di sorveglianza , ai fini dei quali l’equipaggio è diviso in due metà, guardia di dritta o dispari, e guardia di sinistra o pari, che montano di servizio a turno. Guardia franca: dicesi di quel membro
dell'equipaggio, addetto alla rotta o alla sorveglianza, che si trova in
turno di riposo. I turni al timone si chiamano
guardie. |
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Lettera
H Hall: tipo di ancora (anno 1891). tipo di ancora a marre articolate: di peso notevole, tiene bene su qualsiasi tipo di fondale e viene usata prevalentemente su yacht dal grande dislocamento. Harmattan: Vento secchissimo e carico di polvere, intermittente nell'inverno, sulle coste dell'Africa occidentale, in ispecie dal Senegal alla Guinea. Detto il dottore. Head foil: strallo cavo. Honerare: (basso lat., genov. Sec. XIII) Caricare. Hotel: termine che rappresenta la H nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. Hublot: (franc.) Voce usata di frequente nella marina italiana, a volte nella forma Oblò, per indicare i portellini di murata. Lettera I I: Nome di una bandiera rettangolare, gialla, con un disco nero al centro, della serie dei segnali del Codice internazionale. Significa: Sto accostando a sinistra. Iadi: Altro nome delle Pleiadi (pop. "gallinelle"), ossia le "stelle della pioggia", che sorgono quando comincia la stagione piovosa. ICAO: International Aviation Organization, alfabeto fonetico internazionale utilizzato nella navigazione marittima e aerea per permettere la comprensione di lettere alfabetiche e cifre in tutte le lingue. Idrocelere: Macchina idraulica per l'alaggio dei bastimenti. Idrofono: Apparecchio elettro-acustico per rivelare la presenza di una nave e per determinare o per determinarne il rilevamento mediante la ricezione dei rumori subacquei che da essa provengono, principalmente di quelli prodotti dall'elica in movimento. Gli idrofoni possono servire anche per la ricezione di trasmissioni acustiche subacquee, per la quale però sono più convenientemente usati i segnalatori subacquei. Gli idrofoni costituiscono pure l'organo raccoglitore delle onde acustiche subacquee in taluni tipi di scandagli acustici. Gli idrofoni furono dapprima usati durante la guerra 1914-18 dai cacciasommergibili per scoprire la presenza di sommergibili nemici immersi. Posteriormente si sono sviluppati idrofoni di altro tipo, destinati allo scopo reciproco, per mettere cioè i sommergibili in grado di scoprire la presenza di navi nemiche e di avvicinarsi ad esse per l'attacco e per il lancio dei siluri, rimanendo in immersione. In mancanza di idrofoni il sommergibile dovrebbe manovrare con periscopio in affioramento, esponendosi così al rischio di essere avvistato da unità nemiche, di superficie e aeree. Gli idrofoni si usano anche in impianti costieri per la difesa antisommergibili e in impianti di balipedio per la determinazione dei punti di caduta dei proiettili. Idrografia: Scienza che tratta dei problemi teorico-pratici relativi ai rilievi del fondo del mare, dei laghi, dei fiumi e delle coste adiacenti, e alla costruzione delle carte nautiche con i particolari necessari per il navigante. Indica anche la raccolta delle carte nautiche, dei portolani, e delle altre strumentazioni per i naviganti, che riguardano un determinato mare o bacino o altra ripartizione. Idrologia: Scienza che studia il ciclo terrestre che compiono le acque da quando, sotto forma di precipitazione liquida o solida, cadono sulla superficie della Terra a quando, per diverse vie, o ricapitano al mare, o si disperdono definitivamente nel sottosuolo o, infine, ritornano per evaporazione all'atmosfera. Idrometro: Apparecchio per misurare la profondità dei corsi d'acqua. Idroscopio: Specie di cannocchiale per esplorare il fondo del mare, inventato dal Pino. Igrometro: Strumento di misura dell'umidità assoluta dell'aria, la quale viene generalmente indicata col peso in grammi del vapore d'acqua contenuto in un metro cubo di aria. A bordo e negli osservatori a terra si usa però misurare l'umidità relativa dell'aria mediante un altro strumento detto psicrometro. Imbagliatura: 1) L'insieme dei bagli sistemati da un fianco all'altro della nave. La superficie di imbagliatura è quella su cui vengono fissati i corsi di tavole o di lamiere costituenti il fasciame dei ponti. 2) L'unione dei bagli alle coste nella costruzione di una nave.
Imbando: (in bando) la parte di cima che
avanza e quindi dev'essere recuperata per metterla in trazione. In genere
è in bando qualsiasi manovra che non lavora. Imbarcazioni:
Imbonare: Riempire un vuoto tra i membri o tra le coste di un bastimento. Imbrogliare: raccogliere le vele quadre a
festoni mediante alcune funi predisposte, dette imbrogli; le vele
auriche sono raccolte con imbrogli che ne contengono la discesa sul
boma. Impegolare: Impeciare Impiombare: fare una gassa a una fune o
congiungerla con un altra mediante intrecciamento dei
legnoli. In bando: mollare, abbandonare del tutto una cima, un cavo,un oggetto; si dice anche “imbando”. L’imbando è pure la quantità di cavo che non è tesa e che occorre ancora tirare per mettere il cavo in forza. Incagliare: dicesi di una imbarcazione
la cui chiglia va ad incastrarsi sul fondo
immobilizzandosi. Incappellata: [da incappellare]. Violento colpo di mare sulla prua di nave o imbarcazione che porti l'onda a superare la murata e a frangersi sulla coperta.
Incastellatura:
soprastruttura o (con francesismo) attrezzatura. Insegna: la versione nautica della bandiera nazionale del paese di registrazione della barca. Viene issata a poppa. Insellatura: vedi cavallino. Alcuni chiamano così l’andamento leggermente concavo del ponte di coperta da prua a poppa. In genere è l’insellamento, cioè il difetto della chiglia di una nave consistente in una leggera concavità nella parte mediana. Instabile: (Instable; air instable; Unstabil) - L'atmosfera è instabile quando i suoi bassi strati sono anormalmente caldi in rapporto agli strati medi o superiori dell'atmosfera. Un'atmosfera instabile è sede di movimenti verticali che provocano delle raffiche di vento, migliorano la visibilità e favoriscono lo sviluppo di nubi a sviluppo verticale (Cu, Cb) generatrici di precipitazioni sotto forma di rovesci. Per contro, l'aria stabile è incollata al mare, il vento è regolare, la visibilità mediocre o scarsa e le nubi sono stratificate. Intelligenza: bandiera del Codice
Internazionale dei segnali che, issata isolata, significa "ho capito": se
issata a metà corsa significa "ho ricevuto il messaggio ma non l'ho ancora
interpretato"; se issata dalla giuria di regata assume diversi
significati. Interponte: lo spazio compreso tra due ponti delle navi mercantili da passeggeri. Intradosso: superficie concava della vela nel lato di
sopravvento. Invergare:
inserire l'inferitura della vela nell'apposita canaletta. Dicesi anche
inferire. Iole: imbarcazione a remi. Iolla: (Yawl) barca a due alberi di cui la
mezzana è posta dietro all'asse del timone. Isobata: linea congiungente punti aventi
tutti la medesima profondità, detta anche batometrica o
batimetrica. Lettera J J: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata isolatamente significa: "Sto per segnalare con il telegrafo a braccia". J 24: imbarcazione
monotipo a bulbo tra le più diffuse al mondo; è stata progettata da Rod
Johnstone per un equipaggio di 5 persone e presenta una lunghezza fuori
tutto di m. 7,32 per una larghezza di m. 21,72; la superficie velica è di
mq 32,20. J-Prop/Max
Prop: i
termini J-Prop e Max Prop si riferiscono a due particolari tipi di
eliche prodotte
rispettivamente dalla Marine
Propellere e dalla Max Prop
Propeller. In linea generale la particolarità di queste eliche, sta
nel fatto che consentono la possibilità di regolare facilmente il passo, modificando l’inclinazione delle pale, e
consentono di ottimizzarne la resa.
Il disegno delle pale, che nei vari modelli possono anche mettersi automaticamente “a bandiera”
durante la navigazione a vela, è
studiato in modo tale da
offrire bassa resistenza all’avanzamento. Jumbo: Si fa
riferimento a Lettera K K: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice - Kilo nell'alfabeto fonetico internazionale (Codice ICAO); nell'alfabeto morse corrisponde a "- . -" (linea-punto-linea): secondo il Codice Internazionale dei Segnali quando la bandiera K viene alzata isolata significa "desidero comunicare con voi". Ketch: 1) barca a vela munita di due
alberi, di cui quello più a pruavia (l'albero di maestra) è più alto
dell'altro (albero di mezzana): quest'ultimo è comunque posizionato
davanti all'asse del timone, altrimenti la barca prenderebbe il nome di
yawl, in cui la randa di mezzana è utilizzata più come organo direzionale
("timone a vento") che come propulsore. 2) Nave a due alberi usata
per la guerra, da corsa o diporto. |
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Lettera
L L: La bandiera da segnali corrispondente a questa lettera significa sul Codice internazionale"Fermatevi, ho bisogno di comunicarvi". Lacia: Erba con cui si avvelenano le acque, dove si vuol pescare. Lay line: è la linea
ideale, che delimita il campo di regata conveniente per arrivare alla boa
rispetto al vento, oltre il quale è sconveniente
andare. Lanata: Grossolano pennello formato da un bastone guarnito a un capo con pelle di capra, che serve per applicare alla carena la miscela di pece e catrame per il calafataggio. Lancia: imbarcazione a remi tenuta a bordo delle navi per il salvataggio o gli spostamenti dell'equipaggio. Lanciasagole: Piccolo cannone con sistemazione fissa che, per mezzo di una debole carica, può lanciare un proiettile leggero, cui è legata una cordicella (sagola), che viene usato per operazioni di rimorchio o di salvataggio. Landa, Landra: grossa spranga metallica attraverso la quale ogni sartia è collegata allo scafo. Lapazza: grossa
tavola longitudinalmente incavata usata per riparazioni temporanee di un
albero o di un pennone, cui veniva fissata con molte legature dette
inghinature. Rinforzo che si applica a un pennone, a un'antenna, a un albero, per evitarne la rottura o per ripararla in modo
provvisorio. Le lapazze sono generalmente costituite da lunghi pezzi di
legno sagomati o da lamiere di ferro, inchiodati o imperniati e assicurati
con forti legature in cavo o con collari di ferro. Le lapazze possono
essere costituite anche con aste, barre d'argano, ceppi di legno di
ancore, ecc. Lapidaria: Chiatta romana per trasporto. Lascare: diminuire la tensione su una cima;
contrario di cazzare; mollare una cima e
aprire le vele per una andatura di poppa, l'operazione indica il
togliere tutta la tensione sulla cima. Latitudini dei cavalli: dall’inglese “Horse Latitudes” per indicare due zone, intorno ai 30° N e ai 30° S dove dominano le bonacce o le brezze leggere. Lavarello: (o gatta) area prodiera del ponte di coperta delimitata da una mastra posta trasversalmente affinchè l’acqua penetrata dagli occhi di cubia non scorra lungo le impavesate, ma fuoriesca da due ombrinali posti subito prima di essa. Lazy
bag:
con il termine inglese lazy bag si definisce quella sorta di
sacco-raccoglitore di tela,
chiudibile, disposto lungo il boma e destinato ad accogliere e proteggere la
randa. Legnuolo: L'insieme, nei cavi vegetali, di più filacce avvolte a spirale con torsione in senso contrario a quella delle filacce stesse. Con la commettitura dei legnuoli, torti nello stesso senso delle filacce, si formano i cavi. Lentìa: nome specifico del doppino un tempo
usato per imbarcare o sbarcare le botti e gli altri carichi che potessero
essere rotolati su un piano inclinato. Levante: vento proveniente da Est. Level class: classe di barche aventi tutte il medesimo rating; in competizione l'ordine di classifica è stabilito dagli arrivi in tempo reale. Lezzino: piccolo cavo utilizzato per legature. Libeccio: vento di direzione SW, quasi sempre violento con intensità superiore anche ai 40 nodi; solleva molto mare specie nei bacini occidentali italiani risultando tra i più pericolosi per la navigazione da diporto in quanto è spesso seguito da una perturbazione. Life line: letteralmente linea della vita, è una cima distesa in coperta e saldamente fissata a prua e a poppa, a cui agganciare il moschettone della cintura di sicurezza durante manovre con cattivo tempo. Lightning: imbarcazione monotipo a deriva mobile progettata nel 1939 da Olin Stephens: misura m. 5,79xm. 1,99 con uno spinnaker di mq 16,36; l'equipaggio è formato da tre persone. Lima: termine che rappresenta la L nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. Linea: (di) è sinonimo generico di nave da guerra o più specificamente da battaglia. Il nome deriva dalla formazione lineare che le antiche navi assumevano accingendosi al combattimento. Linea di fede: tacca o segnale sulla bussola che indica l'asse longitudinale dello yacht, cioè la direzione di avanzamento; serve per leggere sulla rosa della bussola i gradi della rotta rispetto al Nord magnetico. Linea di galleggiamento: è la linea di separazione tra la parte di scafo immerso (opera viva) e quello emerso (opera morta): normalmente viene disegnata alcuni centimetri sopra quella reale per potere facilmente osservare l'assetto longitudinale della barca. Linea di posizione: è quella di cui un punto dovrebbe rappresentare la posizione della nave. Linea Summer: una linea di posizione determinata con un metodo di osservazione dovuto al capitano americano del sec. XIX Thomas H. Summer. Linee d'acqua: Nella rappresentazione grafica dì un piano di costruzione di una barca, le linee d'acqua sono quelle curve che concorrono a definire la carena. Si ottengono sezionando lo scafo a fette, in vista orizzontale, secondo i piani paralleli al galleggiamento. Per linea al galleggiamento si intende la più alta delle linee d'acqua. Listello: definizione modellistica che
indica una striscia di legno necessaria per fasciare lo
scafo. Livarda: Asta diagonale che
sostiene l’angolo superiore poppiero delle vele a tarchia; è più usato il
sinonimo struzza. Log: la
parola inglese log ha praticamente sostituito l’equivalente italiano di solcometro, lo
strumento che serve a misurare le miglia percorse e la velocità
della barca, viene correntemente chiamato con questo termine anche
il misuratore di velocità, ma il termine italiano corretto sarebbe
tachimetro. Vedi contamiglia. Luce di fonda: luce visibile in tutto l'arco dell'orizzonte, che viene fissata sullo strallo di prua o in testa d'albero di una barca ancorata in rada. Luci di navigazione: luci di colore diverso poste in maniera di poter rilevare l'imbarcazione di notte e di conoscerne la direzione. Luci laterali di via: fanno parte delle luci di navigazione; a sinistra il rosso e a dritta il verde. Sono visibili dalla prora per 112°30', e cioè fino a 22°30' a poppavia del traverso. Un fanale a poppa, a luce bianca, è posto in corrispondenza dell'asse longitudinale ed ha un settore di visibilità di 135°(coronamento). Luffing match: manovra nella quale la barca
più sottovento cerca di stringere la bolina in modo da costringere le
barche più sopravvento alla stessa operazione, perchè se la loro
efficienza di bolina stretta è inferiore perderanno rapidamente
terreno. |
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Lettera
M M: Bandiera da segnali di forma rettangolare turchina con due strisce bianche diagonali a guisa di croce di S. Andra. Se alzata isolatamente, nel Codice internazionale dei segnali significa : Ho a bordo un medico. Macaisa: Albero delle Filippine, atto a fornire legno leggerissimo per piccole imbarcazioni. Maccaja: In genovese, vuol dire tempo umido. Maccheria: Calma di mare senza moto, quando il cielo è nuvoloso. Madia: Cassa traforata per far scolare il catrame soverchio delle corde incatramate. Madiere:
Nelle navi di legno,
pezzo centrale delle ossature del primo ordine, che appoggia direttamente
sulla chiglia fra gli staminali dei due lati., più
robusto degli altri scalmi. In corrispondenza al madiere si
trovano nel secondo ordine i due ginocchi. Nelle navi in ferro le ossature sono rinforzate nella
parte più bassa al fondo della nave generalmente per mezzo di una
lamiera madiera. I madieri resistono agli sforzi dovuti ai pesi che
gravano sui ponti e sulle murate e tendono a deformare il fondo verso l'alto. Macinacaffè: verricello cazzascotte di
notevole potenza che viene azionato ruotando due leve a manovella; viene
montato sul ponte in posizione centrale. Maglio: Martello di legno del calafato per affondare il maguglio. Magnetica declinazione: angolo esistente tra il Nord geografico (o Nord vero) e il Nord magnetico. La differenza fra la direzione del meridiano magnetico e quella del meridiano geografico in qualsiasi punto della superficie terrestre (si rappresenta con il simbolo d). Maguglio: Cavastoppa, becco corvino. Majaqua: Albero di Cuba, la cui corteccia dà fibre usate per la preparazione di corde resistenti alla siccità e all'umidità. Manajo: Albero delle Filippine che dà un legno usato per foderare le imbarcazioni. Mancina: Macchina per sollevare grossi pesi da imbarcare o sbarcare, agendo in posizione laterale rispetto alla loro verticale, costituita essenzialmente da una struttura metallica (talvolta anche in legno) inclinata e sporgente per il necessario sbraccio, alla cui estremità superiore c'è un grosso paranco in cavo o in catena, i cui tiranti, mediante rinvii, sono azionati da argani o verricelli. Il sollevamento dei pesi in talune mancine si effettua per mezzo di un cilindro idraulico, situato all'estremità superiore invece del paranco, La mancina può essere girevole intorno al proprio asse verticale, e l'inclinazione della struttura può essere variabile per regolare lo sbraccio. Mandola: Bozzelletto sprovvisto di puleggia atto a guidare le manovre minori (da "mandorla", per somiglianza). Mandorletta e Collare: particolare legame, nodo e collare posto nella cima di uno strallo legato all’albero di trinchetto. Questo cavo è collegato al bompresso. Mandracchio (mandracchio): Darsena, dove si ormeggiano i piccoli bastimenti. Termine registrato fin dal sec. XVI. Manica a vento: apparato di aerazione dei
locali sottocoperta, un tempo costituito da un tubo conico di tela,
sospeso verticalmente e munito di un imboccatura, che era disposta verso
la direzione del vento. Maniglione: 1) Maniglia più grande delle altre, che unisce la prima lunghezza di catena all'ancora. Un altro maniglione assicura la cima posteriore della catena all'apparecchio a scocco situato nel pozzo. 2) nel linguaggio marinaresco denominazione generica di ogni anello metallico apribile con la rimozione del perno passante nelle sue estremità appositamente rinforzate e forate. Mano di grasso: detta anche "mezza mano"
perchè si riferisce alla parte più concava della randa, subito in
prossimità del boma; prendere la mano di grasso significa togliere
dall'area esposta al vento la parte più grassa, ovvero smagrire la
randa.
Manovre dormienti: l'insieme dei cavi (fissi e in tensione) che sorreggono
l'albero (drizze, stralli, paterazzi). Mare: il vento provoca il moto ondoso; le
onde sollevate dal vento sul posto sono chiamate <onde vive > ed il
tratto di mare sul quale questo vento soffia è chiamato < mare vivo
>. Di questo esiste una scala descrittiva, con delle cifre che ne
indicano la forza: da 0, mare calmo, a 9, tempestoso, ed altre che danno
la relativa altezza delle onde in metri (da 0 a 14 m). Una volta formate,
le onde escono dalla zona d'influenza del vento che le ha provocate e
diventano per solito lisce e lunghe; il tratto di mare in cui si muovono
si chiama < mare morto > o più comunemente < mare lungo >.
Anche di questo mare esiste una tabella descrittiva. Quando sulla stessa
zona si abbiano onde vive e morte provenienti da direzioni diverse si
forma il cosidetto < mare incrociato >. Maree quadrature: di minore ampiezza delle sizigie, si formano due giorni dopo il primo e l'ultimo quarto lunare. Maree sizigie: dette anche sizigiali; sono
quelle che portano le acque al più alto livello di flusso ed al più basso
di riflusso. Maschio: l'estremità inferiore di un
albero. Massa d'aria: porzione dell'atmosfera che
con caratteristiche e proprietà fisiche quasi uniformi si estende su una
zona della superficie terrestre di grande ampiezza (migliaia di Km²). Max
Prop / J-Prop: i
termini J-Prop e Max Prop si riferiscono a due particolari tipi di
eliche prodotte
rispettivamente dalla Marine
Propellere e dalla Max Prop
Propeller. In linea generale la particolarità di queste eliche, sta
nel fatto che consentono la possibilità di regolare facilmente il passo, modificando l’inclinazione delle pale, e
consentono di ottimizzarne la resa.
Il disegno delle pale, che nei vari modelli possono anche mettersi automaticamente “a bandiera”
durante la navigazione a vela, è
studiato in modo tale da
offrire bassa resistenza all’avanzamento.
1. meteore aeree, se interessano l’aria e i suoi movimenti (venti, trombe d’aria, etc.); 2. meteore acquee, se interessano l’acqua nei suoi vari stati fisici (nebbie, nubi, pioggia, grandine, neve.); 3. Meteore luminose, se interessano fenomeni legati a particolari effetti della luce (arcobaleno, miraggi, etc.); 4. meteore elettriche, se legate alla manifestazione di fenomeni elettrici (lampi, aurore, tramonti, albe, etc.); 5. meteore sonore, se si manifestano con la generazione di suoni (tuoni); 6. meteore astronomiche, se interessano i corpi celesti (aloni, code delle comete, stelle cadenti, etc.).
Mettere
a collo: (vedi accollo). Mettere in croce: bracciare i pennoni, in modo che assumano un orientamento in direzione perpendicolare alla chiglia. Mezza
mano: vedi mano di grasso. Mezzomarinaio:
il
mezzomarinaio è l’attrezzo costituito da un asta di legno o alluminio,
alla cui estremità è sistemato un gancio semplice o doppio, che viene
usato per accostare o per scostarsi da una banchina o da un altro
galleggiante. Il termine deriva dal fatto che, in passato, il compito di
usare questo attrezzo era normalmente affidato ai marinai più giovani.
Viene anche detto alighiero, anghiere o gancio d’accosto.
Miglio:
il termine miglio indica l’unità di misura delle distanze in mare,
il m. m. è la distanza equivalente a un primo di latitudine, cioè 1 miglio
-1851,8 metri (il miglio terrestre è invece 0,869 miglia marine, cioè
1,609 chilometri).
. Tale unità di misura viene definita, tenendo conto della forma
ellissoidica della Terra, come la lunghezza di un primo di ellisse
meridiana alla latitudine di 45°. A tale latitudine un primo d’ellisse
meridiana misura esattamente 1.852 metri. Sulla stessa ellisse, all’
equatore (latitudine 0°) avremmo ottenuto 1.843 metri, mentre, in
corrispondenza dei poli (latitudine 90° ), il suo valore è di 1.862
m. Millibar:
il millibar è l’unità di misura della pressione atmosferica
equivalente a 1000 dine per cmq.,
o meglio lo era fino a quando non è stata sostituita dall’ectopascal. Il
millibar rappresenta la pressione esercitata da una colonna di mercurio
alta 760 millimetri che agisce sulla superficie di un centimetro quadrato.
Il millibar corrisponde esattamente all’ectopascal, perciò una pressione
atmosferica di 1.050 mb è uguale a 1.050 hPa. Monossilo: barca scavata d'un solo tronco d'albero. Monotipo: serie di imbarcazioni identiche
per misure e disegno le quali possono competere in regata senza la
necessità di ricorrere ai tempi compensati. Morsello:
morsello o muscello
è una specie di treccia, che veniva eseguita a bordo
legando assieme filacce di vecchi
cavi e che veniva utilizzata per eseguire
legature. Mostacci:
mostacci o mustacchi,
è il nome che si da alle manovre che vengono fissate
al bompresso, che, partendo dalla sua
estremità, fanno testa a dritta e a sinistra, sui masconi, allo scopo di tenere salda questa asta. Sono più
conosciuti con il nome di venti. Mulinello:
sono chiamati
mulinelli quei congegni realizzati
dall'unione, mediante un perno, di
due pezzi, ciascuno dei quali è
libero di ruotare attorno al
perno, indipendentemente
dall'altro. Sono frequenti nell'attrezzatura di bordo e vengono applicati a grilli, bozzelli, maglie delle
ancore,
etc. |
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Lettera
N N: Nome di una bandiera da segnali. Se alzata isolatamente nel Codice internazionale dei segnali significa : No. Nadir: punto
immaginario posto sulla verticale passante per l'osservatore, direttamente
sotto i suoi piedi; il suo opposto è lo zenit. Natta: Stuoia fatta di canne o specie di copertoio fatto di canne spaccate e intrecciate le une con le altre, o di scorze d'alberi di cui servonsi nelle navi per guarnire o foderare il posto dove stanno il biscotto, le vele, la stiva, quando è piena di grani, per difenderli dall'umido. Anche canniccio. Naufragare:
significa
che una nave o un galleggiante in genere si è persa in mare colando a picco, andando a fondo.
Navalestro: 1) Colui che per mercede fa attraversare i fiumi sopra una grossa barca detta Nave. 2) Colui che naviga su per i fiumi di poco fondo, non usando remi per muovere la barca, ma puntando al fondo con una lunga pertica, e così spingendo la barca innanzi. Nave: La nave è una
costruzione galleggiante di
grandi dimensioni, dotata di mezzi
propri di propulsione,
attrezzata allo scopo di
trasportare merci e persone
in viaggi più o meno lunghi.
Per tale motivo possiede attrezzature e dotazioni particolari, che
consentono la vita a bordo per
periodi lunghi. Le navi
possono essere classificate:
secondo il mezzo propulsivo
(vela, meccanica, mista); secondo l'uso cui sono destinate (difesa
dello stato, mercantili, pesca,
diporto, ricerca scientifica, ausilio); secondo la navigazione esercitata (Lungo Corso,
Gran cabotaggio, Piccolo cabotaggio, Navigazione costiera, Navigazione
locale, Navigazione interna). Per la
nautica da diporto la nave è l'unità a vela o a motore di lunghezza superiore a 24 metri. Il termine
nave designa anche un tipo di
bastimento a vela, armato con tre alberi (Trinchetto, Maestra e Mezzana), attrezzati con
vele quadre e vele di strallo. A prua
porta il bompresso con
fiocchi. Nave a Palo: è un veliero di grandi dimensioni, armato con tre alberi attrezzati tutti con vele quadre e vele di strallo. Un palo, situato a poppavia dell'albero di mezzana e armato con randa aurica e controranda e, a prua, il bompresso con fiocchi.- Alberatura di una nave a palo. A. Albero di trinchetto; B. Albero di maestra; C. Albero di mezzana; D. Palo; 1. Bompresso; 2. Fuso maggiore di trinchetto; 3. Fuso maggiore di maestra; 4. Fuso maggiore di mezzana; 5. Fuso maggiore del palo; 6. Albero di parrocchetto; 7. Albero di gabbia; 8. Albero di contromezzana; 9. Alberetto; 10. Alberetto di trinchetto; 11. Alberetto di maestra; 12. Alberetto di mezzana; 13. Pennone di trinchetto; 14. Pennone di parrocchetto fisso; 15. Pennone di parrocchetto volante; 16. Pennone di velaccino fisso; 17. Pennone di velaccino volante; 18. Pennone di controvelaccino; 19. Pennone di maestra; 20. Pennone di gabbia fissa; 21. Pennone di gabbia volante; 22. Pennone di velaccio fisso; 23. Pennone di velacio volante; 24. Pennone di controvelaccio; 25. Pennone di mezzana; 26. Pennone di contromezzana fissa; 27. Pennone di contromezzana volante; 28. Pennone di belvedere fisso; 29. Pennone di belvedere volante; 30. Pennone di controbelvedere; 31. Boma della randa del palo; 32. Picco della randa inferiore; 33. Picco della randa superiore. Nave a Goletta: la nave goletta è un bastimento a vela armato con tre alberi, dei quali quello prodiero (trinchetto) attrezzato con vele quadre e gli altri due (maestra e mezzana) armati con randa aurica e controranda. A prua porta il bompresso con fiocchi. Nave a tre alberi: nave “ attrezzata a nave”, cioè con tre alberi a vele quadre (più il bompresso sul quale si bordano i fiocchi, e, quasi sempre, una randa di poppa all’albero di mezzana, spesso priva del suo trevo ma, per il resto, con le sue normali vele quadre, cioè contromezzana, belvedere e controbelvedere). Navicello: veliero a due alberi, dei
quali il primo, molto inclinato a prua, con una vela trapezoidale bordata
in testa all'albero di maestra, che ha vela latina o aurica. Aveva anche
un asta per il polaccone. Navigazione costiera: quella che si compie in vista di costa, in cui la posizione della nave e i problemi relativi alla navigazione costiera vengono risolti con osservazioni di punti a terra. Navigazione Satellitare:
concepita alla fine degli anni Cinquanta a seguito dei primi lanci di
satelliti artificiali, è stata perfezionata nel tempo fino alla
realizzazione, negli anni ottanta, di un sistema in grado di fornire su
tutto il pianeta , in ogni momento , precisioni di qualche decina di
metri: il GPS (Global
Positioning System). Navigazione
stimata: metodo di navigazione con il quale il punto nave è
determinato dalla velocità, al tempo trascorso e dalla rota seguita, a
partire da una posizione nota. Nembaizza: (venez.)Cielo che minaccia tempesta. Nembo: Massa di forte spessore di nuvole oscure, senza forma definita, a margini frastagliati e dalla quale cadono generalmente pioggia o neve persistente. Talora il nembo si squarcia in brandelli che possono rimanere anche sotto il nembo principale. Secondo una convenzione internazionale, i nembi vengono classificati fra le nuvole cella zona inferiore dell'atmosfera, aventi cioè un'altezza inferiore ai 2000 metri. Nembostrato: nube di pioggia molto scura e
con margini frastagliati che si trova a circa 1500-2200 metri di altezza;
nella parte inferiore, dove cade una pioggia continua, appare
sfrangiata. Noce: 1) legno compatto e robusto in tonalità che variano dal marrone chiaro al marrone scuro. Utile al modellista per realizzare il fasciame (in listelli) e i ponti (in Tavolette) o per i tondini degli alberi. 2) Rigonfiamento a forma di noce della parte superiore degli alberi di legno, immediatamente al di sotto del colombiere e delle estremità dei pennoni in legno, in prossimità delle varee, derivante dal maggior diametro che si dà alle parti stesse in relazione allo sforzo che sono destinate a sopportare. No Cure No Pay: (ingl.) "Nessuna assistenza, nessun pagamento". Denominazione di una convenzione divenuta di uso generale, in base alla quale l'impresa di salvataggio si obbliga di fare tutti gli sforzi possibili per salvare la nave e il carico, provvedendo a suo proprio rischio quanto occorre alle relative operazioni a avendo diritto alla retribuzione stabilita nel solo caso di utile risultato dei suoi servigi. Se l'esito del salvataggio è solo parzialmente favorevole, e non è imputabile all'impresa alcuna negligenza o mancanza di ordinaria utilità, è dovuto un ragionevole compenso, non superiore a una determinata percentuale delle cose salvate. Nodo: 1). intreccio tra uno o più cavi in modo da ottenere delle legature; 2). unità di misura che indica la velocità di un'imbarcazione corrispondente ad un miglio marino, ovvero a 1852 metri. Un nodo è un miglio all'ora. Nominativo: iI nominativo o indicativo di chiamata è la sigla internazionale, composta da quattro lettere dell'alfabeto, assegnata a una stazione di nave o di imbarcazione munite di impianto radio. Per l'Italia sono riservate le lettere comprese tra "IAAA" e "IZZZ". Nominativo internazionale: gruppo di quattro lettere dell'alfabeto che identificano un'imbarcazione. Nonio: il nonio è il particolare dispositivo che consente di leggere i sottomultipli della divisione della scala di uno strumento. Il nonio è presente anche nel sestante e consente di valutare il numero dei primi nel caso in cui la lettura non coincida esattamente con un valore intero di gradi. È detto anche "verniero" in onore di Pierre Vernier, che perfezionò il dispositivo. Nord: uno dei quattro punti cardinali, indicato con la lettera N, che corrisponde al “settentrione” o "Tramontana". Direzione coincidente con lo 0° e i 360° della rosa dei venti e dista circa un grado dalla direzione indicata in ciclo dalla stella Polare. Nord magnetico: polo del campo magnetico terrestre verso il quale si dirige l'ago della bussola magnetica. Norvegese: (poppa alla...) - La poppa alla norvegese è quel particolare tipo di poppa che termina aguzza o leggermente tondeggiante, senza specchio. Questo tipo di poppa è utilizzata soprattutto dalle imbarcazioni nordiche. Nostromo: primo coadiutore del nocchiere, dirigeva l'esecuzione delle manovre disposte da lui o dal comandante. Il nostromo è il marinaio più esperto e più anziano a bordo, l'anello di congiunzione tra i marinai e gli ufficiali. A lui è affidata tutta l'attrezzatura marinaresca di bordo. Sui velieri francesi era chiamato il "maestro". L'etimologia fa derivare il termine dalle parole spagnole nuestro, con significato di "nostro", e da amo, con significato di "padrone"; il dialetto genovese ha poi trasformato amo in "omu", modificando padrone in "uomo". In passato era preposto alla gestione delle attrezzature veliche della nave e, quindi, era colui che più degli altri doveva impartire ordini ai subordinati. Usava pertanto lo strumento noto come "fischio del nostromo". Noto: Noto è il nome antico attribuito a un vento che spira da Sud, corrispondente all'attuale Ostro o Mezzogiorno. È un vento caldo e umido. Notturlabio:
antico strumento per la navigazione, descritto per la prima volta nel 1581,
impiegato per determinare l’ora di notte e per ottenere le correzioni da
apportare all’altezza della stella Polare, al fine di ottenere la
latitudine osservando la posizione delle “Guardie”, ovvero stelle
dell’Orsa Minore o dell’Orsa Maggiore, rispetto alla
Polare. Nube: La nube è il fenomeno meteorologico
causato dalla presenza di particelle d'acqua, allo stato liquido o solido,
presenti in una massa d'aria satura di vapore. Queste nubi possono essere
a temperature positive e in tal caso sono costituite esclusivamente da
goccioline d'acqua; se, invece la loro temperatura è negativa, le nubi
possono essere formate da acqua sopraffusa, da neve e anche da minuscoli
cristalli di ghiaccio. Le nubi hanno spesso un grande sviluppo verticale e
all'interno delle stesse la temperatura potrà variare di parecchie decine
di gradi, pertanto, all'interno della stessa nuvola l'acqua può trovarsi
in diverse forme: con temperature comprese tra 0° C e - 40° C saranno
presenti sia le goccioline d'acqua che i cristalli di ghiaccio, mentre, a
temperature inferiori a -40° C sarà presente esclusivamente in forma di
cristalli di ghiaccio. Nubi alte (oltre i 6 km)
Nubi medie (tra i 2 e i 6 Km)
Nubi basse (dal livello del mare a 2 Km)
Nubi ad elevato sviluppo verticale (da pochi metri a 18 Km)
Sulle carte sinottiche queste nubi sono spesso rappresentate con il loro simboli. Nuoto: per nuoto si intende l'insieme dei movimenti che consentono all'uomo e, più genericamente, agli animali, di stare e di spostarsi nell'acqua (in superficie o in immersione). Il nuoto, oltre che essere praticato per attività sportive e ricreative, è un requisito essenziale per chi decide di esercitare la propria attività navigando a bordo delle navi. Per ottenere l'iscrizione nella gente di mare è, infatti, necessario superare una prova pratica di nuoto e di voga. È pur vero che anche qualcuno dei grandi navigatori e comandanti di bastimenti a vela non conoscesse la pratica del nuoto, fra questi il capitano Joshua Slocum, che, per primo, dopo aver abbandonato il lavoro di comandante mercantile, affrontò la navigazione in solitario attorno al mondo. Slocum così racconta nel suo libro Solo, intorno al mondo: "Afferrai la falchetta e tenni duro mentre la barca si girava a fondo in su, perché mi ero improvvisamente ricordato di non saper nuotare". Nuvola: nuvola è sinonimo di nube. Con il primo termine viene generalmente e comunemente indicato quanto descritto alla voce "nube". Nuvoloso: nuvoloso è l'aggettivo attribuito al cielo e al tempo, per indicare che è caratterizzato dalla presenza di nuvole. In meteorologia la nuvolosità, che rappresenta la copertura del cielo, viene espressa in ottavi; indicando con otto ottavi la totale copertura del cielo e con zero ottavi l'assenza totale di nubi. Tutte le altre frazioni, da un ottavo a sette ottavi, rappresentano, in via crescente, la maggior copertura del cielo.
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Lettera
O O: Nome di una bandiera della serie dei segnali del Codice Internazionale. E' di forma rettangolare, suddivisa per diagonale in due triangoli rettangolari, quello inferiore e adiacente all'inferitura giallo, quello superiore rosso. Significa: Uomo in mare. Obiettivo: l'obiettivo (più raramente, ma egualmente corretto, è il termine "obbiettivo") qui è inteso come il sistema ottico che, in uno strumento, viene rivolto verso l'oggetto che si osserva, ponendo l'occhio davanti a un altro sistema, diametralmente opposto, detto oculare. Talvolta l'obiettivo e l'oculare sono sistemi complessi costituiti da prismi ottici o da lenti, altre volte, come ad esempio accade in alcuni strumenti nautici, oculare e obiettivo sono costituiti semplicemente da due traguardi. Oblò: il termine oblò deriva dal francese ("hublot") e designa l'apertura rettangolare, quadrata, ma più spesso circolare, che praticata a murata e sulle sovrastrutture, da luce e aria agli ambienti interni. Gli oblò presentano un controtelaio e un telaio di ottone o alluminio che contiene un cristallo a forte spessore (portellino); tale cristallo è protetto da un controportellino metallico a tenuta stagna chiudibile con alcuni tiranti filettati, provvisti di maniglia a vite. Oceanico: Oceanico è l'aggettivo che indica tutto quanto si riferisce all'oceano; si hanno così, per esempio, i rimorchiatori oceanici, i pescherecci oceanici, i navigatori oceanici, la fauna oceanica, etc. Oceano: Oceano è il nome attribuito alla enorme distesa d'acqua salata che ricopre per circa il 71 per cento l'intera superficie terrestre. La formazione degli oceani è attribuita alla teoria della deriva dei continenti. Gli oceani sono tre, Atlantico, Pacifico e Indiano. Il primo è delimitato dalle due Americhe a Ovest e dall'Europa e Africa a Est; il secondo è situato tra le due Americhe e l'Australia, mentre l'ultimo si trova tra la costa orientale dell'Africa e l'Australia. Oceanografia: l'oceanografia è la scienza che studia le leggi che regolano i fenomeni che si verificano negli oceani, in particolare i movimenti, i componenti e le proprietà fisiche e chimiche delle acque marine e i rapporti che queste hanno sull'ambiente circostante e gli esseri viventi. Occidentale: occidentale è tutto quanto è situato a Ovest della direzione cardinale Nord, cioè tutto quanto si trova a sinistra di chi guardi verso la direzione del Polo Nord. Occidente: occidente è il sinonimo di Ovest, la direzione diametralmente opposta all'Oriente. Nel linguaggio marinaresco si preferiscono i due termini Ponente e Levante per indicare le direzioni Ovest ed Est; con questi ultimi due nomi sono pure chiamati i venti che spirano da queste direzioni. Occhiaia: Il luogo dove stanno gli occhi e gli occhielli delle gomene, delle pulegge, dei terzaruoli e simili. Occhiello: foro sulla vela, rinforzato lungo i bordi con un anello di metallo o plastica; serve a permettere il passaggio delle borose o dei matafioni: è detto anche brancarella. Occhiellaio: Maestro velaio che pratica gli occhielli alle vele. Occhio: La parola occhio nella terminologia marinaresca è assai comune e indica, in senso generale, un'apertura di forma circolare o un anello chiuso eseguito con cavo o tondino d'acciaio. Largamente conosciuto il termine "occhio di cubia" per indicare le aperture ricavate nei masconi di navi e imbarcazioni e destinate al passaggio del fuso dell'ancora e della catena. Vengono detti occhi anche gli anelli terminali dei ganci, ai quali viene assicurato il grillo. Occhio di cubia: foro aperto a prua della nave per far passare i cavi e le catene delle ancore. Occlusione: l'occlusione è
dovuta alle diverse velocità con le quali si muovono un fronte caldo e un
fronte freddo. Questo ultimo è più veloce del fronte caldo e, con il
trascorrere del tempo, finirà per raggiungerlo, costringendo l'aria calda
che si trova tra i due fronti a sollevarsi. Oculare: l'oculare è la lente o il complesso di lenti che fanno parte di uno strumento ottico verso cui si porta l'occhio dell'osservatore e attraverso il quale si osserva l'immagine dell'oggetto posto davanti all'obiettivo. Binocoli, sestante, cerchio azimutale sono dotati di oculare e di obiettivo. Odometro marino: Solcometro. Ofiuco: il nome Ofiuco appartiene alla costellazione che si considera rappresenti il dio della medicina, Esculapio (o Asclepio). Posta tra le costellazioni di Èrcole e dello Scorpione, dalla parte occidentale della Via Lattea. La costellazione viene immaginata divisa in tre parti, la prima, rivolta a Ovest, rappresentante la testa del serpente, la seconda, posta al centro, che rappresenta il portatore di serpenti, mentre a Est è la parte che raffigura la coda del serpente. La stella principale di questa costellazione è Ras Alhague, una stella rossa brillante; altre stelle sono Kelb Alrai e Sabik. Off-Shore: vedi altura. Ogiva: ogiva è la parte terminale dei proiettili delle armi da fuoco, così chiamata per la sua similitudine con la forma dell'arco a ogiva tipico delle volte dell'arte gotica. Il termine nella nautica è riferito alla parte terminale di alcuni mozzi delle eliche, generalmente costituiti da anodi sacrificali. Olona: olona è il nome che viene attribuito alla tela particolarmente robusta e impermeabile, con la quale, anticamente, si confezionavano le vele. Ombrinale: il termine ombrinale deriva dal greco "Ombros" significa "pioggia". Sono così chiamati quei fori, praticati sul ponte, per scaricare in mare le acque eventualmente raccolte in coperta (pioggia, colpi di mare, etc.), anche apertura sul fondo del pozzetto direttamente collegata a mare, per permettere lo svuotamento dell'acqua eventualmente entrata. E' dotato, come tutti gli scarichi a mare, di una valvola che impedisce all'acqua di entrare nello scafo. Omega: L'Omega è un sistema di radionavigazione basato sulla misura indiretta della differenza di fase tra segnali radiotelegrafici trasmessi da tre stazioni costiere e ricevuti da apparecchi posti a bordo delle navi. Questo tipo di navigazione viene pure detta iperbolica perché i luoghi di posizione, che derivano dalle misure, sono iperboli. Le stazioni trasmittenti sono otto e hanno copertura globale. Onda: l'onda, in
oceanografia, è quel movimento della superficie marina generato
dall'azione del vento o dall'effetto delle maree. Altre cause di moto
ondoso sono da addebitarsi a movimenti sismici sottomarini. Il moto ondoso
può essere anche locale e limitato nel tempo quando è causato dal
passaggio di una nave. Nell'onda si distinguono: |