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27 mar 2008

Glossario
Termini Marinareschi
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Glossario
dei moltissimi termini marinareschi, anche tra i più antichi. Maurizio Prima pubblicazione giugno 2002 - XVIII° aggiornamento settembre 2007 - 1817 termini |
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Lettera A A: E' il nome della prima bandiera della serie del Codice internazionale dei segnali. Alzata isolatamente da una nave in navigazione indica che la nave sta sotto prova di velocità. Abaca': Fibra tessile d'una specie di banano, che si coltiva abbondantemente nell'Asia meridionale, nelle Filippine (onde è anche detta Canapa di Manila o semplicemente Manila) e nella Malesia. Dà fibre fine di color biancastro, setose e resistenti, che si usano, invece delle canape, per far tele, tappeti, stuoie, ma sopra tutto cavi e strambe. Le corde di abaca non vanno soggette a marcire, anche non incatramate, e sono di modico prezzo. Abbandonare: (Emergenze) L'atto di lasciare la imbarcazione pericolante da parte del capitano e dell'equipaggio, dopo aver esaurito tutti i tentativi suggeriti dall'arte nautica. Abbasso: 1) termine con cui si indicano gli ambienti situati sotto il ponte di coperta. 2)" abbasso da riva" per dare l'ordine di scendere dagli alberi durante le manovre a vela. Abbattere: 1) in marina, con riferimento soprattutto a imbarcazioni a vela che, nell’atto di salpare l’ancora o lasciare la boa, si trovano con la prua al vento, far ruotare la nave intorno all’asse verticale, da un lato o dall’altro, al fine di poter ricevere il vento nella direzione prestabilita. Con uso assoluto, sempre riferito a imbarcazioni a vela , lo stesso che virare in poppa. Nel CIS (codice internazionale dei segnali ) alla voce TYB. Abbattere - verso (portare la prora nella direzione indicata). 2) In passato, abbattere in carena o in chiglia, inclinare su un fianco , artificialmente, i bastimenti per poter pulire o riparare la carena. Abbattuta: atto dell’abbattere. Impropriamente detta: virata di poppa. Abbertuna': (Corso): Piegarsi (di un bastimento da un lato). Anche Allatà. Abbisciare: Preparare su uno spazio piano un cavo od una catena, ad ampie spire, in modo che il cavo o la catena possano svolgersi liberamente e scorrere senza impedimenti. Abbittare: Legare un cavo o una catena ad una bitta. Abboccare: inclinarsi laterale di una nave sino a imbarcare acqua sul ponte di coperta. Abbonacciare: Il calmarsi del vento e del mare. Abbordaggio: 1) Urto o collisione accidentale tra imbarcazioni. La legislazione marittima prevede un'ampio corredo di "norme per evitare l'abbordo in mare" che costituiscono la regolamentazione di base della navigazione 2). a. intenzionale, Investire intenzionalmente un'altra imbarcazione con l'obiettivo di danneggiarla o affondarla. Anticamente si chiamava anche "arrembaggio". Abbordare: 1) Prendere terra, approdare. – 2) Affiancarsi di due imbarcazioni fino a toccarsi. Avvicinare, accostare, assalire, arrembare, urtare, investire bordo contro bordo. Di punta, per fianco. Nella collisione l'urto è fortuito; nell'investimento o cozzo può essere volontario; nell' arrembaggio è dovuto ad assalto guerresco. Abbordo: collisione in mare. Sinonimo, poco usato, di accosto e di abbordaggio. Abbozzare: assicurare una fune, ovvero una cima, con una legatura provvisoria (detta bozza) per trattenerla in modo che non si allenti mentre viene legata o fissata stabilmente. Abbrivio: 1). (Andature) Velocità che prende una imbarcazione dovuta alla sua propulsione o ad altri fattori esterni, quali il vento o la corrente. L' abbrivio "residuo" e' la velocità che rimane dopo la cessazione della propulsione. 2). a. in avanti (Andature) 3). a. indietro (Andature) 4). a. per azione del timone 5). avere a. 6). perdere a. 7). prendere a. Abbrivo: (detto anche abbrivio) movimento iniziale dovuto alle vele o al motore e quello residuo al cessare dell’azione propulsiva di tali mezzi. Abbuono: compenso (o vantaggio) dato ad una imbarcazione per permetterle di gareggiare più equamente (ad esempio abbuono per anzianità di costruzione dello scafo). Abilitazione: 1.: riconoscimento ufficiale dell'idoneità alla conduzione di una imbarcazione (patente); 2. autorizzazione alla navigazione oltre certi limiti (ad esempio per uno yacht alla navigazione oltre le 6 miglia). Accastellato: Vedi castello. Accelerometro: strumento che permette di determinare se la barca sta aumentando o diminuendo di velocità. Accensione: 1). Dicesi di fuochi, luci, motori, apparecchiature. 2). a. (di motore) Avviamento del motore per mezzo del motorino d'avviamento. 3). a. di apparecchiature (Elettrico) Accensione di luci, radio, impianti vari. Acciaio: Metallo particolarmente utilizzato nell'industria navale. 1). a. dolce - Tipo di acciaio facilmente lavorabile ma poco resistente. 2). a. duro -Tipo di acciaio molto resistente ma difficile da lavorare 3). a. legato o speciale - Lega di acciaio con altri metalli, per ottenere caratteristiche speciali (es. inossidabilità, leggerezza, etc.) Accollo: (a collo)si dice di una vela che con la bugna di scotta al vento viene spinta verso l’albero. Una vela prende a collo per un improvviso cambio di vento. Si fanno prendere a collo le vele per rallentare l’andatura o per arrestare la barca. Acconsentire: (consentire) – il deformarsi, fendersi, rompersi di alberi, pennoni o aste e, in genere, di qualsiasi trave in legno. Accostare: cambiare la direzione del moto della nave. Avvicinarsi a un bastimento o a una banchina. Il volgere della prua a dritta o a sinistra, da parte di una nave, fini a prendere la direzione voluta. Accostarsi: Avvicinarsi ad un'altra imbarcazione o ad una banchina; equivalente ad attraccare, molto più usato. Accostata: Spostamento della prua di un imbarcazione per effetto del timone. Vedi anche "accostare". Acqua: 1). a. bassa - Basso fondale o bassa marea. 2]. a. dolce - Acqua contenuta nei serbatoi dell'imbarcazione ad uso dell'equipaggio. 3]. a. salata - Acqua di mare che puo' essere presa dall'esterno dello scafo attraverso, apposite prese a mare, per uso dell'equipaggio. Acqua che si infiltra e si raccoglie in sentina. 4]. a. di scarico - Acqua prodotta dai vari impianti di bordo e può essere espulsa dallo scafo attraverso le "prese a mare" o stivata in appositi serbatoi di scarico. 5]. a. di sentina - Acqua che ristagna nella parte bassa interna dello scafo (la sentina) per effetto di infiltrazioni o falle (dallo scafo o dalla coperta) o perdite degli impianti. Viene espulsa tramite apposite pompe (dette "di sentina") che devono essere abbastanza potenti per garantirne l'evacuazione a garanzia della sicurezza dell'imbarcazione in situazioni di criticità. 6]. a fior d'a. - In superficie o semisommerso ma affiorante. Si usa spesso per pericoli in mare quali scogli, relitti. 7]. fare a. - Imbarcare acqua esterna da una falla (nello scafo) o dall'interno a causa della avaria di un impianto. 8]. linea d'a. - Sezione orizzontale della parte immersa dello scafo. L'insieme delle sezioni orizzontali della parte immersa (carena o opera viva) costituisce quella parte di progetto chiamata "linee d'acqua" dell'imbarcazione, cioè la forma della parte immersa dello scafo stesso. La prima linea d'acqua è chiamata "linea di galleggiamento". Acqua chiedere: 1) col termine "chiedere acqua" si intende il manifestare a viva voce il proprio diritto di precedenza, sia agli incroci (mura a dritta contro mura a sinistra) che in boa. 2) Far acqua: imbarcare acqua per effetto di falle o avarie. 3) Far l'acqua: rifornimento e conservazione di provviste di acqua dolce per l'uso di bordo. Acquartierare:
dare una forte inclinazione alle manovre dormienti, l’apertura delle
quali viene detta, appunto, quartiere, in riferimento agli alberi
significa dare a essi una forte inclinazione nel piano longitudinale della
nave. Affinate: il termine si usa per descrivere, genericamente, le line di carena di un’imbarcazione, verso le due estremità, particolarmente sottili. Più propriamente fa riferimento al concetto di “finezza” dello scafo usato in architettura navale. Affiorare: Dicesi di oggetto immerso quando esce a fior d'acqua. Affondare: L'atto di mandare a fondo un oggetto. Se riferito ad una imbarcazione, è causato da un eccesso di peso, spesso dovuto ad una entrata d'acqua da una falla. Afforcare: dare fondo con due ancore in modo che le catene formino tra loro un angolo di circa 90 gradi; è una manovra che si esegue per diminuire le possibilità che la barca ruoti in caso di salto di vento. Affusto: supporto per cannone che viene montato su ruote o rotaie per gli spostamenti per il fuoco e il puntamento. Aggottare: togliere l'acqua dal fondo di un imbarcazione (da gottazza, lo strumento con cui si compie l'operazione). Agguantare: Bloccare lo scorrimento di un cavo, corda o catena che si stava rilasciando (filando) o recuperando. Ago: 1]. a. magnetico - Elemento direttivo e sensibile della bussola magnetica. Normalmente nella bussola è un insieme di aghi a formare "fasci" che compongono il sistema direzionale immerso e galleggiante (v. bussola). 2]. a. da velaio - Grosso ago col quale si cuciono vele e tende. Agugliotti: cardini che fanno sì che il timone venga collegato alla poppa della nave. Agugliotto: perno metallico posto sulla poppa o sul timone, che si infila nella corrispondente femminella per reggere la pala del timone. Alabasso: vedi caricabasso. Alaggio: - Messa in secco di un'imbarcazione, con l'uso di gru, scivoli o con altri metodi e mezzi, in dipendenza della dimensione dell'imbarcazione 2]. scalo d'a. Zona nella quale viene ormeggiata un'imbarcazione per essere tirata in secco. Per le navi si chiama "bacino di carenaggio" Alambardare: deviare dalla rotta con delle accostate alterne e frequenti per effetto del moto ondoso del mare. Alabardata: termine derivato da un'espressione francese per indicare lo spostamento brusco della barca rispetto alla rotta o alla prua tenuta quando è all'ancora, per effetto di vento o corrente. Alabasso: Le corde che servono per tirar giù quelle vele di taglio che si chiamano fiocchi e vele di strallo, e quelle vele auriche che si chiamano rande a picco fisso e controrande. La voce alabbasso si estende a indicare qualunque corda destinata a tirare giù un oggetto o a guidarlo nella discesa. vedi caricabasso. Alare: tirare un cavo allo scopo di sollevare un oggetto pesante legato all'estremità opposta; nella nautica da diporto il termine alare indica espressamente il porre una barca in terra. In gergo marinaresco significa tirare o tendere un cavo. Esercitare una forza di trazione su un cavo; quando si impiega un argano meccanico si usa il termine < virare>. Albero: 1]. a. a camme - Organo meccanico, del sistema di distribuzione del motore, che trasmette il movimento alle valvole (di aspirazione e scarico) dall'albero motore. 2]. di mezzana (Alberatura e vele) Prende questo nome, nei velieri a due o più alberi, quello di poppa, normalmente molto più piccolo di quello di maestra. 3]. a. motore - Organo che trasmette il moto prodotto dai pistoni all'invertitore e quindi all'elica. 4]. a. di trasmissione - Detto anche "asse dell'elica", trasmette il moto generato dal motore all'elica. 5]. a. di trinchetto - Albero che si trova a prua dell'albero di maestra, normalmente nelle imbarcazioni a tre alberi. Solo nell'armamento a goletta (due alberi) si trova l'albero di trinchetta a prua di quello (più grande) di maestra. 6]. a. di fortuna - Fusto o palo improvvisato in coperta per sostituire quello spezzato dal vento o da una avaria. 7]. Nella sua accezione più comune indica un fusto verticale che sostiene le vele delle imbarcazioni a vela. 8]. a. dell'antenna - Parte superiore e più fine degli alberi nei grandi velieri. 9]. a. di maestra - Albero di maggiore dimensione, che normalmente sostiene una vela chiamata "randa di maestra". Si usa questa terminologia per le imbarcazioni a vela con più di un albero. Alberatura:
Alberi: v. Alberatura Alberetto: nome del fuso superiore di ogni albero, viene distinto in base alle vele che vi corrispondono (alberetto di velaccino, alberetto di velaccio, alberetto di belvedere). Albero: tronco di legno sul quale erano montate le vele della nave. Albero di parrocchetto: proprio del bastimento a vele quadre, è l'albero minore sulla piattaforma del trinchetto, cioè dell'albero a prua. Albero nudo: navigare ad albero nudo significa far portare la barca dal vento sull’attrezzatura, senza vele. Aletta: nome del contorno laterale dell’arcaccia. Alette: particolari appendici applicate alla parte inferiore del bulbo e ideate per diminuire i vortici di estremità ed accrescere la portanza, pur contenendo il pescaggio. Sono divenute famose dopo la vittoria di Australia 11 all'America's Cup. Alfa: termine che rappresenta la A nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. Alidada: Parte del goniometro solidale con il collimatore, che porta uno o due indici diametralmente opposti per la lettura sul cerchio graduato Alighiero: Termine italiano un po' in disuso che indica l'asta d'accosto per l'ormeggio. Oggi viene anche definito "mezzomarinaio" o, derivato dal francese, "gaffa". L'alighiero è l'asta solitamente di legno la cui parte terminale è metallica con una punta e un doppio gancio. La punta si compone di una ghiera centrale e due ali laterali (ganci). Il termine era già in uso comunemente tra i marinai delle acque della Val Padana. Il poeta Dante Alighieri la cui famiglia era originaria, appunto, della Val Padana, ebbe il suo nome di battesimo proprio da tale termine. Aliscafo: Imbarcazione a motore che naviga planando su "ali" poste ai lati dello scafo raggiungendo altissime velocità (anche oltre 40 nodi). Alisei: Venti costanti dominanti nell'Oceano Atlantico e la parte orientale dell'Oceano Pacifico. Spirano da Nord-Est nell'emisfero boreale e da Sud-Est nell'emisfero australe. Si generano normalmente per l'elevato innalzamento dell'aria all'Equatore (dovuto al forte riscaldamento) che richiama aria in superficie dalle zone polari, generando un moto da Nord / Sud verso l'Equatore. Per effetto della rotazione terrestre si genera uno spostamento della direzione verso Est. 2]. Contro a. Correnti d'aria che scorrono alle alte quote (4-10 km) nelle stesse zone tropicali dove si manifestano gli alisei, ma con direzione opposta. Sono generati dagli stessi movimenti di masse d'aria che generano gli alisei e ne chiudono il circuito atmosferico, assieme alle zone di calma equatoriale. Si possono notare osservando che la direzione delle nuvole alte è opposta al vento di superficie. Allagamento: Introduzione volontaria (es casse di deriva, sommergibili) o involontaria (a causa di un'avaria) di acqua nello scafo o in parte di esso. Normalmente si usa con questa seconda accezzione. Allarme: 1]. Emergenze. 2]. dare l'a. Un allarme può essere dato in diverse maniere: un grido, un segnale acustico (fischio, campana, etc.) o via radio. 3]. a. radio - Avviso via radio per segnalare guasti, problemi o emergenze a bordo. Allascare: ormai soltanto <lascare>. Si dice soprattutto nel senso di filare la scotta poco a poco, in modo che la vela tenda a fileggiare o porti meglio, a seconda dell’assetto precedente. Alleggio: 1. sbarco volontario di tutto o parte del carico di una nave per alleggerirla. 2. Galleggiante (zattera, chiatta, ecc.) destinato a ricevere il carico sbarcato dalle navi dei porti. 3. Foro chiudibile praticato sul fondo di un imbarcazione allo scopo di scaricare l’acqua quando essa si trova a secco. E’ detto anche leggio o allievo. Il tappo dell'alleggio (o allievo) è da alcuni chiamato zaffo. Allestimento: atto dell'allestire; si intende la sistemazione degli interni, attrezzature, strumentazione, organi di governo, ecc., dopo la costruzione dello scafo. Allestire: Insieme dei lavori di rifinitura che vengono eseguiti sull'imbarcazione per renderla adatta alla navigazione e all'ospitalità. Allievo: è una valvola che ha sede in un foro, detto alleggio, ricavato sul fondo di piccole imbarcazioni, e che serve a vuotare la sentina. Allineamento: Linea congiungente due punti fissi, in mare o sulla costa, normalmente utilizzati per dare alle imbarcazioni percorsi sicuri nell'atterraggio o per evitare pericoli. Ad esempio per entrare in un ancoraggio o in un canale ci si deve porre su un allineamento, cioè vedere sempre "allineati" i due punti che formano l'allineamento che si sta seguendo. Allunamento: Curva (normalmente un arco di parabola) secondo la quale vengono tagliati i bordi delle vele, intendendo normalmente i bordi non inferiti, cioè liberi. Le vele vengono tagliate "allunate" per aumentarne la superficie a parità di altezza d'albero e perché una forma allunata consente prestazioni migliori. Nelle imbarcazioni a vela moderne l'allunamento è soprattutto una caratteristica della randa, ed è sostenuto da apposite "stecche". Anticamente le vele quadre erano spesso allunate ai quattro lati. Alta pressione: (Anticyclone; High; Hoch) - Zona in cui le i-sobare hanno un andamento quasi circolare, con pressione che decresce dal centro verso la periferia della configurazione. Altezza: 1]. E' riferita alle stelle oppure a misurazioni dell'imbarcazione. Ha anche altri significati differenti a seconda del contesto. 2]. a. dell'acqua - Equivalente a profondità. 3]. a. di una stella E' l'ampiezza dell'arco di cerchio verticale passante per il centro della stella e compreso tra la stella e l'orizzonte astronomico dell'osservatore. Si misura in gradi (da 0° a 90°) primi e secondi, dall'orizzonte astronomico verso lo zenit. L'altezza di una stella (o di un qualsiasi astro) serve per determinare la posizione dell'osservatore. L'altezza "meridiana" è l'altezza della stella misurata nel momento del suo passaggio dal meridiano dell'osservatore. 4]. a. dell'alta / bassa marea - Altezza massima dell'acqua (profondità) nell'alta e nella bassa marea. 5]. a. metacentrica - Distanza tra il "Metacentro" ed il centro di gravità di una imbarcazione. E' un parametro determinate per la "stabilità" dell'imbarcazione Altezza della marea: è la differenza fra il livello della bassa marea e quello della superficie marina in qualunque istante. Altezza d’onda: distanza tra la cresta dell'onda e il cavo che la segue o la precede, presa perpendicolarmente alla linea dell'orizzonte. Altocumulo: nube che si trova a circa 5000-6000 metri, caratterizzata dall'essere aggregata in ampie distese rotondeggianti, con contorni e ombre sempre ben distinte; se tende a dissolversi le condizioni restano stazionarie, se invece assume forma lenticolare è probabile un forte rinforzo di vento. Altostrato: nube che forma un velo grigio omogeneo che attenua fortemente la luce diurna; si trova a 6000-7500 metri di altezza. Altura: Dicesi "Navigazione d'altura" per significare "alto mare", fuori dalla vista di terra. Alzaia: - 1) Sistema funicolare per alzare grossi pesi, formato da una corda di fibra o metallica avente un'estremità legata ad un punto fisso, e che passa in una carrucola mobile, cui è agganciato l'oggetto da sollevare. – 2) Fune per trainare le imbarcazioni nei fiumi e nei canali, controcorrente. Alzana: grossa cima o gomena utilizzata per tonneggio o per rimorchio. Amante: Sistema funicolare per alzare grossi pesi, formato da una corda di fibra o metallica avente un'estremità legata ad un punto fisso, e che passa in una carrucola mobile, cui è agganciato l'oggetto da sollevare.Dal greco "correggia". Amantiglio:
manovra corrente (normalmente una cima tessile) utilizzata per sostenere
un'asta (boma, tangone, ecc.); per questo corre internamente all'albero in
modo identico alle drizze (che può anche sostituire in casi di emergenza)
(detto anche mantiglio). Ammainare: far scendere qualsiasi oggetto, filando una manovra da riva al ponte ( vele, aste, bandiere, ecc.). Ammanigliare: propriamente significa unire due pezzi di catena tramite l’interposizione di una maniglia a perno o di altro tipo apribile. Si usa anche in riferimento all’unione della catena con la cicala dell’ancora e impropriamente per indicare una congiunzione di cime fatta con un legamento metallico. Ammiragliato: classico tipo di ancora dall'ottima tenuta su qualsiasi fondale, anche se pesante e difficile da maneggiare; sulle imbarcazioni da diporto è utilizzato unicamente il modello a ceppo sfilabile. Amo: Uncino di acciaio che si usa legato alla lenza per far abboccare il pesce. Amperometro: Strumento per misurare l'intensità della corrente elettrica. Il passaggio di corrente misurato indica normalmente il consumo di corrente da parte delle diverse utenze dell'imbarcazione. Anca: Parte laterale della nave, dove la murata è maggiormente incurvata e quindi nelle vicinanze della prua e della poppa. Ancora: Per "ancorare" un natante si utilizza un'ancora a presa o un "peso morto", ossia un oggetto tanto pesante da poter trattenere l'imbarcazione per mezzo di una cima. Le prime ancore a peso morto erano probabilmente costituite da pietre imbragate con sagole di fibra vegetale o di pelle, assicurate a una cima. Successivamente le pietre, lavorate in forma regolare, furono munite di fori nei quali far scorrere l'estremità della cima, mentre all'estremità inferiore venivano praticati fori atti a trattenere marre, di legno o di pietra, per far presa sul fondo. 2) strumento metallico con bracci terminali detti marre, utilizzato, una volta gettato in acqua, per fermare l'imbarcazione ad essa legata mediante un cavo o una catena. Diversi sono i tipi di ancore a seconda dei fondali e delle caratteristiche dell'imbarcazione: ammiragliato, Fortress, CQR, Danforth, Hall, Bruce e grappino. Ancora ammarata: dicesi di ancora
la cui catena si è avvolta attorno alle marre non permettendo allo
strumento di penetrare nel terreno e fare sufficiente
presa. Ancoraggio: specchio d'acqua utilizzato per ancorarsi; un buon ancoraggio deve avere un fondo che tenga bene e deve essere riparato sia dal vento che dalla risacca e dalle onde. Ancorare: dare fondo all'ancora per fermare l'imbarcazione ad essa legata. Ancorarsi: 1]. Calare una o più ancore per tener ferma l'imbarcazione. 2]. a. alla ruota - Ancorarsi su una sola ancora, in linea, che consente all'imbarcazione di girare in base ai cambi di direzione del vento. 3]. a. su due ancore - Equivalente ad "afforcarsi" cioè: ancorarsi affondando due ancore a prua, con un angolo tra 30° e 60° tra loro. Impedisce all'imbarcazione di ruotare in caso di variazione della direzione del vento. Ancora di Posta: ancora adibita al servizio ordinario e quindi collocata a prua e tenuta sempre pronta all'uso. Ancorotto: nome specifico
dell’ancora ausiliaria, un tempo usata dalle navi per compiere particolari
manovre, con due ancore appennellate. Andana: si effettua attracco in andana quando la barca si affianca parallelamente ad un altro yacht già ormeggiato alla banchina; se si occupa la seconda o la terza fila si dice in seconda o terza andana. Andar di bordata: percorso di una nave a vela che rimonta il vento a zigzag. (vedi anche andature e bolinare). Andatura: direzione di avanzamento della barca rispetto al vento; assume nomi differenti man mano che il vento ruota passando da prua verso poppa (bolina stretta: 40-45 gradi al vento apparente; bolina: 45-55 gradi; bolina larga: 60-80 gradi; traverso: 90 gradi; lasco: 100-130 gradi; gran lasco: 140-170 gradi; poppa pieno o fil di ruota: 180 gradi). Andature:
Bolina: Andatura che si effettua mantenendo
una rotta il più possibile contraria alla direzione del
vento.
Anghiere: asta di legno munita di un uncino di ferro impiegata per accostarsi a un altra imbarcazione o alla banchina. (vedi Alighiero, o mezzo marinaio). Angolo di barra: Angolo che il timone (la pala) forma rispetto alla chiglia dell'imbarcazione. Quando la pala è in linea con la chiglia tale angolo è 0°. Agendo sulla timoneria tale angolo viene ovviamente variato per cambiare la direzione (la prua). E' però normale che per mantenere una certa direzione si debba navigare con un piccolo angolo di barra, per compensare l'effetto di forze esterne (es. vento, corrente, eliche, etc.). Molte imbarcazioni sono dotate di uno strumento (comunemente chiamato "rudder"), meccanico o elettronico, che fornisce l'indicazione di tale angolo al timoniere. Angolo di deriva: Vedi deriva / scarroccio. Angolo di sbandamento:
l’angolo (indicato in gradi) dell’inclinazione di una nave su di un
fianco, per effetto del moto ondoso o del vento, o anche per altre cause. Anguilla: Il baglio sostenuto da un puntale, sopra ai quali si interpone una traversina longitudinale detta “Anguilla”. Ansa: Piccola insenatura o rientranza della costa, chiamata anche "cala". Dicesi anche di una curva di un fiume. Antenna: La lunga asta di legno a cui si allaccia il lato superiore d'una vela latina (triangolare), che viene alzata sull'albero in posizione inclinata verso poppa. L'asta in posizione obliqua (basso a prua alto a poppa) rispetto all'albero che la sostiene. Può essere composta di uno o più pezzi. L'estremità superiore si chiama "penna"; quelle inferiore, più grossa, "carro". Anticiclone: Area circoscritta dove la pressione atmosferica è massima e va gradualmente diminuendo radialmente a partire dal centro verso la periferia. L'anticiclone si sposta dando origine ad un "movimento anticiclonico". Il vento in superficie diverge dal centro di alta pressione con un movimento rotatorio (da sinistra a destra nelle latitudini nord) e genera una corrente d'aria discensionale in corrispondenza di tale centro, che viene a sostituire l'aria che si sposta in superficie. L'anticiclone è l'opposto della "depressione", occupa grandi estensioni, spesso tra più depressioni e porta normalmente bel tempo, con regimi di vento leggeri, a causa della lenta variazione di pressione spostandosi dal centro verso la periferia (si dice basso "gradiente barico"). Un esempio sono gli anticicloni nel Mediterraneo occidentale (e in Europa in generale), estivi o invernali, che possono mantenere anche per settimane un regime di bel tempo sopra le regioni interessate. Antincendio: Dispositivi o apparati per segnalare o combattere gli incendi. Antirollio: sono ripari di legno o di tela che si mettono ai lati delle cuccette. Antisdrucciolo:
trattamento o rivestimento applicato sul piano calpestabile della coperta
per evitare di scivolare. Appendice di carena: qualsiasi superficie che sporge dalla carena (deriva, pinna, bulbo, timone, skeg, trimmer,ecc.). Appennellare: nel linguaggio di marina 1) mettere una seconda ancora alla stessa catena o cavo.legare all’ancora già affondata , mediante una robusta cima (grippia) , un ancorotto (pennello) e affondarlo in modo che concorra all’ormeggio dell’imbarcazione. 2) far uscire l’ancora dalla cubia e tenerla a fior d’acqua in potere della bozza sulla catena, pronta a dar fondo. Apostoli: travi che vengono montate a prua, alle quali è collegato un albero con un’ inclinazione di circa 35° (bompresso). Appennellare:
mettere
una seconda ancora alla stessa catena o cavo. Appoppata: Dicesi di imbarcazione eccessivamente immersa nella parte posteriore (poppa) normalmente a causa di una cattiva distribuzione del peso a bordo. Approdare: Avvicinarsi o arrivare in un punto della costa, o in un porto. Equivalente ad "atterrare". Approdo: Designazione generica di un punto a terra adatto ad approdare (es. una cala, un porto). Approfondimento: (Se creu-ser; Deepening; Austiefen) -Detto di una depressione, quando i valori della pressione atmosferica al centro di questa vanno diminuendo nel corso delle ore. Appruare: far immergere oltre il normale la parte prodiera di una nave.
Appruata:
Dicesi di imbarcazione eccessivamente immersa nella parte anteriore (prua)
normalmente a causa di una cattiva distribuzione del peso a bordo.
Armare le verghe: disporre le vele sui sostegni degli alberi maggiori. Armatore: Persona o impresa, non necessariamente proprietaria, che utilizza l'imbarcazione per effettuare trasporti o servizi. Riferito ad imbarcazioni da diporto indica normalmente, ma non obbligatoriamente, il proprietario. Infatti se il proprietario affitta ad un terzo l'imbarcazione, tale terza parte in veste di armatore sarà gestore e responsabile in toto dell'imbarcazione stessa. In tal caso si stipula una "dichiarazione di armamento". Armo: tipo di alberatura e di vele delle quali è dotata una nave; in riferimento ad una piccola imbarcazione ne indica l'equipaggio (armo di lancia) e talvolta anche il capo di questo, ovvero il timoniere. Arrembaggio: Assalto a un bastimento dopo averlo abbordato. Arricavo: termine usato normalmente per indicare la parte fissa di un cavo legata ad una staffa (quasi sempre foggiata a golfare, per estensione anch'esso denominato arricavo) o a un anello solidale ad un bozzello; la cima, inviata ad un secondo bozzello e poi fatta ripassare nella puleggia del primo, forma, insieme ai bozzelli, un paranco. Arridare: Dare la necessaria tensione alle corde di canapa o metalliche, chiamate "manovre fisse" o "dormienti" (sàrtie. stralli, draglie ecc). Tendere le manovre correnti si dice invece tesare. Arridatoio: attrezzo metallico a vite che serve tendere sartie e paterazzi dalla loro estremità inferiore. Strumento utilizzato dai marinai per tendere le manovre della nave.
Arte
marinaresca:
Lo studio, la conoscenza e l'applicazione delle pratiche tradizionali
tipiche della marineria, sia per quanto concerne la costruzione delle
imbarcazioni che per quanto attiene alla navigazione.
Aspect ratio: l’Aspect ratio è un coefficiente di forma. Indica la relazione tra la lunghezza e la larghezza di un oggetto. Riguardo le imbarcazioni viene anche definito “coefficiente di allungamento”; è usato per descrivere le proporzioni e quindi l’idrodinamicità di un timone, una deriva o anche l’efficienza aerodinamica di una vela. Un timone ad alto “Aspect ratio”, quindi avrà una forma molto stretta e lunga. Assecco:
la parte più bassa della sentina, dove si raccoglie l’acqua e dove nelle
piccole barche ha sede l’alleggio e l’allievo(vedi).
Assetto:
posizione corretta dello scafo rispetto
alla superficie del mare.
La distribuzione dei pesi a bordo e le forze che
agiscono sullo scafo o sulla velatura, possono produrre un effetto sullo
stato dell'imbarcazione in acqua. Si dice che l'imbarcazione può essere
sbandata, appruata o appoppata.
Asta di controfiocco e di fiocco: vedi bompresso. Astrolabio nautico: antico strumento per la navigazione, venne in uso verso la fine del XV secolo, esso si componeva di uno spesso cerchio sul quale erano incise due scale diametralmente opposte; un’alidada munita di due traguardi permetteva di osservare gli astri e determinarne le altezze. Astronomia nautica: Disciplina che comprende le regole ed i procedimenti per determinare il "punto nave stimato" in alto mare mediante l'osservazione di alcuni astri (Luna, Sole, Venere, Marte, Giove, Saturno ed alcune stelle maggiori). Il calcolo della longitudine e della latitudine stimate deriva dal riconoscimento e dalla misura della posizione di uno o più astri rispetto alla posizione dell'osservatore. Astuccio dell'asse: Tubo che contiene la parte finale dell'asse dell'elica che arriva fino a quest'ultima passando nello scafo e assicurando la tenuta alle infiltrazioni dell'acqua. Atterraggio: Insieme delle operazioni che una imbarcazione compie per raggiungere un punto a terra (ancoraggio, porto): riconoscere il punto, dirigere verso di esso, mantenere controllata la propria posizione, etc.
Atterrare:
Avvicinarsi o arrivare in un punto della costa, o in un porto. Equivalente
ad "approdare".
Autogonfiabile:
Sistema pneumatico dotato di una bombola d'aria compressa che, se
azionata, ne provoca il rapido gonfiamento. I sistemi autogonfiabili più
utilizzati nel diporto nautico sono simili a canotti pneumatici coperti,
rinchiusi in una protezione e posti sempre all'aperto ed in un luogo
facilmente accessibile in caso di necessità. Gli autogonfiabili a bordo
(possono essere più di uno) devono essere dimensionati per il numero di
persone massimo trasportabile dall'imbarcazione e devono per legge essere
ispezionati periodicamente dal costruttore che deve certificarne
l'efficienza e la qualità delle dotazioni di emergenza (acqua, viveri,
attrezzature di sussistenza).
Autopilota: (pilota automatico) apparecchio elettromeccanico con una bussola incorporata che viene accoppiato al timone e mantiene costante una rotta prefissata. Autovirante:
viene così chiamato un fiocco che abbia il punto di scotta collegato ad un
carrello che scorra su di una corta rotaia posta trasversalmente a pruavia
dell'albero, in modo da evitare la manovra delle scotte durante la virata;
molto diffuso anche il termine inglese self-tacking; sulle barche d'epoca
il fiocco autovirante (trinchettina) è quasi sempre bomato, cioè con la
base inferita su un apposito boma.
Avamporto:
Zona di mare antistante l'entrata del porto normalmente protetta da dighe
foranee. Avaria: guasto allo scafo o alle attrezzature dello yacht.
Avvisatore acustico: Apparecchio con forma di
corno o tromba, utilizzato a bordo per segnalare la propria presenza in
caso di scarsa visibilità, o posto in corrispondenza di pericoli alla
navigazione. Gli avvisatori possono essere manuali, cioè azionati a fiato,
ad aria compressa (con bombola o compressore) o elettrici.
Avviso: Avvertimenti normalmente emessi dalle
stazioni radio marittime o riportate in apposite pubblicazioni. 2]. a.
ai naviganti - Pubblicazioni realizzate da istituti
specializzati (in Italia l'Istituto Idrografico della Marina) che
riportano informazioni utili alla navigazione. 3]. a. di tempesta
Avvertimento trasmesso via radio o nota scritta che riporta le
caratteristiche di una situazione di peggioramento del tempo in una
determinata zona. Si usa anche "avviso di burrasca".
4) Avviso: (dallo
spagnolo – barca de). Tipo di piccola nave da guerra,
dapprima con propulsione a vela, poi a motore (con sistema a ruota o a
elica), destinata, in passato, al servizio di esplorazione, di crociera e
di comunicazione; in particolare a. scorta, per la scorta del
naviglio militare – a. stazionario, per servizio per lunga
permanenza in acque lontane, coloniali o
straniere.
Avvolgere: Genericamente significa "arrotolare". Riferito alle vele
indica sia la loro preparazione (avvolgimento) per stivarle che il loro
arrotolamento attorno a sistemi avvolgibili lasciandole nella loro
posizione d'uso. Si usa comunemente anche il sinonimo"piegare" se si
intende prepararle per lo stivaggio, "rollare" se si avvolgono attorno ad
un sistema in coperta.. I contrari più comuni sono "svolgere" o "spiegare"
o "aprire". Azimut: Dall'arabo as-sumut "direzioni". E' l'angolo tra il circolo verticale di un astro e il meridiano del luogo di osservazione. Nella navigazione astronomica, relativamente ad un astro, indica l'arco di cerchio compreso tra il Nord e la verticale dell'astro stesso. E' espresso in gradi (da 0° a 360°) e può essere calcolato con l'uso di apposite tabelle oppure rilevato direttamente con l'osservazione dell'astro, mediante particolari bussole per misurazioni "polari". Ad esempio l'azimut del sole viene rilevato (congiuntamente alla "altezza") per calcolare la propria posizione. |
| Lettera B A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z B: Il nome di un gagliardetto della serie internazionale delle bandiere dei segnali: tutto rosso. Significa: Sto imbarcando o sbarcando materie esplosive. Babordo:
indica il
lato sinistro della nave. Balbettare: Si dice della vela quando è percossa dal vento nel filo, cioè batte e fileggia. Oggi è più usato fileggiare Balcone: pulpito poppiero. Baleniera: imbarcazione che serve per la pesca alla balena con la fiocina; la nave stessa che va a caccia delle balene. Anche una lunga e svelta imbarcazione che fa parte della dotazione di bordo di una nave, ed ha cinque o sette remi con un solo vogatore per banco. Balestrare: Tirare un cavo già in tensione e legato a una caviglia, agguantando il cavo al disopra della legatura suddetta ed esercitando la trazione perpendicolarmente alla direzione seguita dal cavo medesimo, come se questo fosse la corda d'una balestra. Contemporaneamente si fa scorrere la legatura alla caviglia, in modo da ricuperare quel che si tira. Balestriglia: antico strumento per la navigazione, venne in uso nel corso del XVI secolo, o mazza di Giacobbe, un nuovo strumento per misurare gli angoli che soppiantò, per la sua facilità di impiego, il quadrante e l’astrolabio. Era generalmente di legno e si componeva di uno o più regoli di varia lunghezza, scorrevoli su una staffa a sezione quadrata, graduata secondo una scala delle cotangenti. Balestrone: Anche livarda, cocchina, struzza: antenna imboccata da una parte nell'angolo superiore ed esterno della tarchia, e dall'altra in un paranchino fissato all'albero, che è posta in diagonale rispetto a tale vela e serve a distenderla affinché possa prendere vento. Balipedio: Stabilimento attrezzato per l'esecuzione di tiri sperimentali per prova o collaudo delle artiglierie o delle corazze e per ricavare gli elementi necessari alla compilazione delle tavole di tiro. I tiri vengono eseguiti verso terra su appositi campi di tiro e, in taluni casi, verso mare. La R. Marina ne possiede due, l'uno a Viareggio e l'altro alla Spezia. Ballast: i ballast sono delle zavorre per bilanciare lo sbandamento dello scafo durante la navigazione. Già nei sandbagger, veloci barche a vela diffuse alla fine dell’800 in francia e negli Stati Uniti, a questo scopo erano usati dei pesanti sacchi di sabbia o granaglie che l’equipaggio spostava divolta in volta secondo le andature. Attualmente come ballast vengono utilizzati dei serbatoi collocati a dritta e a sinistra dello scafo che vengono riempiti o svuotati d’acqua secondo le esigenze. Non servono solo a stabilizzare la barca, ma anche a variarne l’assetto per ottimizzarne le prestazioni. Ballottarre: Navigare malamente, oltre che per il vento e per le onde, anche per cattivo governo. Balumina: caduta poppiera di una vela di
taglio, cioè bordo di uscita del vento quando questo scorre parallelamente
alla superficie del mare. Bandiera: Il nome deriva da banda, ossia striscia dipinta. Oltre alla bandiera nazionale, è determinata con legge dello Stato anche la bandiera mercantile. Bandiere particolari (stendardo, gagliardetto, guidone, piedigallo, cornetta, fiamma, jack) sono quelle appartenenti alle Autorità nazionali e locali, ai diversi reggimenti e corpi, all'Autorità in comando.Numerose e varie per colori e forma, le bandiere dei segnali, che si stendono in bella mostra in segno di festa per l'impavesata di una nave. La bandiera della Marina Militare, definita don D.L. 1305/1947, reca lo stemma della Marina, a forma di scudo sannitico, con gli stemmi delle Repubbliche marinare, sormontato da una corona turrita, applicato sul campo bianco. Lo stemma della Marina mercantile non ha la corona. Bandiera, nodo: nodo di congiunzione adatto
sia per cavi grossi che leggeri; è chiamato in questo modo perché viene
utilizzato per legare la sagola della bandiera ad una drizza; è anche
chiamato nodo di scotta. Barcaccia: nome della maggiore delle imbarcazioni di servizio di una nave. Barcarizzo: In passato, il luogo del ponte di coperta dove si teneva l'imbarcazione più grande, da cui questa veniva calata in mare e rialzata. Oggi, ciascuna delle aperture di accesso alla nave, praticate nelle murate, generalmente all'altezza del ponte di coperta, cui, quando la nave è all'ancora, si applicano le scale esterne che conducono dal pelo dell'acqua al ponte suddetto. Barcarizzo: nome derivato da quello della
parte del ponte ove era rizzata la maggiore delle imbarcazioni di
servizio, e ora assunto dalla scala sollevabile che le navi hanno in
murata. Barcollamento: il fatto di barcollare, l’ondeggiamento di chi barcolla. Barcone: 1.Grossa barca portuale o fluviale per trasporto o deposito di merci. 2. Barca piatta, adoperata dal genio pontieri per la costruzione di ponti provvisori. Bargio: antico nome di imbarcazioni a vela. Nella marina mercantile velica del sec. 19°, nome di una imbarcazione più piccola della barcaccia, ma che aveva le stesse funzioni. In alcune località (per es. a Livorno) indicava un’elegante imbarcazione da diporto. Bernoulli (Principio di ): Bernoulli formulò la teoria che descrisse gli effetti di un fluido che passando velocemente sulla superficie di un corpo determina. Dimostrò, infatti, che all'aumentare della velocità diminuisce la pressione. Facciamo un esempio: Se portiamo la parte convessa di un cucchiaio da cucina a contatto con il flusso dell'acqua che esce dal rubinetto, ci accorgiamo che il cucchiaio viene, per cosi dire, "incollato" dal flusso stesso. Allo stesso modo l'aria che investe le ali di un aereo, si comporta come il flusso del nostro rubinetto. Guardando l'ala di un aereo alla sua estremità, noteremo che la parte superiore descrive una curva (più o meno accentuata) più marcata rispetto alla parte inferiore. L'aria accelerata dal moto relativo dell'aereo investe le ali sopra e sotto; ma dovendo percorrere più "strada" sulla superficie superiore a causa della curva maggiore, deve necessariamente accelerare e cosi facendo determina una depressione che agisce in senso verticale provocando quella che viene chiamata "portanza". Sappiamo che, al contrario di quello che comunemente si pensa, non è la parte inferiore delle ali a permettere il volo di un aereo ma bensì la parte superiore e questo per il 75% circa delle forze agenti in gioco. Barometro: strumento per la misura della pressione atmosferica. Barotti: i pezzi di
ferro smontabili che, nelle caldaie, formano la graticola del forno. I
bagli che invece di prolungarsi per tutta la larghezza della nave, sono
interrotti dall’apertura di un boccaporto. Barra al centro: è la posizione della barra o della ruota del timone quando la pala giace nel piano verticale-longitudinale della barca. Bertone:
Bastimento
di circa 100 t di stazza, con tre alberi a vele quadre e castelli
altissimi, usato da Bretoni, Inglesi e Fiamminghi nei sec. 16° e 17°,
specialmente per la guerra di corsa. Bassa marea: il livello minimo raggiunto dalla marea. Bassa prua: nome
generico, per indicare collettivamente gli uomini di equipaggio di grado
inferiore a quello di ufficiale, con riferimento all’alloggio che,
tradizionalmente, era appunto nel castello di prora. Bastimento: nome generico dei galleggianti di dimensioni piuttosto notevoli, di legno o di ferro, a vela o a propulsione meccanica. Bastingaggio: (dal francese
bastingare) -1) parapetto del ponte di coperta dei bastimenti, costituito da
un fasciame continuo.2). cassoni
speciali che corrono lungo la murata sopra coperta; per estensione, la
murata stessa. Battigia:
il tratto della riva che viene lambito dal mare. Bigotta: Come il bozzello, serve per il passaggio di una corda, ma senza rotelle. E'
di legno duro, a forma sferoidale schiacciata, e ha nel mezzo, in senso
normale alle fibre, tre o quattro fori scanalati. Le bigotte si mettono a
coppie all'estremità di ognuna di quelle corde che, una volta tese, non si
debbono più toccare. Le due bigotte, con un canapo (corridore o collatore) che passa dall'una all'altra,
alternativamente per i loro fori, formano una specie di paranco, con cui la manovra dormiente viene tesa e fermata. Ha la stessa
funzione dell'arridatoio, ovvero serve a tendere le manovre della
nave. Bimini:
1)
tendalino sorretto da struttura richiudibile.
2) Con il termine Bimini
si indicano quelle
strutture mobili tubolari, di metallo, che servono a stendere un
tendalino o altra protezione dal sole
e dalla pioggia sul pozzetto. Da non confondere con il roll-bar,
una struttura fissa disposta in
genere a poppa dove si possono installare pannelli solari, antenne,
altoparlanti, etc. In alcuni casi la parola bimini viene utilizzata
come sinonimo di
tendalino. Bittalò: Sulle galee è la freccia di legno posta orizzontalmente verso prua, in prolungamento del tagliamare. Su di essa poggiava dai due lati un graticolato che fungeva da latrina per l'equipaggio. Bittone: è una robusta colonna verticale, di legno o di metallo, cui si danno volta i cavi di ormeggio o di tonneggio. Blooper: vedi big boy. Bonnet: il “grembiale” o
“vela giunta”, cioè la fascia allacciata al lato inferiore di una vela,
che, con cattivo tempo, si poteva facilmente togliere, compiendo una
funzione simile a quella delle mani di terzarolo. Bordame libero: a bordame libero dicesi di
vela il cui bordo inferiore non è inferito in un boma. Ne sono esempio la
vela latina, le vele al terzo, al quarto e la vela a tarchia ed alcuni
tipi di vele auriche particolari, nonché le vele
quadre. Bordeggiare: Modo di navigare di un veliero che debba raggiungere un luogo mentre il vento gli è nettamente contrario: consiste nell'avvalersi del vento prendendolo alternativamente, per tratti più o meno brevi, sulla dritta e sulla sinistra, e compiendo così, a zig-zag, percorsi le cui direzioni siano tanto prossime a quella d'origine del vento, quanto lo consente la massima inclinazione della velatura. I singoli percorsi si chiamano bordata o bordo. Per passare da una bordata alla successiva, il veliero fa la manovra che si chiama viramento di bordo. Andatura di bolina. Bordeggiare: navigare con il vento
alternativamente a dritta e a sinistra in modo da procedere verso la parte
da cui esso spira.
Andatura
di bolina. Bosa: maniglia o anello fatto dal gratile di
una vela. Ciascuna di quelle maniglie di funicella,
impiombate
sulle
ralinghe di caduta
delle
vele
quadre per vari usi. Bose di terzaroli: detti anche "bugne". Sono
occhi o anelli sulla caduta poppiera della vela (balumina nelle Marconi),
attraverso i quali si fanno passare le borose per assicurare al boma o al
pennone la vela terzarolata.. Lo stesso nome hanno i fori lungo la benda
di terzarolo, cui i matafioni sono fissati, tenuti da un nodo sulle due
superfici della vela. Bozza: Pezzo di
fune, o di catena, fissato con un'estremità a un punto fermo, in
prossimità del passaggio di una manovra o di una catena in lavoro; con
l'altro capo serve a trattenere questa temporaneamente, evitando che si
perda quel che si è tirato quando, cessata la trazione, si debba dar volta
definitivamente alla manovra o catena. Bracci: sono manovre costituite di cavi e paranchi che servono a dare ai pennoni l'orientamento necessario alle varie andature. Braccio dello spinnaker è la manovra fissata alla varea del tangone, che serve per orientare la vela al vento. Braccio: manovra per l'orientamento del
pennone in modo tale che esso tenga la posizione richiesta dall'andatura
della nave. Il braccio indica anche un unità di misura usata per le
profondità marine e corrisponde a 1,829 metri. Braga: (braca) Pezzo di cavo o catena destinato a cingere gli oggetti pesanti da sollevare (balle, travi, botti, ecc.), o a forma di anello, cioè con i capi impiombati tra loro, o formante con i due doppini un nodo scorsoio che stringe l'oggetto; oppure con i due capi terminanti con ganci (braga da botte). Bragozzo:
(voce veneta)
Piccolo veliero a scafo di legno, di forme rotonde e tozze, in genere a
due alberi con vele dipinte a vivaci colori, largamente usato nell’Alto
Adriatico, per pesca o trasporto. Branda: il letto smontabile formato da una striscia di tela appesa a dei ganci. Brandabasso: sulle navi militari, ordine e corrispondente operazione di portare nei locali destinati al riposo notturno le brande depositate al mattino nei bastingaggi. Brandeggiare: far rotare orizzontalmente attorno a un asse verticale, riferito specialmente ai pennoni e alle artiglierie. Brattare: sistema di remare con un solo remo
fissato a poppa; la spinta all'avanzamento si ottiene imprimendo alla pala
un movimento a "otto". Bucanieri: Uomini di mare, più di tutto francesi, inglesi od olandesi, che esercitarono la guerra piratica contro la Spagna, nel Mar Caraibico, dal secolo XVI al trattato di Utrecht (1713). (Dal francese boucan "carne che i Caraibi facevano seccare al fumo; capanna in cui alle Antille si affumicavano la carne e il pesce ", avendo gli avventurieri francesi adottato il modo di arrostire la carne usato da quegli indigeni) (v. corsari, filibustieri, pirati). Bugliolo: nome con cui viene chiamato il
secchio nell'ambiente marinaresco. Bussola denunziatrice: è una bussola a
sospensione rovesciata che si legge dal di sotto. Si chiama a sospensione
rovesciata perché ha il fondo di vetro anziché di
metallo. |
| Lettera C A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z C: Nome di una bandiera quadra nella serie del Codice internazionale dei segnali. Alzata sola significa: Sì. Cabestano: nome
marinaresco dell'argano, ossia dell'apparecchio impiegato sulle navi per
l'ancoraggio e altre manovre richiedenti grande
forza. Caciabaderna: Succhiello da calafato. (Ancon.). Caduta: nome del lembo o bordo laterale
delle vele quadre. Lato poppiero delle vele, detto anche
balumina. Calma piatta: immobilità assoluta del mare. Calme equatoriali: nome
che distingue la zona che separa le regioni dominate rispettivamente dagli
alisei di NE e di SE. Cambiare
mure: virare in maniera da ricevere il vento dall'altro
lato. Camerotto: voce usata
nella marina mercantile e specialmente sulle navi da carico per indicare
il marinaio destinato ai servizi di camera del capitano e degli ufficiali. Cappello: Ghia semplice che, per ognuna delle grandi vele quadre (basse vele e gabbie), quando sono serrate, serve ad alzare e sostenere il centro della vela, dove è raccolta la maggior quantità di tela e quindi un maggior peso. Capo di banda o capodibanda: bordo di una barca; ovvero l'orlo superiore dove termina l'opera morta di un bastimento.Viene detto anche passamano. Capone: grossa trave situata a prua per
recuperare l'ancora. Cardanica: sistema di sospensione per cui un
oggetto rimane vincolato ad un certo piano, indipendentemente dagli
spostamenti del punto di appoggio. Carica: cavo che serve a sollevare qualcosa,
per es. il tangone dello spinnaker: in questo caso si chiama
caricaalto. Carpentiere: persona adibita alla esecuzione dei lavori di costruzione e di riparazione degli scafi in legno. Carrello: 1. rinvio mobile su una
rotaia, solitamente utilizzato per spostare con continuità il punto di
scotta: 2. rimorchio utilizzato per il trasporto su strada di
imbarcazioni aventi larghezza inferiore ai 2,5
metri. Carta dell’Amiragliato:
traduzione letterale in italiano del nome dato alle carte nautiche dell’Amiragliato
(cioè Ministero della Marina) inglese. Carta-pilota: traduzione letterale in italiano di “pilot chart”, nome in inglese della carta nautica con l’indicazione dei venti dominanti nei vari mesi, delle temperature, dei pericoli ecc Carte sinottiche: quelle carte che abbracciano un'ampia area geografica, nella quale viene riportata la situazione del tempo a grande scala. Il termine deriva dalla lingua greca a sta a significare "visione d'insieme". Le carte sinottiche possono essere sia in superficie che in quota; entrambe sono carte attuali e previste. Quelle attuali in superficie vengono elaborate alle ore 06.00, 12.00, 18.00 UTC e previste per le stesse ore a venire, mentre quelle attuali in quota vengono elaborate alle ore 00.00, 12.00 UTC e previste per le stesse ore successive. Le carte in superficie contengono, fra l'altro, le isobare, ovvero le linee che uniscono i valori della pressione atmosferica al livello del mare alla stessa ora di riferimento (i valori attuali sono riferiti alle osservazioni meteorologiche e i valori previsti vengono elaborati secondo leggi fisiche), mentre le carte in quota contengono i valori (sia attuali che previsti) delle isoipse, ovvero le linee che uniscono, sempre al livello del mare, i punti aventi, alla stessa ora di riferimento, le stesse altezze di u-na determinata superficie isobarica standard. Sia le isobare che le isoipse assumono delle configurazioni standard, che sono portatrici di tipi di tempo: queste hanno lo stesso significato in tutto il mondo. Qui di seguito, oltre alla spiegazione del loro significato tecnico, si fornisce la versione multilingue (francese, inglese e tedesco) di alcune: ·
Alta pressione: (Anticyclone; High; Hoch) - Zona in
cui le i-sobare hanno un andamento quasi circolare, con pressione che
decresce dal centro verso la periferia della configurazione. Carteggio: serie di operazioni per seguire
sulla carta nautica (posta sul tavolo di carteggio) tutte le fasi della
navigazione. Cassa della deriva: alloggiamento o supporto di tenuta della lama di deriva, a baionetta o basculante. Cassa del bozzello: è la parte che
porta il perno delle pulegge. Casseretto: Ponte parziale, soprelevato rispetto al ponte di coperta, che sui velieri si estende dall'estrema poppa fino all'albero poppiero (mezzana). La sua parte prodiera, guarnita di ringhiera, costituisce il ponte di comando della nave a vela. Lo spazio coperto dal casseretto è generalmente destinato ad alloggi. Molti piroscafi e motonavi mercantili hanno il casseretto allo scopo di disporre di un maggior spazio per gli alloggi, oppure per guadagnare in ampiezza della stiva poppiera quanto si perde per le forme più sottili dello scafo a poppa. Castagna: nome generico di qualsiasi tacco o
nottolino di arresto, per lo più usato in riferimento all’apparato che
impedisce l’inversione di moto di un argano o di un
mulinello. Castello: Sui velieri era il ponte parziale soprelevato al ponte di coperta, estendendosi dalla estrema prora quasi fino all'albero di trinchetto. Quasi tutte le motonavi e i piroscafi moderni hanno il castello, mentre tra le navi da guerra lo hanno gli Esploratori e i Cacciatorperdiniere, perché tale sovrastruttura li abilita a navigare ad alta velocità con mare grosso di prua, senza imbarcare troppa acqua. Lo spazio sottostante al castello è generalmente destinato ad alloggiare l'equipaggio. Castria: particolare tipo di ormeggio
mediante il quale l'imbarcazione si mantiene sempre ad una certa distanza
dal pontile, anche in presenza di forte risacca. Caviccio: Piccolo cuneo di legno duro, generalmente usato per tappare i fori lasciati dai chiodi - schiodati - nelle tavole del fasciame. Caviglia:1) Sottile
pezzo di legno durissimo, usato in luogo dei chiodi metallici per unire le
tavole dei fasciami alle coste, nella costruzione delle navi in legno.
2) Bastoncello di legno duro o di metallo, lungo una trentina di
centimetri, lavorato al tornio, e più grosso da un capo. Infilato
verticalmente in un foro praticato in luogo acconcio, serve per legarvi
una corda in tensione nel modo detto volta di caviglia, serve a
legare e trattenere le manovre correnti. 3) attrezzatura
asportabile simile alla galloccia a cui le manovre leggere vengono date
volta. 4) Ciascuno dei raggi della ruota del timone, le cui
estremità sporgenti dalla periferia della ruota stessa, vengono impugnate
dal timoniere per girarla. Il comando "una o due caviglie di timone a
dritta o a sinistra, all'orza o alla puggia", vale per far girare la ruota
del timone di una o due caviglie nel senso indicato. 5) Caviglia
per impiombare: arnese di legno o di ferro con la cui punta ricurva si
allargano i legnoli dei cavi per fare le impiombature. 6) attrezzo utilizzato per allentare i
nodi strozzati. Cavo: nome dato a
qualsiasi tipo di corda, di qualsiasi materia sia formata. Le parole
“corda” e “fune” sono assolutamente estranee al linguaggio marinaresco. Cavo di sicurezza: è quello che corre ambo
le bande del ponte per fissarvi i moschettoni delle
cinture. Cervo volante: traduzione letterale in italiano del termine inglese “kite”, che si usa soprattutto al plurale, per indicare quelle vele, generalmente le più alte o le più leggere ecc. (come i “dicontra”, le “suppare” o “ali di colomba” o gli “spazza nuvole”, o anche lo spinnaker), che si alzano specialmente con brezze leggere. Challenge: Sfida, competizione,
regata. Chart
plotter: Lo schermo dove
vengono visualizzate le carte nautiche elettroniche viene chiamato chart
plotter o solo plotter, dall’inglese “tracciare,
disegnare”. Chiaro:
si dice di manovre che non si possono impigliare; mettere in chiaro
significa appunto ordinare cime o catene in modo che siano sempre libere e
manovrabili. Chiglia basculante: nelle andature di bolina
la possibilità di spostare sopravento la chiglia della barca, facendola
ruotare trasversalmente (basculare), consente di aumentarne la stabilità
(il braccio della copia raddrizzante) aumentando così la superficie
velica. La chiglia basculante è stata adottata agli inizi degli Anni 90,
sui mini Transat, gli scafi oceanici di 6,50 metri. Ciclogenesi: (Cyclogénèse; Cyclogenesis; Zyklogenese) -Sviluppo e crescita di una depressione. Ciclone: area di netto abbassamento della
pressione atmosferica, con conseguente afflusso di forti venti e
condizioni di notevole instabilità meteorologica. Cimatura: operazione di fasciare le cime di
un cavo, affinché i legnoli non si aprano. Nei cavi di filato di
resine artificiali, la cimatura si fa fondendo la cima alla
fiamma. Cintura di sicurezza: spesso dotata anche di bretelle e sottocosce, serve per mantenersi saldamente vincolati alla barca in caso di cattivo tempo o durante manovre pericolose; per questo è dotata di cima con uno o due moschettoni. Circling (Cyrcling): particolare comportamento delle barche in regata Mace Race che, inseguendosi in un cerchio ravvicinato tentano di prevalere per acquisire maggiore controllo sull’avversario, e avvantaggiarsi nella scelta del lato di partenza (boa o barca giuria). Circumnavigazione: la navigazione per cui si ripassa da un punto del viaggio, dopo aver girato intorno al mondo tagliando tutti i meridiani; oppure quella che si compie contornando, a non grande distanza dalla costa, un continente o un isola. Cirmolo: legno tenero
usato nel modellismo per costruire scafi pieni. Ciurma: Nome collettivo di coloro che erano messi al remo nelle galee. Questi erano schiavi (prigionieri nemici o Turchi comprati), forzati (condannati), bonevoglie (volontari pagati), scapoli (giornalieri slegati). Civada: piccolo pennone con
coffa che si trova sul bompresso; lo stesso termine indica anche la tipica
vela sotto il medesimo albero. Classe: suddivisione e
raggruppamento per categoria e tipi di barche da regata aventi
caratteristiche comuni. Coffa: Piattaforma di legno semicircolare che trovasi su ogni albero dei velieri a vele quadre, un po' al di sotto dell'estremità superiore del tronco maggiore, con la parte rotonda rivolta verso prora. E' sorretta dalle barre costiere e traverse. Ai suoi orli laterali si tende il cordame che tiene ferma lateralmente la parte media dell'albero, ossia le sàrtie di gabbia, le quali, in tal guisa, formano l'angolo necessario per compiere il loro ufficio. Sulla coffa fanno capo alcune manovre correnti delle vele superiori. Essa inoltre costituisce un comodo per i marinai che debbono lavorare alle vele, ed è un ottimo posto di vedetta. E' circondata da una ringhiera, meno che nella parte di prora. Il nome ebbe origine sui galeoni dove le coffe avevano la forma della cesta fonda che si chiama coffa o corba. Le galee non avevano coffe ma portavano al solo albero di maestra, presso il calcese, una specie di cesta formata da assicelli di legno, a cui si dava il nome di gabbia, che aveva soltanto l'ufficio di posto di vedetta. Pare che si chiamasse anche gatta o gatto. Cogliere: mettere in ordine
catene o cavi, evitando che prendano delle volte formando degli otto.
Quando questa operazione si fa arrotolando in piano la cima si dice
abbisciare o adugliare. Collo: 1. posizione di una vela che si trovi o che sia stata disposta in modo che sia investita dal vento dalla parte anteriore della nave e che quindi non eserciti forza propulsiva, ma anzi contribuisca all'arresto o all'arretramento della nave stessa. 2. giro intero fatto fare ad un cavo intorno ad un oggetto. Colmamento: (se combler; Filling; fuellen) - Detto di una depressione, quando i valori della pressione atmosferica al centro di essa vanno aumentando nel corso delle ore. Colombiere: parte di ogni albero compresa
tra la coffa e la testa di moro. Comito: Il primo dei sottufficiali di ogni galea, a cui era affidata la direzione della manovra delle vele e di tutti i servizi marinareschi. Le galee capitane a volte ne avevano due. L'archinauta dei Greci e dei Romani, il nostro nostromo. Compasso: quello da carteggio è a punte
fisse e ad aste diritte. Consentire meglio acconsentire:
significa mollare poco a poco un cavo per diminuirne la
tensione. Contre: Pezzi di grosso cavo attaccati alle bugne dei trevi, che servivano a rinforzare le mure e le scotte, e a tenere le bugne accostate alla murata. Contro-: nel linguaggio marinaresco, in composizione con altre parole, indica contiguità, adiacenza, sovrapposizione di vele o di parti dell’attrezzatura: controfiocco, controranda, controvelaccio, ecc. Controbelvedere: in un albero di mezzana a vele quadre, è quella più piccola e che stà più in alto delle altre (dal basso in alto: mezzana, contromezzana, belvedere, controbelvedere). Controbracciare: dare ai pennoni un angolazione opposta a quella in atto (vedi bracciare). Controdragante: nome del grosso rinforzo angolare posto all'interno della congiunzione del dritto di poppa con la chiglia. Controfiocco: il fiocco più piccolo ed estremo verso prua. Contromezzana: nome
specifico della più bassa delle vele quadre solitamente spiegate
sull’albero di mezzana, ovvero della vela cui, per le sue
interferenze con la randa, si è spesso rinunciato, onde il suo pennone ha
preso il nome di vergasecca. Controparamezzale: nel linguaggio marinaresco, in composizione con altre parole, indica contiguità, adiacenza, sovrapposizione di vele o di parti dell’attrezzatura: controfiocco, controranda, controvelaccio, ecc. Controstampo: quando riferito alla costruzione dell’imbarcazione, il controstampo è un secondo rivestimento interno, in genere di vetroresina, che avvolge sia lo scafo che la coperta. Rinforza, irrigidisce e isola la struttura della barca oltre a integrare alcuni elementi d’arredo. In alcuni casi il controstampo riempito di schiuma poliuretanica rende inaffondabile la barca. Controtriganto: elemento di rinforzo del
dragante. Conversione: l'operazione algebrica con la quale da rilevamenti e prore vere si passa a quelli magnetici e bussola. Convezione: processo nei fluidi per cui
entro un certo volume le particelle più calde si alzano e quelle più
fredde si abbassano. Corsa: L'insieme delle azioni guerresche che, in passato, taluni privati eseguivano con navi armate, per conto e con l'autorizzazione di uno Stato allo scopo di danneggiare il commercio dei nemici e impedire quello dei neutri (guerra di corsa). L'autorizzazione veniva data con le cosiddette lettere di marca. Nella Convenzione internazionale di Parigi (1856) si dichiarò l'abolizione delle guerra di corsa. Ma durante la guerra del 1914-1918 gli atti di guerra compiuti da navi mercantili furono frequentissimi e assunsero grande importanza. La diretta dipendenza delle navi mercantili dallo stato e la cessione del loro comando ad ufficiali della Marina militare non mutarono la realtà dei fatti. Si può quindi asserire che in sostanza la guerra di corsa non è stata abolita. Corsa - guerra di: guerra navale fatta da un veliero privato, ma munito di un’autorizzazione sovrana, contro il traffico marittimo di uno Stato nemico. Corsaro: 1) oggi
usato come sinonimo di pirata, ma soprattutto usato con riferimento ai
pirati barbareschi. 2) Capitano di bastimento, legalmente autorizzato dal
proprio governo, che conduceva guerra di corsa durante una guerra
marittima, dava caccia a navi nemiche per predarle e acquisire il carico,
a proprio vantaggio e le navi nemiche da consegnare alle autorità dello
Stato da qui erano pagati. Corsaro e pirata oggi sentiti come
sinonimi, indicavano in origine attività molto diverse. “Pirata” era chi
percorreva il mare per assalire e depredare a proprio esclusivo beneficio.
(v. bucanieri, filibustieri, pirati). Crocette acquartierate: le crocette servono a distanziare le sartie dall’albero facendole lavorare con un angolo maggiore e quindi a sostenerlo meglio. Si parla di crocette acquartierate (il “quartiere” è l’angolo che la manovra fissa fa con l’albero), per indicare il loro orientamento verso poppa. Una disposizione che ha consentito l’eliminazione delle sartie volanti, perché con questo orientamento le crocette riescono a irrigidire a sufficienza l’albero sul piano longitudinale. Cubia: apertura circolare sulla fiancata,
normalmente sulle navi a prua estrema, per fare passare la catena
dell'ancora; spesso le barche da diporto hanno una sola cubia sul piano di
coperta, posta sopra il gavone dell'ancora. Curro: cilindro o rullo di ferro o di altra materia che, posto con altri sotto i bastimenti serve per vararli o rimetterli. Cursori: detti anche verseggi; sono
accessori metallici o di plastica applicati alla ralinga prodiera delle
rande e che scorrono entro la rotaia applicata al profilo poppiero
dell'albero. Cyrcling: Andature concentriche durante le fasi di partenza per avvicinarsi alla poppa dell'avversario.(vedi Circling). |
| Lettera D A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z D: Il nome di una bandiera quadra della serie da segnali del Codice Internazionale. Alzata sola significa: Mantenetevi largo da me. Sto manovrando con difficoltà. Dacron: il dacron è una fibra sintetica (poliestere), utilizzata soprattutto per realizzare vele e cime. È stata prodotta dalla multinazionale Duporit, che la commercializza con questo nome. In Italia il dacron è conosciuto anche come terital e terilene. Danforth: tipo di
ancora piatta a marre articolate: la grande superficie delle marre
assicura una buona tenuta su fondali in sabbia e fango. Darsena: Nella parte più interna degli arsenali e dei grandi porti, ciascuno di quegli specchi d'acqua cinti da opere in muratura (officine, magazzini) e da banchine, che offrono un rifugio comodo e sicuro alle navi che debbano sostarvi più a lungo. Dart: catamarano monotipo mono o biposto progettato da Rodney March, avente lunghezza di m. 5,48 e larghezza di m. 2,28: la superficie velica è di 16,07 mq. Datum: nella dicitura completa, ma meno usata, Chart Datum. E' termine latino, usato sulle carte inglesi per indicare il livello di riferimento degli scandagli, che tanto per gli Inglesi, come per gli Italiani, è il livello medio delle basse maree sigizie. Dead Weight: (ingl.) "Peso morto". Espressione d'uso internazionale
che designa la capacità di carico d'una nave in tonnellate di peso.
Corrisponde alla nostra "portata". Deep Tanks: (ingl.) Espressione d'uso internazionale che designa sulle navi mercantili le casse in cui s'immette l'acqua di mare come zavorra. Defender: Chi detiene la Coppa America e dovrà difenderla dagli sfidanti. Defilare: Sfilare in parata di navi leggere, l'una dopo l'altra, ad alta velocità, a pochi metri di distanza dalla poppa d'una nave in moto, tagliando ad angolo retto la sua rotta. Delegazione di spiaggia: Ciascuno degli uffici ai quali, nei luoghi d'approdo di poca importanza (spiagge aperte, piccoli porti per il naviglio peschereccio), sono affidati gli eventuali servizi della Marina mercantile e la vigilanza sul demanio marittimo. Dipendono dagli uffici di porto dei circondari marittimi in cui sono compresi. Delfiniera: sporgenza prodiera presente in
prevalenza su imbarcazioni da pesca ed utilizzata per l'avvistamento e la
cattura delle prede. Depressione: (Dépression; Low; Tief): zona in cui le isobare hanno un andamento quasi circolare, con pressione che cresce dal centro verso la periferia della configurazione. Area in cui la pressione atmosferica risulta bassa rispetto ai valori normali. Depressione complessa: (Dépression complete; Complex low; komplex Tief) - Zona depressionaria, generalmente estesa, che presenta più centri di bassa pressione). Depressione relativa: (Dépression relative; shallow low; Randstoerung) - Depressione la cui pressione al centro rimane e-levata in valore assoluto (superiore, per es. a 1010 hPa), ma è più bassa rispetto ai valori al contorno. Deriva: 1) parte dell'opera viva a forma di lama, fissa o mobile, posta normalmente al centro dello scafo per impedire lo scarroccio; per questa ragione essa presenta una grande sezione laterale rispetto a quella trasversale, che invece deve essere il più possibile contenuta per limitare la resistenza all'avanzamento: 2) per estensione al punto 1., il termine generico "deriva" indica una piccola imbarcazione aperta o semipontata dotata di deriva mobile sprovvista di zavorra (solitamente sono barchini di 4 o 5 metri); 3) deviazione, scostamento di una nave dalla sua rotta quando viene investita da un corrente che non è parallela od opposta al suo moto. 4) Andare alla deriva; dicesi di un oggetto galleggiante trasportato dalla corrente, che non può muoversi con i propri mezzi (relitto, barca che non governa, ecc.). Derivare: andare in deriva, subire l’effetto della deriva. Deviazione:
angolo fra la prora bussola e la prora magnetica dovuto all'influenza dei
ferri di bordo; questo angolo varia a seconda della
prora. Diagonali: le diagonali di uno scafo (o
anche forme) rappresentano graficamente, nel disegno di una barca, le
linee intermedie tra le linee d’acqua e le linee longitudinali. Si
ottengono sezionando lo scafo secondo dei piani obliqui rispetto a quello
longitudinale. Queste linee servono a rappresentare quelle parti dove
l’acqua scorrerà lungo lo scafo durante la navigazione. Da questo punto di
vista una carena potrà avere linee d’acqua più o meno “tese”. In linea
generale più le forme di carena sono tese, più saranno veloci, come è
frequente trovare sulle barche da regata; a una maggiore convessità
corrisponderà invece una migliore manovrabilità, capacità evolutiva dello
scafo, ma anche una maggiore tendenza al beccheggio. Diamante: 1. parte centrale
dell'ancora a cui sono unite le marre e il fuso; 2. sistema
composto da sartiole e pennaccini per l'irrigidimento dell'albero
frazionato. Di rispetto: di riserva, di ricambio. Disalberare:
rompere l'albero in seguito ad una violenta raffica di
vento. Dislocamento relativo: l'indicazione del
dislocamento relativo di un imbarcazione prende in considerazione il peso
dello scafo, in rapporto alla sua lunghezza. Si ha una divisione in tre
diverse categorie: "dislocamento leggero", "dislocamento medio", o
"dislocamento pesante". Appartengono alla prima categoria quelle barche il
cui peso (in chilogrammi) è inferiore a tre volte la lunghezza (in metri)
elevata al cubo; appartengono alla seconda categoria quelle compreso con
peso tra 3 e 5 volte la lunghezza al cubo; si inseriscono nella terza
categoria quelle il cui peso è superiore a cinque volte la lunghezza al
cubo. Per esempio, uno scafo di 10 metri avrà dislocamento leggero se pesa
sotto i 3.000 Kg., un dislocamento medio se pesa tra i 3.000 e i 5.000
Kg., e un dislocamento pesante se il peso supera i 5.000
Kg. Duglia: spira in cui viene disposta una cima tenuta pronta per la manovra. |
| Lettera E A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z E: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata sola significa: Sto accostando a dritta.. Echo: termine che
rappresenta la E nell'alfabeto fonetico internazionale
ICAO.
Eletrolisi: reazione chimica fra due metalli
diversi a contatto fra loro e bagnati dall'acqua di
mare. Eliografo: strumento di segnalazione che utilizza i raggi del sole riflessi da specchi. English Pilot: manuale inglese di istruzioni nautiche del XVII sec. Vi si descrive accuratamente la conformazione delle coste, delle secche, dall’Inghilterra ai Carabi. EPIRB: (Emergency Position Indicator Radio Beacon) è l’ultima dotazione di sicurezza entrata a far parte di quelle previste dalla legge per navigare oltre le 50 miglia dalla costa. Questa boetta è l’ultimo e il più efficiente sistema di trasmissione di un messaggio di soccorso dal mare. Funziona in ogni angolo del globo e la sua attivazione mette in moto nel tempo medio di un’ora un meccanismo di ricerca internazionale che si avvale di ogni tipo di mezzo disponibile: aerei, elicotteri , navi, vedette, ecc. Il messaggio inviato si propaga via satellite alle stazioni a terra. La precisione del rilevamento del segnale è di circa due miglia. Il modello a 406 MHz consente di inviare anche un segnale digitale con informazioni riguardo il proprietario dell’apparecchio Epoxi: le resine epossidiche, spesso abbreviate in epoxi, sono sempre più utilizzate nella nautica da diporto, sia come supporto adesivo, che come base di molti prodotti vernicianti, strutturali o impermeabilizzanti. Il termine “trattamento epossidico” sta invece a indicare che lo scafo in questione è stato sottoposto a procedimento antiosmosi, per proteggere la carena o sanare un precedente processo di osmosi. Equilibrio velico: Poiché in ogni veliero vi è una parte della velatura (quartiere di poppa) che fa girare la nave avvicinando la prora al vento (orzare), e una parte (quartiere di prora) che ha l'effetto rotatorio opposto (puggiare), si chiama "Equilibrio velico" il compenso delle due azioni contrarie che si raggiunge proporzionando opportunamente le due parti della velatura totale. In generale si preferisce lasciare al veliero una leggera tendenza all'orza. Equipaggio: insieme di persone a cui sono affidate le manovre di una imbarcazione; ad ogni membro d'equipaggio viene assegnato prima della partenza, di regola dallo skipper, una mansione da compiere a bordo durante la navigazione. Esclusi il comandante e gli ufficiali. Equipaggio di una imbarcazione di Classe Coppa America: In regata è composto da 16 velisti più un ospite detto diciassettesimo uomo. Alcuni ruoli sono decisamente più fisici rispetto ad altri e ciascuno richiede caratteristiche ben precise.
Euforbia: Erba usata per avvelenare le acque a scopo di pesca. Anche "erba cipressina". Euro: (Term. lett. Ant.) Vento da levante. Europa: imbarcazione a vela monoposto con
deriva mobile progettata dal belga Roland nel 1964; presenta una lunghezza
di m. 3,35 per 1,38 di larghezza; la superficie velica è di mq 7,40; ha
fatto il suo esordio come Classe Olimpica femminile nel 1992 a
Barcellona. Evoluzione: L'insieme dei percorsi rettilinei e curvilinei compiuti da una o più navi per un determinato scopo di manovra o tattico. |
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Lettera
F F: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata sola significa: Sono inabilitato. Comunicate con me. Faggio: legno utile per compensati e listelli. Fagotto: Fascetto di stipa per bruscare la nave (= brusca). Falca: 1) Ciascuna di certe tavolette opportunamente sagomate che si sovrappongono all'orlo superiore dei fianchi dei piccoli bastimenti per rialzare il bordo e diminuire l'entrata dell'acqua dal lato di sottovento, nella navigazione con mare grosso. 2) Ciascuna delle piccole tavolette con cui si chiudono le scalmiere delle imbarcazioni quando navigano alla vela. Falchetta: nelle barche a remi è il luogo ove si trovano i rinforzi ai punti di appoggio che alloggiano i remi: negli yachts a vela è invece un bordo o un angolare in metallo o legno posizionato lungo il perimetro esterno della coperta; serve per puntare i piedi (per esempio con lo yacht sbandato) evitando il rischio di scivolare in mare; è sovente provvista di fori per fare scolare l'acqua. Falcone: 1) Pezzo di legno piantato fortemente a terra per offrire una presa agli ormeggi, quando non ve ne sia una migliore. 2) Nelle manovre di forza a terra, lungo pezzo di legno che si dispone a un luogo stabile, inclinato all'insù per sostenere un argano. Dicesi anche "vette". 3) antico cannone navale. Falconetto: cannone navale più lungo e leggero del falcone. Falla: apertura accidentale dello scafo di una barca, da cui entra acqua. Falsobraccio: Nome generico delle grosse corde, però flessibili e maneggevoli (canapa o altra fibra vegetale) che si usano pel tonneggio e per ormeggi temporanei. Famiglio: nel linguaggio marinaresco designa
genericamente l'addetto ai servizi di alloggio e quindi ha un accezione
analoga a quella di cameriere. Fanfarino: Grosso cavo torticcio (gomena o gherlino) che sulle navi a vela e a vapore si usava per alzare l'elica quando si voleva navigare con le sole vele. Faraglioni: Scogli alti e sottili. Esempio: Faraglioni di Trezza: le Isole dei Ciclopi (Catania). Farfalla: nelle andature in fil di ruota, si
dice navigare con le vele a farfalla quando esse vengono messe una su di
un bordo e l'altra su quello opposto (randa e fiocco si trovano così su
opposte mura). Fata Morgana: Fenomeno di riflessione totale negli strati atmosferici, che fa apparire nell'aria le figure di colonnati, fabbricati, alberi, colline, navi e altre cose. Si manifesta più di tutto nello Stretto di Messina. Fathom: misura inglese utilizzata per
indicare le profondità, equivalente a 1,85 metri. Felza: La parte coperta della gondola, dove sono i sedili. Femminella: parte femmina di una cerniera,
dove va inserito l'agugliotto o il perno di
rotazione. Filibustiere: termine usato nel XVII per indicare i predoni di mare. Filibustieri: Società di avventurieri francesi, inglesi, olandesi che, dopo la sconfitta dei Bucanieri, occupate alcune isole del Golfo del Messico, continuarono la mapagna piratesca contro le navi spagnole, e le città e i paesi costieri. Favoriti dapprima dalla Francia e dall'Inghilterra, alla fine del secolo XVII furono dispersi dalle potenze marittime. Loro stessi si chiamavano Fratelli della costa (v. bucanieri, corsari, pirati). Finezza: il termine finezza viene utilizzato come aggettivo per descrivere forme di carena o di prua sottili, affusolate, strette. Più propriamente viene utilizzato in architettura navale per esprimere una serie di coefficienti, detti appunto “di finezza”. C’è il coefficiente di finezza al “galleggiamento, quello del piano di deriva”, quello di sezione maestra”, etc. A rendere maggiormente l’idea di uno scafo con forme fini è il coefficiente di “finezza totale”,che rappresenta il rapporto fra il volume di carena e il parallelepipedo che la circoscrive. Se fosse uguale a “1” la carena sarebbe un perfetto parallelepipedo,misure inferiori rendono via via la carena più idrodinamica. La finezza può essere un indice della minore o maggiore attitudine alla velocità dello scafo. Finn: imbarcazione monoposto a deriva mobile
progettata da Richard Sarby avente lunghezza m. 4,50 e larghezza m. 1,51;
la superficie velica è di mq 9,30; è Classe Olimpica dal
1952. Fischio del nostromo: Era il fischietto usato a bordo dal nostromo per impartire ordini all'equipaggio con trilli variamente modulati, sì da evitare che il rumore circostante potesse sopraffare la sua voce. Lo strumento è di origine britannica, attestato sin dal Medioevo, ma è invalso nell'uso corrente degli ufficiali da quando, nel tardo Seicento, Lord Heigh lo adottò come segno distintivo del suo rango di ammiraglio della flotta. Oggi è impiegato nella stessa funzione sulle navi scuola, altrimenti serve per "rendere gli onori" al comandante, agli ufficiali e alle persone di riguardo quando salgono a bordo o lasciano la nave. Si compone di tubicino detto "cannone", anello - detto "maniglia" - attaccato all'estremità terminale dell'impugnatura, detta "chiglia", e di pallina forata da cui esce il suono, detta "boa". Si impugna all'altezza della "chiglia" tra pollice e indice, mentre le altre dita regolano l'intensità e la modulazione del suono, che include una nota alta e una bassa, e tre toni: pieno, modulato e trillo. Il modello italiano, a differenza - per esempio - dal modello francese, ha il "cannone" piuttosto largo, tale da richiedere un certo sforzo di insufflazione, cosicché i nostri nostromi lo "personalizzano" schiacciandolo leggermente in modo da ridurne la sezione. Flutto: onda del mare. E’ termine piuttosto ricercato e letterario. Floater: spinnaker di tessuto
particolarmente leggero, adatto quindi per venti molto
deboli. Flusso: 1)(Flux; Flow; Flut) - Lo scorrere dell'aria a grande scala. La direzione del flusso è data dall'orientamento delle isobare. In superficie, a causa dei rilievi e degli effetti termici, il vento locale può essere molto diverso dal flusso. 2)Flusso: movimento ascendente della marea. Fluxgate:
Con il termine fluxgate
si intende il sensore elettromagnetico
di una bussola, non
di tipo tradizionale, in grado
di misurare con estrema precisione
la direzione delle linee di flusso del campo magnetico terrestre. Questi sensori, che possono avere dimensioni anche molto
ridotte, si possono trovare anche all’interno di altri strumenti di navigazione, come piloti automatici, binocoli, etc. Le
bussole fluxgate sono dotate di sistema di
autocompensazione, non hanno parti in
movimento e possono essere facilmente interfacciate con gli altri
strumenti. Fori di biscia: Nelle navi di legno, ognuno degli intagli praticati nei madieri per lasciar passare l'acqua che si accumula nelle sentine, e portarla al pozzetto di raccolta. Fondale: distanza tra la superficie del mare e il fondo, ovvero profondità dell'acqua; questa grandezza è riportata in metri sulle carte nautiche edite dall'Istituto Idrografico della Marina. Fondo: è l’ordine di lasciar andare l’ancora in mare. Dare fondo indica la manovra d’ancoraggio. Fori
di sentina: apertura nella parte profonda dell'ossatura, sopra la
chiglia, per permettere all'acqua di scorrere ed accumularsi nella parte
più bassa della sentina. Forzare: mantenere a riva (cioè nell’alberatura) una velatura superiore a quella consentita dallo stato del tempo. Foschia: visibilità ridotta, ma ancora
superiore a 1 km: sotto tale distanza si usa il termine
nebbia. Frangiflutto: Opera di difesa esterna di un porto o di una rada, destinata a rompere l'impeto delle onde. Freccia: entità del grasso della vela
determinato sulla perpendicolare della corda della
randa. Fronte occluso: (Occlusion, Occlusion; Okklusion) - Fronte risultante dall'unione di un fronte caldo e di un fronte freddo. Il settore caldo è spinto in altitudine, ma continua a generare precipitazioni. Fullbatten: randa steccata;
le stecche (quattro o più a seconda della grandezza della vela)
contribuiscono a mantenere la forma della vela desiderata dal velaio,
creando il necessario grasso con vento leggero ed impedendo, in caso di
vento forte, che la concavità si accentui spostandosi verso
poppa. Furlex:
Uno dei costruttori più
noti di avvolgifiocco è la ditta
svedese Seldén, che dal 1983
commercializza questo prodotto con il marchio Furlex. Con l’espressione “dotata di furlex”, si intende quindi la presenza di un
avvolgifiocco, anche se non
necessariamente di questa
marca. |
| Lettera G A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z G: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata sola significa: Ho bisogno del pilota. Gabarra: con tale nome viene designato un antico bastimento militare a vela dalle forme piuttosto rotonde, armato con tre alberi a vele quadre, impiegato per il trasporto di viveri, munizioni e provviste destinate alle armate. Era dotato anche di cannoni, ma questi venivano adoperati quasi esclusivamente per difesa o per trasmettere segnali. Con lo stesso nome viene chiamato un barcone a fondo piatto, dalle forme panciute, destinato al carico dei bastimenti nei porti (oggi comunemente detta chiatta, pontone, bettolina). Gabbia: nei bastimenti a vele quadre, che portavano alberi divisi in tre parti, è il nome attribuito al secondo pezzo dell'albero di maestra al plurale il termine designa nel loro complesso le vele sovrastanti i trevi, cioè il parrocchetto, la gabbia stessa e la contromezzana. Nell'albero di gabbia erano armati il pennone di gabbia fissa e, superiormente a questo, il pennone di gabbia volante. A questi due pennoni venivano inferite le due vele quadre chiamate con lo stesso nome: gabbia fissa e gabbia volante. Naturalmente anche le manovre fisse e volanti che interessano questa parte dell'alberatura prendono lo stesso nome (bracci, mure, drizze, amantigli, etc., di gabbia). Il vocabolo deriva dal termine gabbia, che designava, in similitudine all'arnese entro il quale venivano custoditi gli uccelli, quella piccola torre o garitta che serviva alle sentinelle per vedetta. Con lo stesso nome, a bordo degli antichi velieri, veniva chiamata quella piattaforma sistemata nella sommità dell'albero e utilizzata per ospitare i marinai destinati all'avvistamento. Conseguentemente, le vele sistemate al di sopra di tale piattaforma erano dette di gabbia. Per non confondere i pennoni, le vele e l'albero di gabbia con la piattaforma d'avvistamento, quest'ultima venne successivamente chiamata coffa. Gabbiere: marinaio esperto che veniva scelto e destinato al coordinamento degli uomini che manovravano le vele di gabbia; il posto del gabbiere era sulla coffa. Gabbiola: vela quadra posta sopra la vela di randa. Gaettone: Sono chiamati, rispettivamente, primo e secondo gaettone i turni di guardia che vanno dalle ore 16.00 alle 18.00 e dalle 18.00 alle 20.00, che vengono effettuati sulle navi in navigazione. Questi turni di guardia sono di due ore, anziché quattro come avviene per le altre guardie, per far sì che non capitino sempre gli stessi turni alle stesse persone. Gaffa: Altro nome con cui talvolta viene indicato l'alighiero, chiamato anche mezzo marinaio e gancio d'accosto. Si tratta di un attrezzo composto da un'asta di legno o da un tubo di alluminio, alla cui estremità è sistemato un gancio semplice o doppio, in ottone, metallo o materiale plastico, che viene usato per accostare o per allontanarsi da una banchina o da un altro galleggiante. Gagliardetto: bandierina di forma triangolare che anticamente veniva portata in cima all'albero, dalle galere, per ornamento. Con questo nome, attualmente, si indica una bandierina rettangolare con il ventame (detto anche battente o coda) tagliato in modo da ricavare due punte triangolari, simili alla coda di una rondine. Le lettere A e B del Codice Internazionale dei Segnali sono raffigurate da due gagliardetti. Gagliardo: riferito principalmente alle bandiere, indica quella principale di ciascun bastimento. Il termine spesso è riferito, più genericamente, anche al vento quando soffia con forza, con potenza. Gala: è detto anche pavese, e designa l'ornamento che viene fatto al bastimento, in particolari occasioni, disponendo le bandiere e le fiamme (particolari tipi di bandiere triangolari e lunghe) tra un albero e un altro. Si distingue in gran gala e piccola gala (gran pavese o piccolo pavese). La prima consiste in una successione ordinata di bandiere che partono dall'estrema prua, passano per la testa di ciascun albero e terminano all'estrema poppa. La piccola gala, invece, consiste semplicemente nell'ornare ciascun albero con la bandiera nazionale; nell'eventualità che la festa sia in una nazione diversa da quella a cui appartiene la nave, all'albero di maestra andrà issata la bandiera della nazione in festa. Alcuni autori consigliano di sistemare le bandiere in un preciso ordine, disponendo, in testa a ciascun albero, la bandiera nazionale e sistemando un guidone o un pennello numerico ogni due bandiere quadre nelle tre ghie (quella che va dalla prua alla testa del primo albero, quella tesa tra la testa del primo e quella dell'ultimo albero, e infine quella che unisce la testa dell'ultimo albero con l'estrema poppa). Molti suggeriscono anche la sequenza delle bandiere che, in linea di massima, dovranno soddisfare, innanzitutto, il senso estetico dal punto di vista cromatico. Galea:
o
galera, Nave mediterranea, medievale, generalmente militare.
A remi e a vela, lunga una cinquantina di metri, veloce e leggera, con
prua molto affinata e con due alberi a vele latine, Lo scafo, senza ponte, era munito
a prua di una specie di castello (rembata) su cui trovavano posto i
cannoni principali; la propulsione era fornita da 25-30 remi per lato.
L'equipaggio, circa 500 uomini, dopo il XV sec. veniva formato in gran
parte con schiavi o condannati (galeotti) addetti ai remi. In uso sino al
XVIII secolo. Galeotto: 1) Colui che vogava o serviva sulle galee o su altre navi. 2) Forzato. 3) Galeotto dapprima era il Buonavoglia. Galèra: variante di Galèa. (vedi Galèa). Galleggiamento: rimanere a galla. Intersezione della superficie dell’acqua con lo scafo della nave (linea di galleggiamento). Galleggiante: nome generico per imbarcazioni, chiatte, zattere, di tipo non definito. E’ chiamata così, talvolta, anche una parte fuori bordo aggiunta per assicurare la galleggiabilità di un imbarcazione (di un aereo ecc.). Galloccia: piccolo apparato di legno o di metallo
costituito da un fuso parallelo al piano d’impianto e da uno o due
sostegni, posto in luogo e in modo che vi possa essere data volta, cioè
che vi si possa fissare, una cima di manovra. Garbo: tipo di navicella usata nel sec. 16°
nel Mediterraneo orientale. Ginocchio: Negli scafi in legno il termine identifica il punto tondeggiante della costola che unisce il madiere con lo scalmo. Nelle moderne imbarcazioni di vetroresina la sua individuazione è meno precisa, anche perché con la riduzione degli slanci è sempre più difficile identificare questo elemento. Il ginocchio può essere immerso o stare sopra la linea di galleggiamento. Se è esageratamente disposto sotto la linea di galleggiamento riduce la capacità evolutiva della barca. Ginocchio del remo: La parte centrale e cilindrica del remo che si appoggia alla falchetta o entra nella scalmiera: è la parte che trasmette il movimento all'imbarcazione. Gioco: con questo
termine si intende il gioco di vele ovvero il numero di queste, che la
barca tiene a disposizione. Nell 'America's Cup ogni imbarcazione può
averne fino a 60, naturalmente non tutte a bordo. Gnomonica:
(carta) particolare proiezione della superficie terrestre sul piano, che
consente di tracciare con linee rette dei tratti di circolo
massimo. Gottazza: strumento con cui si compie
l'operazione di togliere l'acqua dal fondo di un
imbarcazione. Gradiente di pressione: (Gradient de pression; Pressure gradient: Luftdruckgradient) - Variazione della pressione fra due punti vicini tra loro, alla stessa altitudine. Grafometro: cerchio o semicerchio con
graduazione sessagesimale la cui direzione 0 - 180° è coincidente o
parallela all'asse longitudinale della barca; lo si usa per i rilevamenti
polari e cioè per misurare l'angolo che la visuale di un oggetto forma con
tale asse o qualsiasi linea da poppa a prua a questo
parallela. Guadagnare al vento: portarsi più sopravvento mediante bordi. Avanzare, superare, raggiungere. Guaina: sacca di nylon che funge da contenitore in cui lo spinnaker viene alloggiato per essere velocemente alzato e, successivamente, ammainato. Guaina del remo: Piega o striscia di rinforzo, nelle vele, nelle tende, nelle bandiere ecc. Guardamano: (detto anche guardino) nome specifico di ognuna delle due cime poste ai lati delle biscagline per facilitarne l’uso. Guardapalma: per il velaio è l'equivalente del ditale dei sarti, realizzato in modo simile alla palma di un guanto con una piastrina bugnata ove poggiare il grosso ago da vela per fare forza. Guardia: 1) membro dell'equipaggio al timone. 2) L’insieme dei servizi nautici e di sorveglianza , ai fini dei quali l’equipaggio è diviso in due metà, guardia di dritta o dispari, e guardia di sinistra o pari, che montano di servizio a turno. Guardia franca: dicesi di quel membro
dell'equipaggio, addetto alla rotta o alla sorveglianza, che si trova in
turno di riposo. I turni al timone si chiamano
guardie. |
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Lettera
H Hall: tipo di ancora (anno 1891). tipo di ancora a marre articolate: di peso notevole, tiene bene su qualsiasi tipo di fondale e viene usata prevalentemente su yacht dal grande dislocamento. Harmattan: Vento secchissimo e carico di polvere, intermittente nell'inverno, sulle coste dell'Africa occidentale, in ispecie dal Senegal alla Guinea. Detto il dottore. Head foil: strallo cavo. Honerare: (basso lat., genov. Sec. XIII) Caricare. Hotel: termine che rappresenta la H nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. Hublot: (franc.) Voce usata di frequente nella marina italiana, a volte nella forma Oblò, per indicare i portellini di murata. Lettera I I: Nome di una bandiera rettangolare, gialla, con un disco nero al centro, della serie dei segnali del Codice internazionale. Significa: Sto accostando a sinistra. Iadi: Altro nome delle Pleiadi (pop. "gallinelle"), ossia le "stelle della pioggia", che sorgono quando comincia la stagione piovosa. ICAO: International Aviation Organization, alfabeto fonetico internazionale utilizzato nella navigazione marittima e aerea per permettere la comprensione di lettere alfabetiche e cifre in tutte le lingue. Idrocelere: Macchina idraulica per l'alaggio dei bastimenti. Idrofono: Apparecchio elettro-acustico per rivelare la presenza di una nave e per determinare o per determinarne il rilevamento mediante la ricezione dei rumori subacquei che da essa provengono, principalmente di quelli prodotti dall'elica in movimento. Gli idrofoni possono servire anche per la ricezione di trasmissioni acustiche subacquee, per la quale però sono più convenientemente usati i segnalatori subacquei. Gli idrofoni costituiscono pure l'organo raccoglitore delle onde acustiche subacquee in taluni tipi di scandagli acustici. Gli idrofoni furono dapprima usati durante la guerra 1914-18 dai cacciasommergibili per scoprire la presenza di sommergibili nemici immersi. Posteriormente si sono sviluppati idrofoni di altro tipo, destinati allo scopo reciproco, per mettere cioè i sommergibili in grado di scoprire la presenza di navi nemiche e di avvicinarsi ad esse per l'attacco e per il lancio dei siluri, rimanendo in immersione. In mancanza di idrofoni il sommergibile dovrebbe manovrare con periscopio in affioramento, esponendosi così al rischio di essere avvistato da unità nemiche, di superficie e aeree. Gli idrofoni si usano anche in impianti costieri per la difesa antisommergibili e in impianti di balipedio per la determinazione dei punti di caduta dei proiettili. Idrografia: Scienza che tratta dei problemi teorico-pratici relativi ai rilievi del fondo del mare, dei laghi, dei fiumi e delle coste adiacenti, e alla costruzione delle carte nautiche con i particolari necessari per il navigante. Indica anche la raccolta delle carte nautiche, dei portolani, e delle altre strumentazioni per i naviganti, che riguardano un determinato mare o bacino o altra ripartizione. Idrologia: Scienza che studia il ciclo terrestre che compiono le acque da quando, sotto forma di precipitazione liquida o solida, cadono sulla superficie della Terra a quando, per diverse vie, o ricapitano al mare, o si disperdono definitivamente nel sottosuolo o, infine, ritornano per evaporazione all'atmosfera. Idrometro: Apparecchio per misurare la profondità dei corsi d'acqua. Idroscopio: Specie di cannocchiale per esplorare il fondo del mare, inventato dal Pino. Igrometro: Strumento di misura dell'umidità assoluta dell'aria, la quale viene generalmente indicata col peso in grammi del vapore d'acqua contenuto in un metro cubo di aria. A bordo e negli osservatori a terra si usa però misurare l'umidità relativa dell'aria mediante un altro strumento detto psicrometro. Imbagliatura: 1) L'insieme dei bagli sistemati da un fianco all'altro della nave. La superficie di imbagliatura è quella su cui vengono fissati i corsi di tavole o di lamiere costituenti il fasciame dei ponti. 2) L'unione dei bagli alle coste nella costruzione di una nave.
Imbando: (in bando) la parte di cima che
avanza e quindi dev'essere recuperata per metterla in trazione. In genere
è in bando qualsiasi manovra che non lavora. Imbarcazioni:
Imbonare: Riempire un vuoto tra i membri o tra le coste di un bastimento. Imbrogliare: raccogliere le vele quadre a
festoni mediante alcune funi predisposte, dette imbrogli; le vele
auriche sono raccolte con imbrogli che ne contengono la discesa sul
boma. Impegolare: Impeciare Impiombare: fare una gassa a una fune o
congiungerla con un altra mediante intrecciamento dei
legnoli. In bando: mollare, abbandonare del tutto una cima, un cavo,un oggetto; si dice anche “imbando”. L’imbando è pure la quantità di cavo che non è tesa e che occorre ancora tirare per mettere il cavo in forza. Incagliare: dicesi di una imbarcazione
la cui chiglia va ad incastrarsi sul fondo
immobilizzandosi. Incappellata: [da incappellare]. Violento colpo di mare sulla prua di nave o imbarcazione che porti l'onda a superare la murata e a frangersi sulla coperta.
Incastellatura:
soprastruttura o (con francesismo) attrezzatura. Insegna: la versione nautica della bandiera nazionale del paese di registrazione della barca. Viene issata a poppa. Insellatura: vedi cavallino. Alcuni chiamano così l’andamento leggermente concavo del ponte di coperta da prua a poppa. In genere è l’insellamento, cioè il difetto della chiglia di una nave consistente in una leggera concavità nella parte mediana. Instabile: (Instable; air instable; Unstabil) - L'atmosfera è instabile quando i suoi bassi strati sono anormalmente caldi in rapporto agli strati medi o superiori dell'atmosfera. Un'atmosfera instabile è sede di movimenti verticali che provocano delle raffiche di vento, migliorano la visibilità e favoriscono lo sviluppo di nubi a sviluppo verticale (Cu, Cb) generatrici di precipitazioni sotto forma di rovesci. Per contro, l'aria stabile è incollata al mare, il vento è regolare, la visibilità mediocre o scarsa e le nubi sono stratificate. Intelligenza: bandiera del Codice
Internazionale dei segnali che, issata isolata, significa "ho capito": se
issata a metà corsa significa "ho ricevuto il messaggio ma non l'ho ancora
interpretato"; se issata dalla giuria di regata assume diversi
significati. Interponte: lo spazio compreso tra due ponti delle navi mercantili da passeggeri. Intradosso: superficie concava della vela nel lato di
sopravvento. Invergare:
inserire l'inferitura della vela nell'apposita canaletta. Dicesi anche
inferire. Iole: imbarcazione a remi. Iolla: (Yawl) barca a due alberi di cui la
mezzana è posta dietro all'asse del timone. Isobata: linea congiungente punti aventi
tutti la medesima profondità, detta anche batometrica o
batimetrica. Lettera J J: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice internazionale. Alzata isolatamente significa: "Sto per segnalare con il telegrafo a braccia". J 24: imbarcazione
monotipo a bulbo tra le più diffuse al mondo; è stata progettata da Rod
Johnstone per un equipaggio di 5 persone e presenta una lunghezza fuori
tutto di m. 7,32 per una larghezza di m. 21,72; la superficie velica è di
mq 32,20. J-Prop/Max
Prop: i
termini J-Prop e Max Prop si riferiscono a due particolari tipi di
eliche prodotte
rispettivamente dalla Marine
Propellere e dalla Max Prop
Propeller. In linea generale la particolarità di queste eliche, sta
nel fatto che consentono la possibilità di regolare facilmente il passo, modificando l’inclinazione delle pale, e
consentono di ottimizzarne la resa.
Il disegno delle pale, che nei vari modelli possono anche mettersi automaticamente “a bandiera”
durante la navigazione a vela, è
studiato in modo tale da
offrire bassa resistenza all’avanzamento. Jumbo: Si fa
riferimento a Lettera K K: Nome di una bandiera della serie da segnali del Codice - Kilo nell'alfabeto fonetico internazionale (Codice ICAO); nell'alfabeto morse corrisponde a "- . -" (linea-punto-linea): secondo il Codice Internazionale dei Segnali quando la bandiera K viene alzata isolata significa "desidero comunicare con voi". Ketch: 1) barca a vela munita di due
alberi, di cui quello più a pruavia (l'albero di maestra) è più alto
dell'altro (albero di mezzana): quest'ultimo è comunque posizionato
davanti all'asse del timone, altrimenti la barca prenderebbe il nome di
yawl, in cui la randa di mezzana è utilizzata più come organo direzionale
("timone a vento") che come propulsore. 2) Nave a due alberi usata
per la guerra, da corsa o diporto. |
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Lettera
L L: La bandiera da segnali corrispondente a questa lettera significa sul Codice internazionale"Fermatevi, ho bisogno di comunicarvi". Lacia: Erba con cui si avvelenano le acque, dove si vuol pescare. Lay line: è la linea
ideale, che delimita il campo di regata conveniente per arrivare alla boa
rispetto al vento, oltre il quale è sconveniente
andare. Lanata: Grossolano pennello formato da un bastone guarnito a un capo con pelle di capra, che serve per applicare alla carena la miscela di pece e catrame per il calafataggio. Lancia: imbarcazione a remi tenuta a bordo delle navi per il salvataggio o gli spostamenti dell'equipaggio. Lanciasagole: Piccolo cannone con sistemazione fissa che, per mezzo di una debole carica, può lanciare un proiettile leggero, cui è legata una cordicella (sagola), che viene usato per operazioni di rimorchio o di salvataggio. Landa, Landra: grossa spranga metallica attraverso la quale ogni sartia è collegata allo scafo. Lapazza: grossa
tavola longitudinalmente incavata usata per riparazioni temporanee di un
albero o di un pennone, cui veniva fissata con molte legature dette
inghinature. Rinforzo che si applica a un pennone, a un'antenna, a un albero, per evitarne la rottura o per ripararla in modo
provvisorio. Le lapazze sono generalmente costituite da lunghi pezzi di
legno sagomati o da lamiere di ferro, inchiodati o imperniati e assicurati
con forti legature in cavo o con collari di ferro. Le lapazze possono
essere costituite anche con aste, barre d'argano, ceppi di legno di
ancore, ecc. Lapidaria: Chiatta romana per trasporto. Lascare: diminuire la tensione su una cima;
contrario di cazzare; mollare una cima e
aprire le vele per una andatura di poppa, l'operazione indica il
togliere tutta la tensione sulla cima. Latitudini dei cavalli: dall’inglese “Horse Latitudes” per indicare due zone, intorno ai 30° N e ai 30° S dove dominano le bonacce o le brezze leggere. Lavarello: (o gatta) area prodiera del ponte di coperta delimitata da una mastra posta trasversalmente affinchè l’acqua penetrata dagli occhi di cubia non scorra lungo le impavesate, ma fuoriesca da due ombrinali posti subito prima di essa. Lazy
bag:
con il termine inglese lazy bag si definisce quella sorta di
sacco-raccoglitore di tela,
chiudibile, disposto lungo il boma e destinato ad accogliere e proteggere la
randa. Legnuolo: L'insieme, nei cavi vegetali, di più filacce avvolte a spirale con torsione in senso contrario a quella delle filacce stesse. Con la commettitura dei legnuoli, torti nello stesso senso delle filacce, si formano i cavi. Lentìa: nome specifico del doppino un tempo
usato per imbarcare o sbarcare le botti e gli altri carichi che potessero
essere rotolati su un piano inclinato. Levante: vento proveniente da Est. Level class: classe di barche aventi tutte il medesimo rating; in competizione l'ordine di classifica è stabilito dagli arrivi in tempo reale. Lezzino: piccolo cavo utilizzato per legature. Libeccio: vento di direzione SW, quasi sempre violento con intensità superiore anche ai 40 nodi; solleva molto mare specie nei bacini occidentali italiani risultando tra i più pericolosi per la navigazione da diporto in quanto è spesso seguito da una perturbazione. Life line: letteralmente linea della vita, è una cima distesa in coperta e saldamente fissata a prua e a poppa, a cui agganciare il moschettone della cintura di sicurezza durante manovre con cattivo tempo. Lightning: imbarcazione monotipo a deriva mobile progettata nel 1939 da Olin Stephens: misura m. 5,79xm. 1,99 con uno spinnaker di mq 16,36; l'equipaggio è formato da tre persone. Lima: termine che rappresenta la L nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. Linea: (di) è sinonimo generico di nave da guerra o più specificamente da battaglia. Il nome deriva dalla formazione lineare che le antiche navi assumevano accingendosi al combattimento. Linea di fede: tacca o segnale sulla bussola che indica l'asse longitudinale dello yacht, cioè la direzione di avanzamento; serve per leggere sulla rosa della bussola i gradi della rotta rispetto al Nord magnetico. Linea di galleggiamento: è la linea di separazione tra la parte di scafo immerso (opera viva) e quello emerso (opera morta): normalmente viene disegnata alcuni centimetri sopra quella reale per potere facilmente osservare l'assetto longitudinale della barca. Linea di posizione: è quella di cui un punto dovrebbe rappresentare la posizione della nave. Linea Summer: una linea di posizione determinata con un metodo di osservazione dovuto al capitano americano del sec. XIX Thomas H. Summer. Linee d'acqua: Nella rappresentazione grafica dì un piano di costruzione di una barca, le linee d'acqua sono quelle curve che concorrono a definire la carena. Si ottengono sezionando lo scafo a fette, in vista orizzontale, secondo i piani paralleli al galleggiamento. Per linea al galleggiamento si intende la più alta delle linee d'acqua. Listello: definizione modellistica che
indica una striscia di legno necessaria per fasciare lo
scafo. Livarda: Asta diagonale che
sostiene l’angolo superiore poppiero delle vele a tarchia; è più usato il
sinonimo struzza. Log: la
parola inglese log ha praticamente sostituito l’equivalente italiano di solcometro, lo
strumento che serve a misurare le miglia percorse e la velocità
della barca, viene correntemente chiamato con questo termine anche
il misuratore di velocità, ma il termine italiano corretto sarebbe
tachimetro. Vedi contamiglia. Luce di fonda: luce visibile in tutto l'arco dell'orizzonte, che viene fissata sullo strallo di prua o in testa d'albero di una barca ancorata in rada. Luci di navigazione: luci di colore diverso poste in maniera di poter rilevare l'imbarcazione di notte e di conoscerne la direzione. Luci laterali di via: fanno parte delle luci di navigazione; a sinistra il rosso e a dritta il verde. Sono visibili dalla prora per 112°30', e cioè fino a 22°30' a poppavia del traverso. Un fanale a poppa, a luce bianca, è posto in corrispondenza dell'asse longitudinale ed ha un settore di visibilità di 135°(coronamento). Luffing match: manovra nella quale la barca
più sottovento cerca di stringere la bolina in modo da costringere le
barche più sopravvento alla stessa operazione, perchè se la loro
efficienza di bolina stretta è inferiore perderanno rapidamente
terreno. |
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Lettera
M M: Bandiera da segnali di forma rettangolare turchina con due strisce bianche diagonali a guisa di croce di S. Andra. Se alzata isolatamente, nel Codice internazionale dei segnali significa : Ho a bordo un medico. Macaisa: Albero delle Filippine, atto a fornire legno leggerissimo per piccole imbarcazioni. Maccaja: In genovese, vuol dire tempo umido. Maccheria: Calma di mare senza moto, quando il cielo è nuvoloso. Madia: Cassa traforata per far scolare il catrame soverchio delle corde incatramate. Madiere:
Nelle navi di legno,
pezzo centrale delle ossature del primo ordine, che appoggia direttamente
sulla chiglia fra gli staminali dei due lati., più
robusto degli altri scalmi. In corrispondenza al madiere si
trovano nel secondo ordine i due ginocchi. Nelle navi in ferro le ossature sono rinforzate nella
parte più bassa al fondo della nave generalmente per mezzo di una
lamiera madiera. I madieri resistono agli sforzi dovuti ai pesi che
gravano sui ponti e sulle murate e tendono a deformare il fondo verso l'alto. Macinacaffè: verricello cazzascotte di
notevole potenza che viene azionato ruotando due leve a manovella; viene
montato sul ponte in posizione centrale. Maglio: Martello di legno del calafato per affondare il maguglio. Magnetica declinazione: angolo esistente tra il Nord geografico (o Nord vero) e il Nord magnetico. La differenza fra la direzione del meridiano magnetico e quella del meridiano geografico in qualsiasi punto della superficie terrestre (si rappresenta con il simbolo d). Maguglio: Cavastoppa, becco corvino. Majaqua: Albero di Cuba, la cui corteccia dà fibre usate per la preparazione di corde resistenti alla siccità e all'umidità. Manajo: Albero delle Filippine che dà un legno usato per foderare le imbarcazioni. Mancina: Macchina per sollevare grossi pesi da imbarcare o sbarcare, agendo in posizione laterale rispetto alla loro verticale, costituita essenzialmente da una struttura metallica (talvolta anche in legno) inclinata e sporgente per il necessario sbraccio, alla cui estremità superiore c'è un grosso paranco in cavo o in catena, i cui tiranti, mediante rinvii, sono azionati da argani o verricelli. Il sollevamento dei pesi in talune mancine si effettua per mezzo di un cilindro idraulico, situato all'estremità superiore invece del paranco, La mancina può essere girevole intorno al proprio asse verticale, e l'inclinazione della struttura può essere variabile per regolare lo sbraccio. Mandola: Bozzelletto sprovvisto di puleggia atto a guidare le manovre minori (da "mandorla", per somiglianza). Mandorletta e Collare: particolare legame, nodo e collare posto nella cima di uno strallo legato all’albero di trinchetto. Questo cavo è collegato al bompresso. Mandracchio (mandracchio): Darsena, dove si ormeggiano i piccoli bastimenti. Termine registrato fin dal sec. XVI. Manica a vento: apparato di aerazione dei
locali sottocoperta, un tempo costituito da un tubo conico di tela,
sospeso verticalmente e munito di un imboccatura, che era disposta verso
la direzione del vento. Maniglione: 1) Maniglia più grande delle altre, che unisce la prima lunghezza di catena all'ancora. Un altro maniglione assicura la cima posteriore della catena all'apparecchio a scocco situato nel pozzo. 2) nel linguaggio marinaresco denominazione generica di ogni anello metallico apribile con la rimozione del perno passante nelle sue estremità appositamente rinforzate e forate. Mano di grasso: detta anche "mezza mano"
perchè si riferisce alla parte più concava della randa, subito in
prossimità del boma; prendere la mano di grasso significa togliere
dall'area esposta al vento la parte più grassa, ovvero smagrire la
randa.
Manovre dormienti: l'insieme dei cavi (fissi e in tensione) che sorreggono
l'albero (drizze, stralli, paterazzi). Mare: il vento provoca il moto ondoso; le
onde sollevate dal vento sul posto sono chiamate <onde vive > ed il
tratto di mare sul quale questo vento soffia è chiamato < mare vivo
>. Di questo esiste una scala descrittiva, con delle cifre che ne
indicano la forza: da 0, mare calmo, a 9, tempestoso, ed altre che danno
la relativa altezza delle onde in metri (da 0 a 14 m). Una volta formate,
le onde escono dalla zona d'influenza del vento che le ha provocate e
diventano per solito lisce e lunghe; il tratto di mare in cui si muovono
si chiama < mare morto > o più comunemente < mare lungo >.
Anche di questo mare esiste una tabella descrittiva. Quando sulla stessa
zona si abbiano onde vive e morte provenienti da direzioni diverse si
forma il cosidetto < mare incrociato >. Maree quadrature: di minore ampiezza delle sizigie, si formano due giorni dopo il primo e l'ultimo quarto lunare. Maree sizigie: dette anche sizigiali; sono
quelle che portano le acque al più alto livello di flusso ed al più basso
di riflusso. Maschio: l'estremità inferiore di un
albero. Massa d'aria: porzione dell'atmosfera che
con caratteristiche e proprietà fisiche quasi uniformi si estende su una
zona della superficie terrestre di grande ampiezza (migliaia di Km²). Max
Prop / J-Prop: i
termini J-Prop e Max Prop si riferiscono a due particolari tipi di
eliche prodotte
rispettivamente dalla Marine
Propellere e dalla Max Prop
Propeller. In linea generale la particolarità di queste eliche, sta
nel fatto che consentono la possibilità di regolare facilmente il passo, modificando l’inclinazione delle pale, e
consentono di ottimizzarne la resa.
Il disegno delle pale, che nei vari modelli possono anche mettersi automaticamente “a bandiera”
durante la navigazione a vela, è
studiato in modo tale da
offrire bassa resistenza all’avanzamento.
1. meteore aeree, se interessano l’aria e i suoi movimenti (venti, trombe d’aria, etc.); 2. meteore acquee, se interessano l’acqua nei suoi vari stati fisici (nebbie, nubi, pioggia, grandine, neve.); 3. Meteore luminose, se interessano fenomeni legati a particolari effetti della luce (arcobaleno, miraggi, etc.); 4. meteore elettriche, se legate alla manifestazione di fenomeni elettrici (lampi, aurore, tramonti, albe, etc.); 5. meteore sonore, se si manifestano con la generazione di suoni (tuoni); 6. meteore astronomiche, se interessano i corpi celesti (aloni, code delle comete, stelle cadenti, etc.).
Mettere
a collo: (vedi accollo). Mettere in croce: bracciare i pennoni, in modo che assumano un orientamento in direzione perpendicolare alla chiglia. Mezza
mano: vedi mano di grasso. Mezzomarinaio:
il
mezzomarinaio è l’attrezzo costituito da un asta di legno o alluminio,
alla cui estremità è sistemato un gancio semplice o doppio, che viene
usato per accostare o per scostarsi da una banchina o da un altro
galleggiante. Il termine deriva dal fatto che, in passato, il compito di
usare questo attrezzo era normalmente affidato ai marinai più giovani.
Viene anche detto alighiero, anghiere o gancio d’accosto.
Miglio:
il termine miglio indica l’unità di misura delle distanze in mare,
il m. m. è la distanza equivalente a un primo di latitudine, cioè 1 miglio
-1851,8 metri (il miglio terrestre è invece 0,869 miglia marine, cioè
1,609 chilometri).
. Tale unità di misura viene definita, tenendo conto della forma
ellissoidica della Terra, come la lunghezza di un primo di ellisse
meridiana alla latitudine di 45°. A tale latitudine un primo d’ellisse
meridiana misura esattamente 1.852 metri. Sulla stessa ellisse, all’
equatore (latitudine 0°) avremmo ottenuto 1.843 metri, mentre, in
corrispondenza dei poli (latitudine 90° ), il suo valore è di 1.862
m. Millibar:
il millibar è l’unità di misura della pressione atmosferica
equivalente a 1000 dine per cmq.,
o meglio lo era fino a quando non è stata sostituita dall’ectopascal. Il
millibar rappresenta la pressione esercitata da una colonna di mercurio
alta 760 millimetri che agisce sulla superficie di un centimetro quadrato.
Il millibar corrisponde esattamente all’ectopascal, perciò una pressione
atmosferica di 1.050 mb è uguale a 1.050 hPa. Monossilo: barca scavata d'un solo tronco d'albero. Monotipo: serie di imbarcazioni identiche
per misure e disegno le quali possono competere in regata senza la
necessità di ricorrere ai tempi compensati. Morsello:
morsello o muscello
è una specie di treccia, che veniva eseguita a bordo
legando assieme filacce di vecchi
cavi e che veniva utilizzata per eseguire
legature. Mostacci:
mostacci o mustacchi,
è il nome che si da alle manovre che vengono fissate
al bompresso, che, partendo dalla sua
estremità, fanno testa a dritta e a sinistra, sui masconi, allo scopo di tenere salda questa asta. Sono più
conosciuti con il nome di venti. Mulinello:
sono chiamati
mulinelli quei congegni realizzati
dall'unione, mediante un perno, di
due pezzi, ciascuno dei quali è
libero di ruotare attorno al
perno, indipendentemente
dall'altro. Sono frequenti nell'attrezzatura di bordo e vengono applicati a grilli, bozzelli, maglie delle
ancore,
etc. |
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Lettera
N N: Nome di una bandiera da segnali. Se alzata isolatamente nel Codice internazionale dei segnali significa : No. Nadir: punto
immaginario posto sulla verticale passante per l'osservatore, direttamente
sotto i suoi piedi; il suo opposto è lo zenit. Natta: Stuoia fatta di canne o specie di copertoio fatto di canne spaccate e intrecciate le une con le altre, o di scorze d'alberi di cui servonsi nelle navi per guarnire o foderare il posto dove stanno il biscotto, le vele, la stiva, quando è piena di grani, per difenderli dall'umido. Anche canniccio. Naufragare:
significa
che una nave o un galleggiante in genere si è persa in mare colando a picco, andando a fondo.
Navalestro: 1) Colui che per mercede fa attraversare i fiumi sopra una grossa barca detta Nave. 2) Colui che naviga su per i fiumi di poco fondo, non usando remi per muovere la barca, ma puntando al fondo con una lunga pertica, e così spingendo la barca innanzi. Nave: La nave è una
costruzione galleggiante di
grandi dimensioni, dotata di mezzi
propri di propulsione,
attrezzata allo scopo di
trasportare merci e persone
in viaggi più o meno lunghi.
Per tale motivo possiede attrezzature e dotazioni particolari, che
consentono la vita a bordo per
periodi lunghi. Le navi
possono essere classificate:
secondo il mezzo propulsivo
(vela, meccanica, mista); secondo l'uso cui sono destinate (difesa
dello stato, mercantili, pesca,
diporto, ricerca scientifica, ausilio); secondo la navigazione esercitata (Lungo Corso,
Gran cabotaggio, Piccolo cabotaggio, Navigazione costiera, Navigazione
locale, Navigazione interna). Per la
nautica da diporto la nave è l'unità a vela o a motore di lunghezza superiore a 24 metri. Il termine
nave designa anche un tipo di
bastimento a vela, armato con tre alberi (Trinchetto, Maestra e Mezzana), attrezzati con
vele quadre e vele di strallo. A prua
porta il bompresso con
fiocchi. Nave a Palo: è un veliero di grandi dimensioni, armato con tre alberi attrezzati tutti con vele quadre e vele di strallo. Un palo, situato a poppavia dell'albero di mezzana e armato con randa aurica e controranda e, a prua, il bompresso con fiocchi.- Alberatura di una nave a palo. A. Albero di trinchetto; B. Albero di maestra; C. Albero di mezzana; D. Palo; 1. Bompresso; 2. Fuso maggiore di trinchetto; 3. Fuso maggiore di maestra; 4. Fuso maggiore di mezzana; 5. Fuso maggiore del palo; 6. Albero di parrocchetto; 7. Albero di gabbia; 8. Albero di contromezzana; 9. Alberetto; 10. Alberetto di trinchetto; 11. Alberetto di maestra; 12. Alberetto di mezzana; 13. Pennone di trinchetto; 14. Pennone di parrocchetto fisso; 15. Pennone di parrocchetto volante; 16. Pennone di velaccino fisso; 17. Pennone di velaccino volante; 18. Pennone di controvelaccino; 19. Pennone di maestra; 20. Pennone di gabbia fissa; 21. Pennone di gabbia volante; 22. Pennone di velaccio fisso; 23. Pennone di velacio volante; 24. Pennone di controvelaccio; 25. Pennone di mezzana; 26. Pennone di contromezzana fissa; 27. Pennone di contromezzana volante; 28. Pennone di belvedere fisso; 29. Pennone di belvedere volante; 30. Pennone di controbelvedere; 31. Boma della randa del palo; 32. Picco della randa inferiore; 33. Picco della randa superiore. Nave a Goletta: la nave goletta è un bastimento a vela armato con tre alberi, dei quali quello prodiero (trinchetto) attrezzato con vele quadre e gli altri due (maestra e mezzana) armati con randa aurica e controranda. A prua porta il bompresso con fiocchi. Nave a tre alberi: nave “ attrezzata a nave”, cioè con tre alberi a vele quadre (più il bompresso sul quale si bordano i fiocchi, e, quasi sempre, una randa di poppa all’albero di mezzana, spesso priva del suo trevo ma, per il resto, con le sue normali vele quadre, cioè contromezzana, belvedere e controbelvedere). Navicello: veliero a due alberi, dei
quali il primo, molto inclinato a prua, con una vela trapezoidale bordata
in testa all'albero di maestra, che ha vela latina o aurica. Aveva anche
un asta per il polaccone. Navigazione costiera: quella che si compie in vista di costa, in cui la posizione della nave e i problemi relativi alla navigazione costiera vengono risolti con osservazioni di punti a terra. Navigazione Satellitare:
concepita alla fine degli anni Cinquanta a seguito dei primi lanci di
satelliti artificiali, è stata perfezionata nel tempo fino alla
realizzazione, negli anni ottanta, di un sistema in grado di fornire su
tutto il pianeta , in ogni momento , precisioni di qualche decina di
metri: il GPS (Global
Positioning System). Navigazione
stimata: metodo di navigazione con il quale il punto nave è
determinato dalla velocità, al tempo trascorso e dalla rota seguita, a
partire da una posizione nota. Nembaizza: (venez.)Cielo che minaccia tempesta. Nembo: Massa di forte spessore di nuvole oscure, senza forma definita, a margini frastagliati e dalla quale cadono generalmente pioggia o neve persistente. Talora il nembo si squarcia in brandelli che possono rimanere anche sotto il nembo principale. Secondo una convenzione internazionale, i nembi vengono classificati fra le nuvole cella zona inferiore dell'atmosfera, aventi cioè un'altezza inferiore ai 2000 metri. Nembostrato: nube di pioggia molto scura e
con margini frastagliati che si trova a circa 1500-2200 metri di altezza;
nella parte inferiore, dove cade una pioggia continua, appare
sfrangiata. Noce: 1) legno compatto e robusto in tonalità che variano dal marrone chiaro al marrone scuro. Utile al modellista per realizzare il fasciame (in listelli) e i ponti (in Tavolette) o per i tondini degli alberi. 2) Rigonfiamento a forma di noce della parte superiore degli alberi di legno, immediatamente al di sotto del colombiere e delle estremità dei pennoni in legno, in prossimità delle varee, derivante dal maggior diametro che si dà alle parti stesse in relazione allo sforzo che sono destinate a sopportare. No Cure No Pay: (ingl.) "Nessuna assistenza, nessun pagamento". Denominazione di una convenzione divenuta di uso generale, in base alla quale l'impresa di salvataggio si obbliga di fare tutti gli sforzi possibili per salvare la nave e il carico, provvedendo a suo proprio rischio quanto occorre alle relative operazioni a avendo diritto alla retribuzione stabilita nel solo caso di utile risultato dei suoi servigi. Se l'esito del salvataggio è solo parzialmente favorevole, e non è imputabile all'impresa alcuna negligenza o mancanza di ordinaria utilità, è dovuto un ragionevole compenso, non superiore a una determinata percentuale delle cose salvate. Nodo: 1). intreccio tra uno o più cavi in modo da ottenere delle legature; 2). unità di misura che indica la velocità di un'imbarcazione corrispondente ad un miglio marino, ovvero a 1852 metri. Un nodo è un miglio all'ora. Nominativo: iI nominativo o indicativo di chiamata è la sigla internazionale, composta da quattro lettere dell'alfabeto, assegnata a una stazione di nave o di imbarcazione munite di impianto radio. Per l'Italia sono riservate le lettere comprese tra "IAAA" e "IZZZ". Nominativo internazionale: gruppo di quattro lettere dell'alfabeto che identificano un'imbarcazione. Nonio: il nonio è il particolare dispositivo che consente di leggere i sottomultipli della divisione della scala di uno strumento. Il nonio è presente anche nel sestante e consente di valutare il numero dei primi nel caso in cui la lettura non coincida esattamente con un valore intero di gradi. È detto anche "verniero" in onore di Pierre Vernier, che perfezionò il dispositivo. Nord: uno dei quattro punti cardinali, indicato con la lettera N, che corrisponde al “settentrione” o "Tramontana". Direzione coincidente con lo 0° e i 360° della rosa dei venti e dista circa un grado dalla direzione indicata in ciclo dalla stella Polare. Nord magnetico: polo del campo magnetico terrestre verso il quale si dirige l'ago della bussola magnetica. Norvegese: (poppa alla...) - La poppa alla norvegese è quel particolare tipo di poppa che termina aguzza o leggermente tondeggiante, senza specchio. Questo tipo di poppa è utilizzata soprattutto dalle imbarcazioni nordiche. Nostromo: primo coadiutore del nocchiere, dirigeva l'esecuzione delle manovre disposte da lui o dal comandante. Il nostromo è il marinaio più esperto e più anziano a bordo, l'anello di congiunzione tra i marinai e gli ufficiali. A lui è affidata tutta l'attrezzatura marinaresca di bordo. Sui velieri francesi era chiamato il "maestro". L'etimologia fa derivare il termine dalle parole spagnole nuestro, con significato di "nostro", e da amo, con significato di "padrone"; il dialetto genovese ha poi trasformato amo in "omu", modificando padrone in "uomo". In passato era preposto alla gestione delle attrezzature veliche della nave e, quindi, era colui che più degli altri doveva impartire ordini ai subordinati. Usava pertanto lo strumento noto come "fischio del nostromo". Noto: Noto è il nome antico attribuito a un vento che spira da Sud, corrispondente all'attuale Ostro o Mezzogiorno. È un vento caldo e umido. Notturlabio:
antico strumento per la navigazione, descritto per la prima volta nel 1581,
impiegato per determinare l’ora di notte e per ottenere le correzioni da
apportare all’altezza della stella Polare, al fine di ottenere la
latitudine osservando la posizione delle “Guardie”, ovvero stelle
dell’Orsa Minore o dell’Orsa Maggiore, rispetto alla
Polare. Nube: La nube è il fenomeno meteorologico
causato dalla presenza di particelle d'acqua, allo stato liquido o solido,
presenti in una massa d'aria satura di vapore. Queste nubi possono essere
a temperature positive e in tal caso sono costituite esclusivamente da
goccioline d'acqua; se, invece la loro temperatura è negativa, le nubi
possono essere formate da acqua sopraffusa, da neve e anche da minuscoli
cristalli di ghiaccio. Le nubi hanno spesso un grande sviluppo verticale e
all'interno delle stesse la temperatura potrà variare di parecchie decine
di gradi, pertanto, all'interno della stessa nuvola l'acqua può trovarsi
in diverse forme: con temperature comprese tra 0° C e - 40° C saranno
presenti sia le goccioline d'acqua che i cristalli di ghiaccio, mentre, a
temperature inferiori a -40° C sarà presente esclusivamente in forma di
cristalli di ghiaccio. Nubi alte (oltre i 6 km)
Nubi medie (tra i 2 e i 6 Km)
Nubi basse (dal livello del mare a 2 Km)
Nubi ad elevato sviluppo verticale (da pochi metri a 18 Km)
Sulle carte sinottiche queste nubi sono spesso rappresentate con il loro simboli. Nuoto: per nuoto si intende l'insieme dei movimenti che consentono all'uomo e, più genericamente, agli animali, di stare e di spostarsi nell'acqua (in superficie o in immersione). Il nuoto, oltre che essere praticato per attività sportive e ricreative, è un requisito essenziale per chi decide di esercitare la propria attività navigando a bordo delle navi. Per ottenere l'iscrizione nella gente di mare è, infatti, necessario superare una prova pratica di nuoto e di voga. È pur vero che anche qualcuno dei grandi navigatori e comandanti di bastimenti a vela non conoscesse la pratica del nuoto, fra questi il capitano Joshua Slocum, che, per primo, dopo aver abbandonato il lavoro di comandante mercantile, affrontò la navigazione in solitario attorno al mondo. Slocum così racconta nel suo libro Solo, intorno al mondo: "Afferrai la falchetta e tenni duro mentre la barca si girava a fondo in su, perché mi ero improvvisamente ricordato di non saper nuotare". Nuvola: nuvola è sinonimo di nube. Con il primo termine viene generalmente e comunemente indicato quanto descritto alla voce "nube". Nuvoloso: nuvoloso è l'aggettivo attribuito al cielo e al tempo, per indicare che è caratterizzato dalla presenza di nuvole. In meteorologia la nuvolosità, che rappresenta la copertura del cielo, viene espressa in ottavi; indicando con otto ottavi la totale copertura del cielo e con zero ottavi l'assenza totale di nubi. Tutte le altre frazioni, da un ottavo a sette ottavi, rappresentano, in via crescente, la maggior copertura del cielo.
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Lettera
O O: Nome di una bandiera della serie dei segnali del Codice Internazionale. E' di forma rettangolare, suddivisa per diagonale in due triangoli rettangolari, quello inferiore e adiacente all'inferitura giallo, quello superiore rosso. Significa: Uomo in mare. Obiettivo: l'obiettivo (più raramente, ma egualmente corretto, è il termine "obbiettivo") qui è inteso come il sistema ottico che, in uno strumento, viene rivolto verso l'oggetto che si osserva, ponendo l'occhio davanti a un altro sistema, diametralmente opposto, detto oculare. Talvolta l'obiettivo e l'oculare sono sistemi complessi costituiti da prismi ottici o da lenti, altre volte, come ad esempio accade in alcuni strumenti nautici, oculare e obiettivo sono costituiti semplicemente da due traguardi. Oblò: il termine oblò deriva dal francese ("hublot") e designa l'apertura rettangolare, quadrata, ma più spesso circolare, che praticata a murata e sulle sovrastrutture, da luce e aria agli ambienti interni. Gli oblò presentano un controtelaio e un telaio di ottone o alluminio che contiene un cristallo a forte spessore (portellino); tale cristallo è protetto da un controportellino metallico a tenuta stagna chiudibile con alcuni tiranti filettati, provvisti di maniglia a vite. Oceanico: Oceanico è l'aggettivo che indica tutto quanto si riferisce all'oceano; si hanno così, per esempio, i rimorchiatori oceanici, i pescherecci oceanici, i navigatori oceanici, la fauna oceanica, etc. Oceano: Oceano è il nome attribuito alla enorme distesa d'acqua salata che ricopre per circa il 71 per cento l'intera superficie terrestre. La formazione degli oceani è attribuita alla teoria della deriva dei continenti. Gli oceani sono tre, Atlantico, Pacifico e Indiano. Il primo è delimitato dalle due Americhe a Ovest e dall'Europa e Africa a Est; il secondo è situato tra le due Americhe e l'Australia, mentre l'ultimo si trova tra la costa orientale dell'Africa e l'Australia. Oceanografia: l'oceanografia è la scienza che studia le leggi che regolano i fenomeni che si verificano negli oceani, in particolare i movimenti, i componenti e le proprietà fisiche e chimiche delle acque marine e i rapporti che queste hanno sull'ambiente circostante e gli esseri viventi. Occidentale: occidentale è tutto quanto è situato a Ovest della direzione cardinale Nord, cioè tutto quanto si trova a sinistra di chi guardi verso la direzione del Polo Nord. Occidente: occidente è il sinonimo di Ovest, la direzione diametralmente opposta all'Oriente. Nel linguaggio marinaresco si preferiscono i due termini Ponente e Levante per indicare le direzioni Ovest ed Est; con questi ultimi due nomi sono pure chiamati i venti che spirano da queste direzioni. Occhiaia: Il luogo dove stanno gli occhi e gli occhielli delle gomene, delle pulegge, dei terzaruoli e simili. Occhiello: foro sulla vela, rinforzato lungo i bordi con un anello di metallo o plastica; serve a permettere il passaggio delle borose o dei matafioni: è detto anche brancarella. Occhiellaio: Maestro velaio che pratica gli occhielli alle vele. Occhio: La parola occhio nella terminologia marinaresca è assai comune e indica, in senso generale, un'apertura di forma circolare o un anello chiuso eseguito con cavo o tondino d'acciaio. Largamente conosciuto il termine "occhio di cubia" per indicare le aperture ricavate nei masconi di navi e imbarcazioni e destinate al passaggio del fuso dell'ancora e della catena. Vengono detti occhi anche gli anelli terminali dei ganci, ai quali viene assicurato il grillo. Occhio di cubia: foro aperto a prua della nave per far passare i cavi e le catene delle ancore. Occlusione: l'occlusione è
dovuta alle diverse velocità con le quali si muovono un fronte caldo e un
fronte freddo. Questo ultimo è più veloce del fronte caldo e, con il
trascorrere del tempo, finirà per raggiungerlo, costringendo l'aria calda
che si trova tra i due fronti a sollevarsi. Oculare: l'oculare è la lente o il complesso di lenti che fanno parte di uno strumento ottico verso cui si porta l'occhio dell'osservatore e attraverso il quale si osserva l'immagine dell'oggetto posto davanti all'obiettivo. Binocoli, sestante, cerchio azimutale sono dotati di oculare e di obiettivo. Odometro marino: Solcometro. Ofiuco: il nome Ofiuco appartiene alla costellazione che si considera rappresenti il dio della medicina, Esculapio (o Asclepio). Posta tra le costellazioni di Èrcole e dello Scorpione, dalla parte occidentale della Via Lattea. La costellazione viene immaginata divisa in tre parti, la prima, rivolta a Ovest, rappresentante la testa del serpente, la seconda, posta al centro, che rappresenta il portatore di serpenti, mentre a Est è la parte che raffigura la coda del serpente. La stella principale di questa costellazione è Ras Alhague, una stella rossa brillante; altre stelle sono Kelb Alrai e Sabik. Off-Shore: vedi altura. Ogiva: ogiva è la parte terminale dei proiettili delle armi da fuoco, così chiamata per la sua similitudine con la forma dell'arco a ogiva tipico delle volte dell'arte gotica. Il termine nella nautica è riferito alla parte terminale di alcuni mozzi delle eliche, generalmente costituiti da anodi sacrificali. Olona: olona è il nome che viene attribuito alla tela particolarmente robusta e impermeabile, con la quale, anticamente, si confezionavano le vele. Ombrinale: il termine ombrinale deriva dal greco "Ombros" significa "pioggia". Sono così chiamati quei fori, praticati sul ponte, per scaricare in mare le acque eventualmente raccolte in coperta (pioggia, colpi di mare, etc.), anche apertura sul fondo del pozzetto direttamente collegata a mare, per permettere lo svuotamento dell'acqua eventualmente entrata. E' dotato, come tutti gli scarichi a mare, di una valvola che impedisce all'acqua di entrare nello scafo. Omega: L'Omega è un sistema di radionavigazione basato sulla misura indiretta della differenza di fase tra segnali radiotelegrafici trasmessi da tre stazioni costiere e ricevuti da apparecchi posti a bordo delle navi. Questo tipo di navigazione viene pure detta iperbolica perché i luoghi di posizione, che derivano dalle misure, sono iperboli. Le stazioni trasmittenti sono otto e hanno copertura globale. Onda: l'onda, in
oceanografia, è quel movimento della superficie marina generato
dall'azione del vento o dall'effetto delle maree. Altre cause di moto
ondoso sono da addebitarsi a movimenti sismici sottomarini. Il moto ondoso
può essere anche locale e limitato nel tempo quando è causato dal
passaggio di una nave. Nell'onda si distinguono: Onda di prua: quella sollevata a prua dalla nave, nel suo avanzare. One-Off: termine inglese per
indicare un prototipo di imbarcazione. per lo più da
regata. Opera viva: parte dello scafo al di sotto della linea di galleggiamento. Opposizione: Posizione di due astri rispetto alla terra allorché le loro longitudini geocentriche e le loro ascensioni rette differiscono di 180 gradi o di 12 ore, in modo cioè che rimangono da parti opposte. La Luna è in opposizione col Sole al plenilunio. Passano in opposizione col Sole i pianeti maggiori esterni e gli asteroidi (orbita esterna a quella della Terra). Optimist: imbarcazione a deriva mobile con scafo a spigolo e fondo piatto progettata nel 1954 da Clark Mills; misura m. 2,30x1,13 ed ha una superficie velica di mq 3,25; è utilizzata nelle scuole di vela di tutto il mondo per insegnare i primi rudimenti velici ai bambini. Ora: è definita ora la ventiquattresima parte del giorno. Viene considerata anche come la ventiquattresima parte della circonferenza descritta dal moto apparente del Sole, attorno alla Terra. In astronomia sono considerate diverse ore (chiamate comunemente tempi) a seconda che si consideri l’intervallo di due passaggi in meridiano consecutivi del centro del Sole (ora o tempo vero), del punto equinoziale di primavera (ora o tempo siderale), del Sole medio ( un astro immaginario che compie il suo moto apparente attorno all’equatore, con moto uniforme), che fornisce il tempo o ora media. La diversa classificazione di questi tempi è indispensabile per la pratica della navigazione astronomica. Esiste anche: - l’ora di Greenwich, che corrisponde all’ora del fuso orario di Greenwich adottato ( la Terra è stata suddivisa in 24 fusi orari, ciascuno ampio 15 gradi e numerati, a partire dal fuso centrale di Greenwich, da 0 a 24); - l’ora solare, che rappresenta l’ora legale aumentata di un ora per poter usufruire, nella giornata, per un certo periodo dell’anno, di una maggiore porzione di luce; - l’ora dell’aòlta e della bassa marea, che corrispondono all’ora dell’istante medio fra la fine del flusso ( movimento ascendente dell’acqua) e l’inizio del riflusso (movimento discendente dell’acqua) e viceversa. Orario: in astronomia l’orario rappresenta il luogo dei punti che sulla sfera celeste, hanno lo stesso angolo orario. Quest’ultimo è l’arco di Equatore celeste compreso tra il mezzocielo superiore ( il punto in cui la parte del meridiano celeste dell’osservatore, che contiene lo zenit e il polo celeste dell’osservatore, taglia l’equatore celestre) e il piede dell’astro. Si conta, in senso orario (per un osservatore che guardi l’Equatore celeste dal polo celeste Nord) a partire dal mezzocielo superiore. Orbo: 1) Del gavitello che non galleggia e sta sott'acqua. 2) Ancora orba: ancora che ha una sola marra, e invece dell'altro braccio che potrebbe offendere il fondo del bastimento nei mari o nei porti di poca altezza d'acqua, ha un anello. ORC: Offshore Racing Council: è l'organismo
internazionale che si occupa delle Classi IOR e delle regate
d'altura. Orcipoggia: Paranco che in alcuni bastimenti a vela trovavasi tra orza e poggia, secondo il bisogno, faceva il servizio or di orza or di poggia. Ordinata: elemento della struttura trasversale dello scafo che dalla chiglia raggiungeva i dormienti. Le ordinate, numerosissime, erano costituite da vari pezzi denominati staminali, scalmi e scalmotti. Ordito: insieme
di fili tenuti tra loro paralleli sui quali viene intrecciato avanti e
indietro un altro filo (la trama) fino a formare un
tessuto. Orecchino: Bozzello pendente da un'asta o da un pennone o da un albero. Orecchioni: Le due brevi sporgenze cilindriche laterali, con cui le bocche da fuoco si appoggiano sui loro affusti e intorno alle quali si compiono i loro movimenti di elevazione. Negli affusti a culla gli orecchioni fanno parte di questa e non del cannone. Orizzonte: apparente, il piano
perpendicolare alla verticale, passante per l'occhio dell'osservatore.
Astronomico o vero: il piano perpendicolare alla verticale
dell'osservatore, che passa per il centro della terra.
Marino: quello visto dall'osservatore in mare, depresso a
causa della rifrazione. Ormeggio: con il termine
ormeggio si intende il modo di assicurare lo scafo alla terraferma. Con lo
stesso termine sono indicati in generale i cavi utilizzati per ormeggiare
uno scafo. Generalmente queste cime di ormeggio sono quattro e si
distinguono in: Ormeggiato: ormeggiato è il natante assicurato alla terraferma con cavi o ancore. Ormeggiatore: L'ormeggiatore è l'operatore portuale che assiste le navi e le imbarcazioni durante le manovre di ormeggio e si interessa di prendere le cime da bordo e assicurarle nelle apposite bitte a terra. Orsa: Orsa Maggiore e
Orsa Minore sono i nomi di due importanti costellazioni dell'emisfero
celeste Nord. Sono due costellazioni circumpolari (sempre visibili) note
anche con i nomi di Piccolo e Grande Carro. Le sette stelle dell'Orsa
Maggiore sono: Ortodromie: archi di circolo massimo disegnati sulla superficie terrestre. Ortodromica: dicesi di rotta congiungente due punti sulla superficie terrestre in modo tale che la distanza sia la minima possibile (ad esempio le rotte aeree: per raggiungere la California dall'ltalia è assai più breve sorvolare il Polo piuttosto che andare per Est o Ovest, rotte lossodromiche). L'ortodromia è l'arco di circolo massimo (detto così perché ha per raggio quello terrestre), che rappresenta, sulla sfera terrestre, la più piccola distanza che unisce due punti. Pertanto, una imbarcazione che, per collegare due punti della sfera terrestre, percorra un tratto di circolo massimo minore di 180°, si sposta su un'ortodromia e segue una rotta ortodromica. Questa rotta non è costante e, conseguentemente, richiede cambiamenti periodici dell'angolo di rotta, ma fa risparmiare, su lunghe traversate, parecchie miglia rispetto alla più pratica lossodromia (ossia la curva che unisce due punti tagliando i vari meridiani con angolo costante). Basti pensare che in una traversata tra la costa giapponese e quella occidentale degli Stati Uniti può far risparmiare 300 miglia, mentre tra il Sud Africa e la Nuova Zelanda il risparmio si avvicina alle 1.000 miglia. Trattandosi di un arco di circolo massimo, a seconda dei punti da raggiungere, l'ortodromia ci porterebbe a seguire un percorso ad alte latitudini, in condizioni avverse alla navigazione (condizioni meteorologiche e presenza di ghiacci). Per questo motivo, frequentemente, si percorre una rotta mista, in cui l'ortodromia viene interrotta in corrispondenza di una certa latitudine (parallelo limite), percorrendo il tratto di parallelo limite, e quindi, un percorso lossodromico, cioè linee rette sulle carte in proiezione di Mercatore, per poi riprendere la navigazione ortodromica. Ortodromico: ortodromico è tutto quanto riferito alla ortodromica: percorso ortodromico, rotta ortodromica, etc. Orza:. termine che deriva dall'antica marineria e che indicava quel cavo o quella manovra che nei bastimenti a vele latine serviva a bordare l'antenna dal lato di sopravvento. Da tale termine è derivato quello di "orzare", che significa manovrare in maniera da avvicinare la prua del bastimento alla direzione da cui proviene il vento. Lato sopravvento della barca. Orzare: avvicinare la prua della nave alla direzione del vento, contro il vento (bolina). Si dice anche andare all'orza, venire all'orza o stringere il vento. Ad esempio, manovrando per passare da una andatura al traverso a una andatura di bolina si esegue una orzata. Orzata: è la manovra che avvicina la prua alla direzione da cui proviene il vento. Orze: tavole fissate verticalmente ai lati dello scafo per ridurre lo scarroccio. Orziera: è la barca che si porta spontaneamente all'orza, ovvero tende a stringere sempre di più il vento. Orziero: è
uno scafo a vela il cui centro velico complessivo cade a poppavia del
centro di deriva. Questo, con timone al centro, tende ad avvicinare la
prua alla direzione da cui proviene il vento. Viene detto anche
"ardente". Ossatura: L'ossatura è l'insieme degli elementi e delle strutture che costituiscono lo scheletro di uno scafo. Si divide in ossatura longitudinale, come la chiglia, i paramezzali, i trincarini, le serrette, etc.; trasversale, come le costole, i bagli, etc.; e verticale, come puntelli, etc. Osteriggio: copertura a lucernario posta sulle aperture del ponte che danno luce e aria ai locali sottostanti; un tempo veniva detta anche spiraglio. È costituito da un'intelaiatura con robusti cristalli, il tutto incernierato su un'apposita mastra. Ostino: ostino è il nome attribuito a quella manovra corrente che serve a regolare e tenere fermo nella posizione voluta, il picco di una randa aurica ). È detta ostino anche la manovra che serve a regolare la posizione, nel piano trasversale, del bigo di carico. Ostro: uno dei nomi indicante il vento proveniente da Sud, 180 gradi, è Ostro. Il termine deriva dal latino "Auster, Austrum", che significa vento di mezzogiorno. È un vento assai raro nell'area mediterranea, tanto che molti ne ignorano persino il nome. Ottante: (di Hadley) antico strumento per la navigazione, costruito sulla doppia riflessione, già usato da Newton nel suo quadrante. Lo strumento facilitava osservazioni precise, aveva l’ampiezza di un ottavo di circonferenza, da cui il suo nome, grazie al principio di ottica su cui si basava, permetteva di misurare angoli fino a 90°. Sperimentato in mare nel 1732, fornì precisioni di 1- 2 primi. L'ottante è da considerarsi lo strumento che ha preceduto l'attuale sestante. Assai simile nella costruzione, l'ottante differiva dal sestante nella scala, che, anziché essere la sesta parte dell'angolo giro (360° : 6 = 60°), era, nell'ottante, corrispondente all'ottava parte di un angolo giro; era cioè ampia 45 gradi. Ottica: In un faro l'ottica è l'insieme di lenti e di prismi che hanno il compito di concentrare e dirigere orizzontalmente il fascio di luce emesso dalla sorgente luminosa. Outrigger: con il termine inglese Outrigger si indica quel tipo di scafo a remi, utilizzati nelle competizioni, le cui scalmiere non sono sistemate sulla falchetta, ma sono collocate su appositi telai metallici che si estendono fuoribordo. Ovest: punto cardinale, indicato con la lettera W, che corrisponde all'occidente, ovvero ai 270 gradi della Rosa dei Venti. Ovest è il punto cardinale opposto all'Est, che corrisponde alla sinistra di un osservatore che guardi verso il Nord. Dista da questo un angolo ampio 270 gradi. |
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Lettera
P P: Bandiera da segnali del Codice internazionale: di forma rettangolare turchina, avente nel mezzo un piccolo rettangolo bianco coi lati paralleli agli orli. Alzata isolatamente significa: Tutti devono ritornare a bordo perché la nave è in procinto di partire, oppure (se in navigazione) I vostri fanali sono spenti o ardono male. Pack: L'insieme di masse di ghiaccio, nei mari polari, sospinte le une contro le altre dai venti, dalle correnti, dalle onde contrastanti, e così accatastate, con massi enormi ammucchiati in forma di torri. Padiglione: L'insieme del sartiame e degli stralli di ogni albero d'un veliero che sorreggono l'alberatura. In un albero a vele quadre si chiamano Basso padiglione. Padiglione di gabbia e Padiglione alto rispettivamente quelli del tronco maggiore, dell'albero di gabbia e dell'alberetto. Padrone marittimo: è un
titolo professionale marittimo di prima categoria, rilasciato per
l'esercizio della pesca o per il traffico. Il titolo si divide in quattro
categorie: Pagaia: per pagaia si intende un tipo di corto remo, con una unica pala e una impugnatura a "T", che non si articola su nessuno scalmo o scalmiera e viene adoperato con ambedue le mani. È impiegato a bordo di piccole e leggere imbarcazioni dagli indiani e da altre popolazioni primitive a bordo di piroghe e canoe. Esiste anche la pagaia doppia, più propriamente chiamata remo alla battana (così detto perché utilizzato a bordo di un piccolo e sottile battellino a fondo piatto, detto Batto), costituito da due pale, disposte su piani perpendicolari e collegate da una corta asta, che funge anche da impugnatura. Paglietto: paglietto è il nome generico attribuito a qualsiasi stuoino, realizzato con tela robusta o con intrecci di filacce o di vecchie corde, è utilizzato per fasciare e proteggere parti dello scafo o dell'attrezzatura dai danni causati dall'attrito causato dallo sfregamento e dagli urti. A bordo dei vecchi bastimenti veniva preparato anche il paglietto turafalle. Questo era costituito da un pezzo di grossa tela olona lardata o da un fitto intreccio di filacce di vecchio cavo, che veniva anch'esso lardato. Ai quattro angoli del paglietto venivano assicurati dei lunghi cavi, che servivano a guidarlo e assicurlo fuoribordo perché ostruisse una falla, riducendo notevolmente la quantità d'acqua imbarcata e consentendo l'intervento di riparazione dall'interno dello scafo. Pagliolato: il piano di calpestio, costituito da tavole o da lamiere amovibili della sala macchine, delle sentine e delle stive delle navi è chiamato pagliolato. Sulle imbarcazioni da diporto il pagliolato è il piano di calpestio della cabina. La parola deriva dal termine pagliolo e ha origine dalla ricopertura di stuoie in paglia, che si faceva nel fondo delle stive per proteggere dall'umidità i carichi di farina, legumi ed altre merci simili. Pagliolo (Pagliuolo): 1) piano di calpestio che può essere posto in diverse zone di un grande scafo o in prossimità del fondo di uno minore; distinto da un ponte per la sua esiguità strutturale e perchè non si distende con continuità da una parte all'altra dello scafo stesso. 2) Il pagliolo anticamente era quel locale ricavato nelle stive dei vecchi bastimenti, in cui si conservavano merci come il pane, la farina, i legumi, etc. Per proteggere queste merci dalla sporcizia e dall'umidità si disponevano sul fondo delle stuoie di paglia. Oggi, per pagliolo si intende ciascuno elemento amovibile, che forma il pagliolato. Pala: il termine pala indica
la superficie larga, con forme più o meno curve, presente nel remo,
nell'elica e nel timone. Nella pala di un'elica si distingue: Pala del timone: parte immersa del timone che permette alla barca di modificare la rotta, grazie alla resistenza sia in direzione che in intensità che può, a comando, offrire allo scorrimento dell'acqua. Palamaro: (sec. XVII) Canna da pescare. Palamito: (nodo da...) - II palamito è una lunga cima alla quale vengono assicurati ad intervalli regolari dei penzoli, chiamati braccioli, alla estremità dei quali si trova un amo. Nell'unire il bracciolo al palamito (detto anche trave) è impiegato, frequentemente, il nodo da palamito. Questo nodo risulta efficacissimo ogni qualvolta occorra eseguire un nodo di avvolgimento con tiro a 90°. Il termine deriva dalle parole greche "Palys" e "mitos" con significato di "molto" e "filo", da cui la parola "palymitos" con il significato "dai molti fili". Palanca: Ponte volante. Con il termine palanca si indica la tavola che viene disposta tra bordo e terra o tra bordo e bordo a guisa di passerella volante, per consentire l'imbarco, lo sbarco e il trasbordo. Palata: La palata corrisponde al colpo di pala del remo che, immerso verso prua o verso poppa (secondo il tipo di voga esercitato), viene portato verso il lato opposto, prima di farlo riemergere (spalandolo) per riportarlo nuovamente nella posizione iniziale prima di compiere una nuova palata. Palella: (1) Palella è il nome dato a un particolare tipo di incastro utilizzato nelle costruzioni degli scafi in legno. Può essere semplice, doppia o a catena. (2) Lo stesso termine viene utilizzato per indicare un remo relativamente corto, che può essere manovrato in coppia, da due vogatori, seduti nello stesso banco, che impugnano il remo con due mani, oppure da un solo vogatore che impugna due remi, uno per ciascuna mano. 3) Ferro piatto. Palischermo: (ant. paliscalmo, paliscarmo ecc.) 1. Con il nome di palischermo si intendeva la più piccola imbarcazione tenuta a bordo di una nave e che veniva adoperata per servizio. Era una imbarcazione con più ordini di remi (oltre che a vela), e ciò è suffragato dall'origine etimologica del termine, che deriva dal greco "polyskalmos" con significato di "imbarcazione dai molti scalmi", ma anche nome con cui è stata designata, spec. nel passato, ogni grossa imbarcazione a remi, a vela o a motore, soprattutto se a servizio di un bastimento maggiore. – 2. Nelle tonnare, barca lunga una dozzina di metri posta su ciascuno dei lati lunghi della camera della morte, precisamente a nord e a sud del caporais. Pallone: II termine pallone viene utilizzato per indicare la forma di un segnale diurno di colore nero, con diametro non inferiore a 60 centimetri che, isolato o in combinazione con altri segnali, indica la condizione di alcune navi (ancorata, incagliata, che non governa, con difficoltà di manovra). Palo: il palo è un corto albero
posto a poppavia degli alberi principali di un veliero, attrezzato in
maniera più semplice e armato con randa e controranda. Si hanno così: -
navi a palo, dotate di tre alberi armati con vele quadre e il quarto, il
palo, armato con randa aurica e controranda; Pampero: Il Pampero è un vento che spira da Sud Ovest ed è tipico delle coste del Brasile e dell'Argentina; prende questo nome perché attraversa le Pampas. E caratteristico per la sua violenza. Panatica: La panatica corrisponde al vitto che l'armatore somministra all'intero equipaggio; talvolta, in sostituzione del vitto, viene riconosciuto un compenso in denaro, che conserva il nome di panatica. Panfilo: Panfilo è il vocabolo italiano sinonimo di yacht, che dovrebbe essere utilizzato per indicare una unità da diporto, imbarcazione non necessariamente di lusso, di piccolo e medio tonnellaggio, a vela o a motore. Oggi il termine è quasi caduto in disuso a beneficio di quello inglese.Panna: La panna è la manovra che i vecchi velieri eseguivano per mantenersi pressoché fermi, senza dover ammainare le vele e senza doverle far fileggiare. Consisteva nel disporre alcune vele in modo da ricevere il vento a collo e altre in portare. Tale regolazione equilibra la spinta in avanti delle vele in portare e la spinta indietro delle vele a collo, permettendo allo scafo di restare pressoché immobile e di scarrocciare sottovento. Il vocabolo deriva dalla sincope del termine capanna, dall'aspetto che assumono le vele quando si mette in panna. E' spesso confusa con la cappa. Panna Galleggiante: La panna galleggiante è un sistema antinquinamento, che viene disteso attorno a possibili fonti di inquinamento da idrocarburi, al fine di evitarne lo spargimento e l'immediato smaltimento. È costituito da una sorta di lungo salsicciotto, che si immerge per un buon tratto e che, disteso attorno ai galleggianti che potrebbero rilasciare in mare sostanze inquinanti, non consentono il loro espandersi, permettendo a opportuni mezzi antinquinamento un agevole smaltimento.Pannello: piccola porzione di tessuto che, cucita assieme ad altre, forma una moderna vela; si differenzia dal ferzo per la forma (il ferzo è lungo e stretto) e le dimensioni più contenute; i pannelli sono sempre orientati così da seguire le direzioni di massimo sforzo sulla vela. Papa: termine che rappresenta la lettera P nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. Pronuncia fonetica della lettera "P", secondo il Codice Internazionale dei Segnali. Tale lettera è rappresentata, sempre secondo il Codice, da una bandierina rettangolare di colore blu con un rettangolo bianco al centro. Quando è issata isolatamente a riva, in porto, la bandiera assume il seguente significato: "Tutti debbono ritornare a bordo: la nave è in procinto di partire". In navigazione la bandiera può essere issala da un peschereccio e assume il seguente significalo: "Le mie reti si sono impigliate in un ostacolo". Pappafico: II pappafico è il termine con il quale, a bordo dei bastimenti a vele quadre, veniva indicato il pennone di velaccino dell'alberello di trinchetto.Parabordo: oggetto messo a protezione dello scafo; normalmente si tratta di un corpo sferico o cilindrico gonfiabile sorretto da una cimetta legata alle draglie con un nodo parlato. Paraelica: II paraelica è una sorta di gabbia messa attorno all'elica per proteggerla da urli e anche per evitare il pericolo di ferimento per chi si trovasse in mare. Paragambe: striscia di tela disposta lungo le battagliole. Parallele:
Le
parallele, a snodo o a rulli, erano due strumenti adoperali nel carteggio
nautico prima del diffondersi delle attuali e più pratiche squadrette. Le
parallele permettevano di trasportare una direzione parallelamente a sé
stessa, in un punto qualsiasi della carta nautica; in tal modo,
consentivano di adoperare il goniometro raffigurato in color magenta sulle
carte nautiche per leggere le direzioni. Il tipo più antico e usuale è
costituito da due asticelle vincolate in parallelismo da due barriere che,
restando a loro volta parallele, possono variare gli angoli di
intersezione con le prime, consentendo di mutare la distanza tra le
prime. Paramezzale: rinforzo longitudinale della chiglia. La chiglia, una robusta trave che corre nella parte più bassa, da prora a poppa, rafforzata sopra e sotto da tre controtravi, detti rispettivamente (dall’alto verso il basso) controparamezzale, paramezzale, chiglia, controchiglia. Sopra i madieri delle costole. Paramezzaletto: il paramezzaletto, detto anche paramezzale laterale è quella trave parallela al paramezzale, ma di sezione inferiore, che corre lateralmente a questo. Parancare: parancare è il termine che viene adoperato per indicare l'azione che si compie quando si ala su un filo di un paranco, tendendolo in senso trasversale, per poi rilasciarlo recuperando lestamente l'imbando. Questo sistema permette di esercitare una forza inferiore nel tendere il cavo. Paranco: carrucola formata da due bozzelli che riduce lo sforzo di sollevamento. Il paranco è un sistema funicolare composto da due bozzelli, uno fisso e doppio (cioè costituito da due pulegge) e l'altro semplice e mobile. Il cavo che unisce i due bozzelli, fa da dormiente sul bozzello mobile. Nel paranco si ottiene l'equilibrio quando sul tirante viene applicata una forza uguale a un terzo della resistenza. Quello descritto è detto paranco semplice, a differenza del doppio, in cui anche il bozzello mobile è doppio. In questo secondo paranco il dormiente viene assicurato al bozzello fisso e la forza equilibrante è uguale a un quarto della resistenza. Paranza: la paranza è il nome dato a un tipo di pesca, che viene esercitata da due imbarcazioni che, in coppia, trascinano una rete a sacco detta sciabica. Talvolta il termine viene utilizzato anche per indicare quelle unità che esercitano questo tipo di pesca. Un tempo queste imbarcazioni erano attrezzate con un albero a calcese e una lunga antenna armata con vela latina; avevano la poppa e la prua aguzza, un solo ponte con un basso parapetto e avevano la possibilità di armare una decina di remi per la bonaccia. Paraonde: si chiamano paraonde le protezioni disposte a prua delle imbarcazioni e, talvolta, delle navi, con lo scopo di attenuare l'impatto dell'onda con la prua e limitare la quantità d'acqua imbarcata. Parapetto: con il termine parapetto si intende qualsiasi costruzione posta sul ponte di coperta, sul prolungamento della murata e su qualsiasi altra struttura (scale, casseri, castelli, coffe, etc.), che ha lo scopo di offrire riparo alle persone. Oltre al classico parapetto cieco, costituito da una struttura chiusa, che forma un prolungamento della struttura verticale sul quale è posto, vi sono il parapetto a giorno, costituito da una struttura metallica formata da tubi orizzontali e da tubi verticali, e la battagliola (utilizzata sulle piccole imbarcazioni, le scale e altre modeste strutture), formata da elementi verticali rigidi, chiamati candelieri, e da cavi d'acciaio, chiamati draglie, che si stendono orizzontalmente e collegano i vari candelieri. Parasartie: i parasartie,
nei velieri, sono delle strutture orizzontali, disposte esternamente allo
scafo, sulla dritta e sulla sinistra, in corrispondenza del punto in cui
le sartie sono murate. Lo scopo principale dei parasartie è quello di
aumentare quanto possibile l'angolo che la sartia forma con la verticale
(dar quartiere), per garantire una maggiore stabilità
all'albero. Paratopi: i paratopi, o più propriamente pararatti, sono delle specie di imbuti che vengono disposti sui cavi di ormeggio, in maniera tale da impedire ai topi (abbondanti nelle aree portuali) di salire a bordo attraverso gli stessi cavi. Parelio: fenomeno di
rifrazione dei raggi solari entro nubi formate da cristalli di ghiaccio;
si ha l’impressione che al lato del sole appaiano dischi
luminosi. Parrocchetto: 1) con
il termine parrocchetto si indica l'albero posto subito sopra al fuso
maggiore di trinchetto (nei bastimenti a vela è il primo albero verticale
a cominciare da prua). Sono detti di parrocchetto anche il pennone fisso e
quello volante, che vengono armati su questo alberetto, e le vele a questi
inferite. Così come sono chiamate di parrocchetto le sartie, gli stralli e
le altre manovre fisse e volanti impiegate nei pennoni e nelle vele di
questo alberetto. 2) nome di una vela dell'albero di
trinchetto. Passacavo: sono chiamate
passacavo tutte le aperture, praticate lungo i parapetti degli scafi,
destinate al passaggio e allo scorrere dei cavi (generalmente quelli di
ormeggio). Queste aperture, di forma circolare o ellittica, sono
rinforzate e sagomate per ridurre al minimo i danni provocati
dall'attrito. Vengono genericamente chiamati passacavo anche le bocche di
rancio e i golfali, quando destinati a
quest'uso. Passavanti: il passavanti era ciascuna di quelle assi di legno che, a bordo dei vecchi bastimenti, mettevano in comunicazione il cassero con il castello. Oggi per similitudine vengono chiamate passavanti le parti della coperta, ai lati della tuga e del pozzetto, lungo le quali è possibile camminare per andare da prua a poppa e viceversa. Passerella: la passerella è una corta tavola utilizzata per permettere il passaggio da una barca a un'altra o da una barca a terra e al contrario. Passerino: congiunzione tra due gasse fatte con varie passate di sagola, ma anche cima disposta a festone intorno alle imbarcazioni di salvataggio per il sostegno dei naufraghi in acqua ( in questo caso è sinonimo di guardacorpo o passamano. Pastecca: La pastecca è un bozzello semplice (quindi con una sola puleggia) dotato di una moschetta apribile per mezzo di una cerniera per consentire il suo inserimento nel doppino di una manovra. Viene adoperata principalmente per fare cambiare direzione al tirante. Patente: La patente è un certificato che abilita al comando e alla conduzione delle unità da diporto "entro le 12 miglia dalla costa" o "senza limiti". È necessaria, in ogni caso, per navigare oltre le 6 miglia dalla costa o per condurre unità dotate di un apparato motore di potenza superiore a 40,8 hp. La patente viene rilasciata anche per il comando e la conduzione di navi da diporto (unità con lunghezza superiore a 24 metri). Queste patenti sono rilasciate dagli Uffici Marittimi e, limitatamente per l'abilitazione entro le 12 miglia dalla costa, anche dagli Uffici Provinciali per i trasporti terrestri. La patente è pure un titolo professionale marittimo per quanto attiene al comando di navi mercantili. Paterazzo: 1) con il termine paterazzo si intende ciascuna delle manovre fisse che reggono l'albero nel senso longitudinale verso poppa: queste, unitamente allo strallo di prua e alle sartie, trattengono l'albero in posizione verticale. Queste manovre partono dalla testa dell'albero e giungono in coperta dove vengono assicurate ad apposite lande sistemate a dritta e a sinistra della poppa. Talvolta in sostituzione dei paterazzi, specie a bordo delle imbarcazioni minori, si trova un'unica manovra che, partendo dalla testa dell'albero, termina al centro della poppa. 2) grossa fune (ora d'acciaio) che fa parte del sartiame e che concorre a sostenere lateralmente e verso poppa l'albero di gabbia. Strallo di poppa. Paternostro: 1) il paternostro, detto anche bertoccio, è quella sfera di legno, simile al grano di un grosso rosario che, forato al centro e attraversato da una scottina detta bastardo, forma la trozza. 2) I paternostri si trovano anche nei cavi a festone disposti lungo i bordi delle lance e alle zattere di salvataggio. 3) ciascuna delle sfere forate in legno riunite a collare che, collegate a un pennone, ne riducevano lo sfregamento con l'albero e lo mantenevano alla giusta distanza. Patta: La parola patta ha
derivazione francese (che significa zampa) e viene adoperata per indicare
la marra di un'ancora, parte inferiore dell'ancora destinata a penetrare
nel fondo, la branca di bolina e la zampa d'oca. Ciò che accomuna questi
tre elementi è la loro forma triangolare, simile al piede palmato degli
uccelli acquatici. Pavesare: il vocabolo pavesare è un termine antico che, in origine, significava disporre adeguatamente le difese costituite dai pavesi. Questi erano degli scudi di forma rettangolare, con superficie leggermente curva, alti tanto da proteggere tutta la persona. Erano dipinti con gli emblemi e con vivaci colori così come era in uso in quel periodo nella città di Pavia. Pavesata: la pavesata, nelle vecchia marineria, era il parapetto protetto dagli scudi pavesi per difendersi dagli attacchi del nemico. Più tardi il termine è rimasto per indicare il parapetto formato da tavole variamente dipinte dei bastimenti ed è giunto fino ai tempi nostri per indicare l'insieme di bandierine di varia forma e colore (le bandiere del Codice Internazionale dei Segnali) che, in occasione di festività, particolari ricorrenze ed eventi, vengono esposte sull'attrezzatura delle navi lungo gli stralli e tra un albero e il successivo. Questa usanza è detta anche Gala o Gran pavese. Pavese: addobbo dello yacht costituito da una serie di bandierine annodate ad un cavo passante tra gli stralli e l'albero. II pavese anticamente era lo scudo rettangolare, con superficie leggermente curva, alto tanto da proteggere tutta la persona, colorato a tinte vivaci e raffigurante vari emblemi. Oggi, per similitudine, è chiamata con lo stesso nome ciascuna bandierina variamente colorata esposta per festosità. Pazienza: le pazienze sono quelle caviglie che vengono poste alla base degli alberi maggiori e alle quali vengono date volta le varie manovre. Le caviglie sono mobili e le manovre, prima di essere date volta a queste, fanno via in appositi bozzelli di rinvio. Nei velieri con molte manovre, onde evitare che una di queste venisse erroneamente scambiata con un'altra, un membro dell'equipaggio, esperto nelle manovre, veniva messo di guardia alla pazienza. Tale marinaio era chiamato Alberante. Pece: Usata per calafatare, per turare i buchi dove potrebbe passare l'acqua, e per coprire i legni e le corde per conservarle. Pecorella: il termine pecorella viene attribuito alle nuvole e viene adoperato in senso figurativo per indicare un certo tipo di nuvole, tondeggianti, bianche e di piccole dimensioni come sono i cirrocumuli, che accompagnano spesso la parte avanzata di un fronte caldo e che preannunciano probabili acquazzoni, cui si fa riferimento con il proverbio "ciclo a pecorelle acqua a catinelle". Queste nubi non sono da confondere con gli altocumuli, benché il loro aspetto sia abbastanza somigliante. Il termine è utilizzato anche per indicare un aspetto tipico del mare, formato da piccole onde che frangono e si presentano con una cresta bianca e spumosa somigliante a un gregge di pecorelle. Pedagna: 1) Ciascuna delle traverse di legno incastrate sul fondo interno delle imbarcazioni a remi, sulle quali i vogatori puntano i piedi mentre vogano. Termine già usato sulle galee. 2) Aletta di deriva. 3) Strada per pedoni, sugli argini, sulle palafitte, sotto i ponti. Peeling: termine inglese che indica un cambio di spinnaker mentre un secondo spi è a riva: la manovra prevede l'issata della nuova vela internamente all'altra, con ammainata veloce dello spi da sostituire non appena quest'ultimo non ha più portanza. Pegaso: Pegaso è il nome dato a una costellazione, appartenente al nostro emisfero, che ricorda la mitologica figura del cavallo alato delle favole, figlio di Nettuno e di Medusa. Le principali stelle di questa costellazione sono Markab, che in lingua araba significa "sella", Algenib, che rappresenta l'ala del cavallo e Scheat che significa "spalla". Peloro: Pelerò è il nome di uno strumento di navigazione utilizzato per la determinazione del punto nave con l'impiego dei rilevamenti polari. Si tratta di uno strumento costituito da un piatto, sul quale è impressa una rosa dei venti dotata di una alidada e di un indice fisso, che serve a indicare la direzione della prua. Il tutto è fissato a una sospensione cardanica zavorrata. Penna: 1) la penna è l'angolo superiore delle vele di taglio, siano esse rande auriche, rande marconi, fiocchi, genoa, vele latine, etc. Il termine indica la parte alta di qualsiasi asta e, in particolare, dell'antenna della vela latina quando essa è in un solo pezzo. Se l'antenna necessitasse di una seconda verga per allungarla, la prima assumerebbe il nome di "carro" e l'antenna sarebbe rappresentata dalla verga aggiunta. Con lo stesso nome veniva indicato l'insieme di piumette che venivano sistemate in alto, in prossimità della penna, e che servivano per mostrare la direzione del vento. 2) parte alta della vela dove si incoccia la drizza. 3) Punto di penna. Estremità superiore degli alberi e dei picchi. Pennaccino: il pennaccino è il buttafuori che si trova al di sotto del bompresso e che serve per dare quartiere alle briglie e alle draglie delle aste di fiocco e controfiocco, detto anche buttafuori di briglia. Pennello: col termine pennello veniva chiamata quella banderuola leggera, fatta di seta o di leggerissime piume, che, disposta in alto, sui bastimenti a vela, indicava la direzione del vento. Spesso un mostravento così fatto veniva sistemato a poppa, in prossimità del timoniere che lo utilizzava per governare il bastimento, tenendo conto della variazione della direzione del vento. Da qui, molto probabilmente, deriva la locuzione "occhio alla penna" o "occhio al pennello". Per similitudine vengono chiamate "pennelli" quelle bandierine aventi forma trapezoidale, piuttosto allungata, inferita lungo la base maggiore, che, nel Codice Internazionale dei Segnali, rappresentano i numeri e la bandiera distintiva del Codice, la così detta "Intelligenza". Pennese: o anche penese, è il termine che veniva attribuito a colui che a bordo era destinato alla custodia e alla distribuzione delle provviste e del materiale di consumo. Pennola: 1) Pennoncino delle vele delle lance. 2) Breve antenna alla quale è allacciato il lato superiore delle vele a terzo e a quarto, usate dai trabaccoli e dalle imbarcazioni. Pennoncino: sono detti pennoncini i piccolo pennoni appartenenti a piccole navi o a piccole vele. Pennone: il pennone è un'asta orizzontale, prismatica nella parte centrale e con le due estremità troncoconiche rastremate, disposta in croce con l'albero nel senso trasversale, connessa alla sua metà a un albero tramite uno snodo, detto trozza. A questo viene inferita una particolare vela, detta "quadra". In un albero vi sono diversi pennoni (fino a sei) e ognuno prende un nome diverso secondo la sua posizione lungo l'albero. Il pennone può essere basso, o fisso e alto, o volante; può, cioè, restare fisso nella sua posizione o essere sollevato lungo l'albero. I pennoni vengono classificati secondo la loro posizione nel senso verticale in: pennoni maggiori, i più bassi, pennoni di gabbia, quelli immediatamente sopra i precedenti, mentre i superiori sono detti minori. Ogni pennone prende poi nome dalla sua vela: pennone di gabbia, pennone di parrocchetto, ecc. Penzolo: viene detto penzolo qualsiasi attrezzo sospeso, tenuto fisso superiormente e libero inferiormente. Il termine viene adoperato in senso generale, per indicare un bozzello, un cavo, una catena, un'ancora, quando sono tenuti fissati superiormente e liberi nella loro parte inferiore, pronti a essere utilizzati. Perielio: il perielio è il punto occupato da un pianeta nel momento in cui lo stesso si trova più vicino al sole. Perigeo: il perigeo è il punto dell'orbita di un pianeta che dista meno dalla posizione occupata dalla terra. Periodo: il termine periodo nella nautica può essere attribuito alla luce di un faro, che rappresenta l'intervallo di tempo che intercorre perché la luce e le eclissi di un faro completino la loro caratteristica, al tempo che intercorre tra il passaggio successivo di due creste di un'onda, al tempo di oscillazione di un movimento completo di rollio o di beccheggio. Periscopio: il periscopio è il sistema ottico a riflessione, che permette, a un sommergibile in immersione, di osservare la superficie di mare circostante. Questo strumento è costituito da un sistema di specchi e di lenti contenute all'interno di un tubo telescopico stagno, manovrato dall'interno del sommergibile. Perturbazione: con il termine perturbazione si intende in meteorologia quel particolare fenomeno che modifica, in peggio, lo stato del tempo. Pescaggio: il pescaggio è la misura verticale compresa tra la parte inferiore della chiglia e la linea di galleggiamento e rappresenta, quindi, l'altezza della carena. Sulle navi il pescaggio è indicato da apposite scale raffigurate a poppa, a prua e, talvolta al centro. Vi sono due modi di rappresentare il pescaggio a seconda dell'unità di misura adoperata. Se la misura viene espressa secondo il sistema metrico decimale, nella scala sono rappresentati soltanto i numeri pari (normalmente si utilizzano le cifre arabe), ogni numero è alto un decimetro e lo spazio tra un numero e il successivo è pure di un decimetro. Se si adopera il sistema di misura anglosassone, nella scala sono rappresentati sia i numeri pari che quelli dispari (normalmente si utilizzano i numeri romani), ogni numero è alto mezzo piede e lo spazio tra un numero e il successivo è pure di mezzo piede. Pescante: il termine pescante, detto anche pescatore, in marineria designa un grosso e robusto gancio impiegato per incocciare la marra dell'ancora tipo ammiragliato, per traversarla. Questo gancio è dotato di una braca con un nodo scorsoio a una estremità e un occhio munito di redancia nell'altra. Pescare: pescare significa, oltre che l'azione esercitata per cercare di catturare i pesci utilizzando uno qualsiasi degli attrezzi (rete, nassa, amo, fiocina, bilancelle, etc.), anche togliere qualsiasi altra cosa dal mare (pescare un gavitello, un oggetto caduto fuori bordo, un cavo, etc.). Il termine pescare viene anche utilizzato per indicare di quanto uno scafo è più o meno immerso. Un'imbarcazione quindi può pescare più a poppa che a prua e allora si dice che è appoppata, oppure può pescare più a prua e allora si dice appaiata. Pescatore: (gru del) paranco con un grosso gancio adibito ad alzare l’ancora dalla parte delle marre per disporla nella posizione che doveva conservare durante la navigazione (ossia con il fuso orizzontale). Nelle navi a vela di minori dimensioni, prive dell’apposita gru, l’apparato destinato alla medesima funzione era connesso all’albero di trinchetto. Peschereccio: il peschereccio è una unità adoperata per l'esercizio della pesca professionale. Può avere dimensioni variabili ed essere destinato per la pesca costiera (detta anche piccola pesca), per la pesca d'altura o per la pesca atlantica. I pescherecci possono essere classificati anche per il tipo di pesca esercitata (a strascico, con nasse, con reti da posta, con palamiti, etc.). Petaccio:
( o
petacco o petacchio) Tipo di nave da guerra del sec 16°, analoga al
bertone. Petroliera: con il vocabolo petroliera si indica una nave mercantile destinata al trasporto di carichi liquidi infiammabili, derivati dal petrolio. Sono navi costruite con particolari tecniche atte a garantire il trasporto di questi carichi in sicurezza. La loro caratteristica principale è quella di possedere un ponte sgombro da alberi di carico, ma attraversato da un fitto sistema di tubature che collegano le varie tanche. In esse l'apparato motore e le soprastrutture concentrate nella parte poppiera e sono dotate del doppio scafo. Piano: il termine piano viene associato a diverse parole ed è utilizzato, in marineria, per indicare numerose cose assai differenti tra loro. Si hanno, per esempio, i piani geometrici dello scafo (longitudinale, trasversale e verticale), il piano di deriva, che rappresenta la proiezione della superficie di carena sul piano longitudinale di simmetria dello scafo, il piano di galleggiamento, il piano del garbo, che è il piano delle diverse ossature, il piano di carico, il piano velico, che rappresenta lo studio della superficie velica di un veliero, della sua suddivisione a seconda del tipo di vela e della posizione e della forma che assume nello scafo, il nodo piano, che è il più comune nodo di congiunzione, etc. Piano, nodo: nodo usato per congiungere due
cime. Piassava: la piassava era una fibra vegetale ricavata dalle piante tipo palma e impiegata nella commettitura di cavi tessili; aveva la caratteristica di resistere molto bene all'azione della salsedine. Piatta: vedi calma. Piccaressa: piccaressa è il nome che viene attribuito per indicare quella bozza in cavo, ma più comunemente in catena, che, incocciata alla cicala dell'ancora tipo ammiragliato, la tiene sospesa al di sotto della gru e assicurata all'affondatoio in maniera tale da liberarsi e permettere all'ancora di andare a fondo, una volta scosso l'affondatoio. Il termine deriva da "appiccare", che a sua volta deriva da "a picco", con il significato di "tenere sospeso sulla verticale Picco: 1) corta antenna (o pennone)
adoperata solitamente per alzare la randa nelle attrezzature auriche; per
essere posta in assetto vengono utilizzate due drizze: una, collegata alla
base, regola l'altezza; l'altra, incocciata lungo il picco, ne determina
l'inclinazione. Piè: (di ruota) - il pie di ruota, nelle costruzioni in legno, è quella parte dell'ossatura che raccorda la parte anteriore della chiglia con il tagliamare. Piede: il termine piede viene largamente utilizzato nella nautica e indica, generalmente, la parte bassa, la base di qualcosa. Si ha, così, il piede dell'albero, il piede della verticale dell' astro, il piede della vela, piede di pollo (il nodo) etc. Il termine piede indica anche l'unità di misura anglosassone corrispondente alla lunghezza di 30,48 centimetri; questa misura viene largamente adoperata, anche nel nostro paese, per indicare la lunghezza delle imbarcazioni da diporto. È detta piede marino l'abilità conseguita dai marinai di muoversi e camminare (a gambe larghe per consentire un più agevole equilibrio) a bordo della nave, nonostante il suo continuo e noioso movimento. Piede d'albero: parte inferiore dell'albero
che si infila nell'apposito foro praticato nel ponte. Pigna: 1) la pigna per i marinai è un particolare nodo a bottone che viene eseguito lungo alcune manovre o in cima ad alcuni cavi, sia per avere un ingrossamento, sia per formare un fermo. E frequente vederli eseguiti lungo i marciapiedi dei bastimenti a vela o lungo la battagliola delle scale reali. 2) È chiamato pigna anche il pezzo metallico bucherellato, che viene disposto nella parte finale delle tubazioni che pescano nei serbatoi, dalle prese a mare o nella sentina, per evitare che la morchia o la sporcizia vadano a ostruire valvole, tubazioni o giranti delle pompe. 3) Arnese con cui si fa l'unione e il torcimento dei legnuoli, per farne un cavo, e dei cavi per farne una gòmena. Pilota: il pilota è colui che coadiuva il comandante di una nave nel suo ingresso e nell'uscita dal porto, nei canali e in passaggi particolari. La figura del pilota è stabilita dal Codice della navigazione (articolo 86 e successivi). Il Codice stabilisce che nei porti e negli altri luoghi di approdo o di transito delle navi, dove è riconosciuta la necessità del servizio di pilotaggio, venga istituita, mediante decreto del Presidente della Repubblica, una corporazione di piloti. Nei luoghi dove è riconosciuta l'opportunità, il pilotaggio può essere reso obbligatorio con decreto del Presidente della Repubblica, mentre nei luoghi dove il pilotaggio è facoltativo, spetta al direttore marittimo renderlo temporaneamente obbligatorio, per particolari esigenze. Il compito del pilota è quello di suggerire la rotta e assistere il comandante nella determinazione delle manovre necessarie per seguirla. Nelle località dove il pilotaggio è obbligatorio, il pilota deve prestare la sua opera fino a quando la nave sia giunta fuori della zona prevista dall'obbligo o sia ormeggiata nel luogo assegnato. Nelle località dove il pilotaggio non è obbligatorio il pilota deve prestare la sua opera fino a quando questa sia esplicitamente richiesta dal comandante della nave. Pilota automatico: (autopilota) apparecchio elettromeccanico con una bussola incorporata che viene accoppiato al timone e mantiene costante una rotta prefissata. Pilotaggio: il pilotaggio è l’insieme delle operazioni e manovre connesse con il governo della nave nell’ingresso e nell’uscita dai porti o in canali e passaggi particolari. Pilotina: imbarcazione a motore di
dimensioni ridotte utilizzata per pilotare le navi dentro il porto o per
condurre il pilota a bordo della nave stessa. Pioggia: la pioggia è un fenomeno meteorologico appartenente alle idrometeore, queste sono costituite da gocce d’acqua di piccole dimensioni o da cristalli di ghiaccio, dovute ai fenomeni di condensazione, di solidificazione o di sublimazione del vapore acqueo presente nell’aria. Pirata: Corsaro e pirata oggi sentiti come sinonimi, indicavano in origine attività molto diverse. “Pirata” era chi percorreva il mare per assalire e depredare a proprio esclusivo beneficio. V. Bucaniere, Corsaro, Filibustiere. Pirobetta: betta, un piccolo galleggiante ausiliario utilizzato per il trasporto di materiale e personale, dotato di motrice a vapore. Analogamente sono chiamate pirocisterne, piroscafi, pirolance, etc. le rispettive unità che utilizzano la motrice a vapore. Piroga: la piroga è un imbarcazione a remi e vela, ricavata dal tronco di un albero scavato o da cortecce o da pelli rinforzate e cucite assieme. Lo stesso nome viene dato alle imbarcazioni polinesiane, dotate di vela ed equilibrate con un bilanciere collegato allo scafo principale. Piroscafo: nave mercantile a propulsione meccanica. Planante: è detta planante la carena di uno scafo che permette allo stesso di diminuire il proprio pescaggio e , conseguentemente, la resistenza all’avanzamento, dovuta a una diminuzione della parte immersa, grazie alla particolare forma della carena. Ciò si verifica soprattutto con le imbarcazioni a motore. Anche le barche a vela possono planare, alle andature portanti, dal traverso alla poppa, consentendo in questi casi di superare la velocità limite in condizione di navigazione in regime dislocante. La velocità limite è data dal valore2,5 moltiplicato per la radice quadrata della lunghezza al galleggiamento espressa in metri. Planare: superare la velocità critica legata alla lunghezza al galleggiamento della barca, causando di conseguenza il sollevamento idrodinamico per cui l'imbarcazione viene portata sopra la sua onda. Plancia: la plancia è la parte del ponte di commando delle navi. Vi si trovano tutti gli strumenti e le attrezzature atti alla navigazione ( la ruota del timone, ripetitori di bussola, gli schermi radar, l’autopilota, i comandi per le macchine oltre ai sistemi di sicurezza). Platea: nei bacini di carenaggio la platea designa il fondo, sul quale poggiano le taccate che sostengono la nave quando questa è a secco. Plenilunio: il plenilunio è la fase lunare corrispondente alla Luna piena. In questa fase la Luna si trova in posizione opposta a quella del Sole. Plotter - Lo schermo dove vengono visualizzate le carte nautiche elettroniche viene chiamato chart plotter o solo plotter, dall’inglese “tracciare, disegnare”. Plotting: il plotting è il termine inglese che significa “tracciare sulla carta” e che viene utilizzato per indicare l’insieme delle operazioni che vengono svolte per segnare sullo schermo radar le diverse posizioni assunte dalle varie navi e dagli oggetti contenuti all’interno della zona battuta dal radar. Pluviografo: il pluviografo è lo strumento che registra la quantità di acqua caduta. Pluviometro: il pluviometro è lo strumento meteorologico che serve per misurare la pioggia, cioè l’altezza in millimetri di pioggia. Poggiare o puggiare: allontanare la prua dalla direzione del vento. Si dice anche andare alla poggia o venire alla poggia. Poggiata: la poggiata è la manovra dell’imbarcazione a vela mediante la quale la prua viene allontanata dalla direzione del vento. Manovra conseguente all’azione del poggiare. Poggiero: è detto poggiero il veliero il cui centro velico, nel piano longitudinale, sia situato a pruavia del centro di deriva. Polacca:
(o pollacca o polacra) Veliero mercantile, diffuso nel
Mediterraneo sino al sec. 19°, a velatura mista disposta su tre alberi:
quello di trinchetto a vela latina, quello di maestra e quello di mezzana
a vele quadre e, inferiormente, con vela latina o vela di randa; dalla
fine del sec. 17° po9rtò gli alberi di un sol pezzo, senza coffa né
crocetta (alberi a pible) caratteristica che contraddistinse
l’attrezzatura alla polacca. Pompa: apparecchiatura per vuotare acqua
fuori bordo. Pontato: in nautica il termine pontato è impiegato per indicare una unità dotata almeno di un ponte, anche se parziale. Ponte: ogni struttura continua orizzontale che si
estenda da una parte all'altra dello scafo; quello superiore a ogni altro
è detto di coperta. Poppavia: la
direzione verso o dietro la poppa di una barca. A poppavia del traverso o
del baglio maestro sta la parte posteriore della
barca. Poppese: detto anche codetta, è il termine con il quale si identifica il cavo di ormeggio di poppa. Poppetta: nelle imbarcazioni, è il piccolo spazio dove sta il timoniere, tra lo schienale del sedile di poppa e il limite della poppa stessa; è detta anche timoniera. Poppiere: vene chiamato poppiero tutto ciò che, a bordo di una nave, è attinente alla poppa. Si ha, per esempio, la faccia poppiera dell’albero, i cavi poppieri ecc. e quant’altro sia attinente alla poppa o sia rivolto verso questa parte. Portante: vengono dette portanti le andature di una barca a vela quando il vento relativo la investe con angoli superiori ai 90 gradi, cioè dal traverso alla poppa. Portanza:
componente perpendicolare della forza generata sulla superficie di un
solido (vela, timone, deriva, ecc.) per effetto del suo movimento in un
fluido; ad esempio la portanza della deriva è la forza che si oppone allo
scarroccio. Portare (in)- In portare: è detto della vela orientata in maniera adatta a spingere in avanti l’imbarcazione, ricevendo il vento sulla sua faccia poppiera. Una vela è “in portare” quando non dileggia e la scotta è cazzata sottovento. La posizione opposta è detta “a collo” , in tale posizione la scotta viene cazzata sopravento, la vela riceve il vento sulla sua faccia prodiera e fa retrocedere l’imbarcazione. Portata: la portata è la quantità di carico che una nave è in grado di trasportare. Si misura in tonnellate e si distingue in portata netta e portata lorda. La prima è il peso del solo carico trasportato a fini commerciali, mentre nella portata lorda è contenuto anche il peso del carico destinato all’esercizio della navigazione e al mantenimento dell’equipaggio. Portata geografica: di un faro, è la somma delle distanze dell'orizzonte per le due elevazioni, dell'osservatore e del faro. Portata luminosa: di un faro, detta anche portata ottica; è stabilita in base alla frequenza di visibilità alle varie distanze e indicata sugli elenchi dei fari in miglia. Portavoce: con il termine portavoce si intende il congegno meccanico costituito da un lungo tubo recante alle due estremità una sorta di corto imbuto e utilizzato, un tempo, per portare la voce dal ponte di commando al locale macchine e in ogni altro locale in cui si ritenesse necessario. Portelleria: Tutti i portelli e i portellini di murata, sui fianchi della nave. Portello: 1) copertura movibile del foro praticato sul fianco delle navi per i cannoni. 2) il termine portello viene utilizzato per indicare la chiusura rettangolare, con gli spigoli arrotondati e collegata alla mastra mediante cerniere, delle piccole boccaporte, cioè di quelle aperture rettangolari praticate sul ponte o sulle soprastrutture, che mettono in comunicazione il ponte il locale sottostante. Sono chiamate portelli anche quelli praticati lungo la murata, dotati di asse orizzontale, che si aprono soltanto verso l’esterno e che servono alla rapida evacuazione dell’acqua imbarcata. Anche gli oblò possono essere chiamati portellini di luce. Portellone: il portellone è la chiusura della grande apertura ricavata a murata o a poppa delle navi è destinata all’imbarco e allo sbarco di passeggeri e auto. Porticciolo: il porticciolo è un piccolo specchio acqueo protetto da una diga esterna, costituita da due bracci, che consente l’ormeggio e la sosta di natanti principalmente adibiti ala pesca, al diporto o al traffico costiero. All’interno è attrezzato con locali destinati al rimessaggio, con officine meccaniche e quanto altro sia d’ausilio ai mezzi ospitanti. Porto: il porto è un grande specchio acqueo, protetto naturalmente o artificialmente dal vento e dalle correnti predominanti, che offre riparo alle navi e alle imbarcazioni e che consente la movimentazione delle merci e delle persone trasportate via mare. Il porto è delimitato da terra dalla banchina e protetto da due bracci che si protendono verso il mare, chiamati dighe, e protetti esternamente da frangiflutti, costituiti da grossi massi o da scogli artificiali aventi una forma particolare e chiamati tetrapodi. All’interno dello spazio acqueo si trovano i moli i pontili e i pennelli. Lo spazio di banchina compreso tra due moli è detto calata, mentre lo spazio acqueo delimitato dalla banchina e dai due moli è detto darsena. Porto campione: termine usato sulle tavole di marea. E' quello per il quale sono valide le intere ampiezze previste. Porto secondario: nelle previsioni di marea quelle che lo riguardano sono relazionate a quelle del porto campione. Portoghese: il termine portoghese viene attribuito sia ad alcuni nodi marinareschi (gassa portoghese e legatura alla portoghese) sia a un tipo di attrezzatura velica, originaria delle vecchie barche da pesca del Portogallo. Questa attrezzatura è caratterizzata per avere una randa aurica inferita in basso al boma e in lato a un lungo picco, posto quasi verticalmente. E’ un tipo di armamento efficace per tutte le andature ed è quello che ancora oggi viene utilizzato sui dighy. Portolano: pubblicazione edita dall'Istituto Idrografico della Marina contenente notizie particolareggiate e descrizioni di ogni tratto di costa con riferimenti su tutti i punti cospicui; fornisce inoltre indicazioni sui regimi dei venti e sulle correnti nonchè suggerimenti per le entrate nei porti, gli ancoraggi ecc. Portuale: viene detto portuale tutto ciò che ha attinenza con il porto . Si hanno così la polizia portuale, lavori portuali, etc. Posacavi: posacavi è il nome attribuito a una speciale nave destinata alla posa, al salpamento e alla manutenzione dei cavi telefonici o elettrici sottomarini. Queste navi sono dotate di grandi stive all’interno delle quali sono tenuti i cavi da posare, all’estrema prua o a poppa, posseggono delle grandi ruote alle quali gli stessi cavi si appoggiano. Posizione osservata: è come dire punto nave osservato e cioè quella che risulta da osservazioni di segnalamenti o punti cospicui. Pot-au-noir: la zona delle calme equatoriali, in francese ( in inglese è “doldrums”). Si noti che tale zona è soggetta a frequenti fenomeni temporaleschi. Potenza: cavigliera posta a piè d’albero dei velieri, detta anche pazienza. Pozzetto: spazio situato in coperta, al centro o a poppa delle barche da diporto per permettere all'equipaggio di sedere ed essere riparati in caso di maltempo; vi è situata la barra o la ruota del timone, la bussola e vi arrivano le principali manovre correnti; sui bordi del pozzetto sono di solito posizionati i verricelli delle scotte. Pozzo: Qualunque
apertura fatta dalla
coperta
del bastimento in giù, specialmente quelle delle catene e quelle che si
facevano una volta sulla tolda tra i due
castelli,
per metter la barca nella batteria sottoposta, Praho:
( o
prao) - (voce malese). Imbarcazione a vela, talvolta a remi, con scafo
spesso asimetrico e collegato talora a bilanceri, in uso in indonesia e
nei mari della Cina; il tipo di maggiore tonnellaggio era, in passato,
impiegato anche come piccola e veloce nave da guerra. Pram: Battellino di servizio,
caratterizzato dall’avere la prua a specchio come la poppa, in dotazione a
imbarcazioni da pesca dei mai del Nord Europa e a imbarcazioni da
diporto. Premistoppa: elemento della scatola in cui ruota l'asse dell'elica. Premitrecce: il premitrecce detto anche pressatrecce, premistoppa o premibaderne, è costituito da due tubi flangiati e collegati assieme mediante bulloni e dadi o da due manicotti che vengono strettamente collegati in modo da poter comprimere le baderne o le trecce ingrassate, a loro volta sistemate attorno agli assi rotanti per garantirne la tenuta. Presa a mare: tubo chiudibile per
aspirare ed espellere l'acqua attraverso un'apertura nella
carena. Pressione livellata: (Marais barometrique; Fiat low; Flackdrucklage) - Zona in cui la pressione varia di poco, su una certa distanza. Il vento è scarso o molto debole. Prestantino: il prestantino è, in uno scafo in legno, la parte strutturale del massiccio di prua costituito da quei grandi pezzi che costituiscono il prolungamento del paramezzale e servono per unire questo alla ruota di prua. Il prestantino è presente anche nel massiccio di poppa e unisce il paramezzale al dritto di poppa. Previsione: (del tempo). La previsione del tempo è la determinazione degli elementi meteorologici per un determinato tempo futuro in una data zona dell’atmosfera. Si tratta in semplice analisi, di determinare i probabili fenomeni meteorologici (pressione, temperatura, umidità, nuvolosità, venti, stato del mare, etc.), che si potranno verificare dopo un certo periodo di tempo 6, 12, 24, 48, ore etc.) in una certa zona, analizzando il tempo meteorologico presente, le carte del tempo che interessano scale più grandi e le immagini satellitari. Primo ufficiale: l’ufficiale che come grado segue immediatamente il capitano; come tale è anche chiamato “secondo” (sottinteso: “di bordo”), ma non deve essere confuso col secondo ufficiale. Prismatico (coefficiente): II parametro del coefficiente prismatico (o longitudinale) indica il rapporto tra il volume della carena immersa e quello del prisma a questa circoscritto. Questo valore rivela l'omogeneità della ripartizione dei volumi di carena e la loro eventuale riduzione verso le estremità: in pratica è una sorta di indice di penetrazione dello scafo nell'acqua. Un alto coefficiente prismatico, quindi, attesta che l'imbarcazione ha volumi importanti alle estremità e una velocità più limitata. Se il coefficiente è minore i volumi saranno più concentrati a metà scafo. A titolo indicativo, una nave cargo ha un coefficiente prismatico intorno a 0,9, mentre un'imbarcazione a vela tra 0,5 e 0,6.
Profilo alare: Il termine profilo alare si usa per descrivere la qualità di un oggetto capace di offrire la minima resistenza aerodinamica accompagnata dalla massima portanza (una delle componenti della forza aerodinamica), come un'ala d'aeroplano o una vela. Una deriva o una pala di un timone hanno generalmente un profilo alare pieno e simmetrico, mentre una vela ha un profilo alare sottile e a-simmetrico. L'Ente Aeronautico Americano (Naca, National Ad-visory Committee for Aeronau-tics) è stato uno dei primi organismi a studiare e catalogare centinaia di profili alari. Un bulbo di un'imbarcazione con "profilo Naca" è realizzato quindi utilizzando uno dei modelli realizzati da questo ente. Proiezione di Mercatore: proiezione cilindrica in cui meridiani e paralleli sono linee rette parallele che si intersecano ortogonalmente. E' la classica carta nautica sulla quale è possibile tracciare le rotte lossodromiche con line rette e misurare le distanze sulla scala delle latitudini e cioè lungo il meridiano. Promontorio: (Dorsale; Ridge; Ruecken eines Hochs) -Lingua di alta pressione che s'insinua in una zona dove la pressione è bassa; comporta miglioramento del tempo. Propulsione: la propulsione è l’azione mediante la quale si assicura il moto allo scafo. Questa può essere: a. a remi, se il moto è generato dalla spinta dei remi mossi dai rematori; b. eolica, se il moto è generato dall’azione del vento che investe le vele, opportunamente orientate; c. meccanica, se il moto è generato dall’azione di un meccanismo messo in movimento per effetto della combustione. Propulsore: il propulsore è l’organo che produce il movimento dello scafo. Nelle imbarcazioni a remi il propulsore è il remo, che in fisica è considerato una leva di secondo genere, con la potenza nell’impugnatura, la resistenza nella scalmiera ed il fulcro in mare, nel centro della pala immersa. Negli scafi a vela il propulsore è la vela, che sfrutta la portanza generata dallo scorrere del vento sulla sua superficie. Negli scafi a propulsione meccanica i propulsori possono essere eliche, idrogetti, ruote a pale, rotori, ect. Che sfruttano il movimento meccanico degli organi, generato da un fluido per mezzo della combustione. Prora o prua: 1) parte anteriore dell'imbarcazione. 2) la direzione in cui la barca sta puntando, ma non quella seguita, che può essere diversa a causa dello scarroccio e della deriva. Prora al vento: dicesi di quando la prua è proprio nel letto del vento e cioè l'asse longitudinale della barca coincide con la direzione del vento che investe la prora. Prora bussola: (Pь) l'angolo fra la direzione della prora della barca e la direzione del nord indicata dalla bussola, che subisce l'effetto della declinazione magnetica (vedi) e quello dei ferri di bordo e cioè la deviazione (vedi). Prora magnetica: (Pm) l'angolo fra la direzione della prora e quella del meridiano magnetico del punto in cui la barca si trova (vedi Nord magnetico). Prora vera: (Pv) l'angolo fra le direzioni del Nord vero, ossia geografico, con la direzione della prora della barca e cioè del suo asse longitudinale. Proravia: il termine proravia (o pruavia) viene utilizzato per indicare tutto quanto si trova anteriormente al piano centrale dello scafo (che generalmente coincide con la sezione maestra), sia che si tratti di parti o persone che stanno sullo scafo, sia di oggetti, cose o persone al di fuori. Si utilizza anche la locuzione: “a proravia del traverso” per indicare oggetti, cose o persone che si trovano fuoribordo, in una direzione compresa tra l’asse trasversale (il traverso) e la direzione della prora. In questo caso viene indicato anche il relativo lato dicendo “ a proravia del traverso a dritta” o a sinistra secondo le circostanze. Provveditore: fornitore di bordo, fornitore navale, generalmente chiamato all’inglese, “ship chandler”, anche nella marina mercantile italiana. Prua: la parte anteriore di qualsiasi imbarcazione. Viene chiamata indifferentemente anche prora; col significato di direzione viene preferito quest'ultimo. Prua al vento: si dice di una barca ancorata o anche ormeggiata contro vento. Mettere la prua al vento e una manovra che si fa per fermare rapidamente la barca in quanto le vele prendono a collo. Pruavia: vedi proravia. Puggia: Puggia o poggia è l’allontanamento della prua dalla direzione da cui proviene il vento. Il termine deriva dal nome “poggia” dato alla manovra corrente sistemata, nelle vele latine, nella parte inferiore dell’antenna e che serve a tesare il “carro” (la parte bassa dell’antenna) sottovento. Questa manovra era opposta all’orza che, al contrario, serviva per tesare il carro sopravvento. Puggiare: o poggiare,
manovrare per portare la barca maggiormente nella direzione di
propagazione del vento, ovvero aumentare l'angolo tra vento apparente e
rotta dello yacht (massimo 180 gradi). Dalla bolina si passa al traverso e
da questo alle andature portanti. Pungere: dicesi di quando, per aver stretto troppo al vento, una vela si gonfia irregolarmente lungo il bordo d'inferitura o comincia a fileggiare. Viene impiegato per indicare che una vela che si trova sul punto di dileggiare soprattutto nella parte alta, in prossimità della penna, o comunque quando inizia a non portare in modo corretto. Puntale: elemento centrale di sostegno situato fra i ponti. Il puntale anticamente era un regolo opportunamente graduato che, sistemato verticalmente (e quindi di punta), serviva a misurare l’altezza interna dello scafo, dalla faccia superiore della chiglia alla faccia inferiore del baglio. Ancora oggi è chiamata puntale la misura verticale dell’altezza dello scafo compresa tra la chiglia e il baglio. Puntello: in senso generale il puntello è qualsiasi asta in legno o altro materiale impiegato per sostenere qualcosa. Più propriamente è ciascuno di quei grossi travi che sorreggono in più punti i bagli dei grandi bastimenti costituendo una specie di colonnato. Punti cardinali: nella geografia terrestre indica le 4 posizioni convenzionali di riferimento: Nord, Est, Sud, Ovest. Punto: con il nome generico di punto si indica la posizione di qualcosa. Si ha così il punto di fonda, il punto di attracco, il punto nave, il punto di rotazione, il punto cardinale, il punto di arrivo, il punto di partenza,il punto sub astrale, il punto stimato, etc. Punto astronomico: la posizione della nave in navigazione, in un determinato istante, calcolata con i dati dell’osservazione dell’altezza degli astri (punto osservato). Punto cospicuo: qualsiasi oggetto sulla costa
facilmente visibile e identificabile dal mare; sono punti cospicui fari,
campanili, ciminiere ed anche montagne o gole; i punti cospicui più
significativi sono indicati sui Portolani. Punto di tenuta: la zona del fondo dove
l'ancora ha fatto presa. Punto nave osservato: è l'intersezione di più linee di posizione determinate con l'osservazione di astri o di oggetti terrestri. |
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Lettera
Q Quadrantale: viene detta quadratale la rotta, la prora e qualsiasi altra direzione relativa all’orizzonte che viene legata a un sistema di riferimento i cui valori non siano superiori alla quarta parte dell’angolo giro. Pertanto una direzione espressa con il sistema quadratale non supera il valore di 90° e deve essere preceduta dal segno Nord o Sud e seguita dal segno Est o Ovest. In questo modo ogni direzione compresa nel primo quadrante sarà indicata con N x° x’ x” E, una direzione compresa tra 90° e 180° sarà indicata con S x° x’ x” E, una direzione compresa nel terzo quadrante (da 180° a 270°) sarà indicata con S x° x’ x” W e, infine una direzione compresa tra 270° e 360° verrà indicata con N x° x’ x”W. Questo sistema di riferimento per l’angolo di rotta è utilizzato nella soluzione di alcuni problemi di navigazione. Le relazioni che legano il valore della rotta quadrantale “r” con la rotta circolare “R” sono le seguenti: - nel 1° quadrante R = r; nel 2° quadrante R = (180° - r); nel 3° quadrante R = (180° + r); nel 4° quadrante R = (360° - r). Quadrante: 1) termine generico, che oltre ad indicare lo schermo di uno strumento, orologio, barometro, etc. viene anche attribuito alla quarta parte dell’angolo giro. In base a tale considerazione l’orizzonte viene diviso in quattro quadranti, ognuno ampio 90°, numerati con cifre romane, in senso orario, a partire dalla direzione cardinale Nord. 2) antico strumento per la navigazione, menzionato per la prima volta in un documento del 1456, era sicuramente in uso ben prima di quella data, consisteva in un settore circolare di 90°, in legno o metallo, con il lembo graduato, che recava su uno dei lati due traguardi per osservare l’astro , mentre un filo di piombo consentiva di misurarne l’altezza. Quadrante di Davis: antico strumento per la navigazione, comparve alla fine del XVI secolo, si usava dando le spalle al Sole, così da misurare l’altezza senza essere abbagliati. Quadranti: sono i
quattro settori in cui è idealmente divisa la rosa della bussola: da 0 a
90 gradi primo, 90-180 secondo, 180- 270 terzo e 270-360 gradi quarto
quadrante: ad esempio si usa dire "venti del primo quadrante" se essi
stanno sopraggiungendo da una direzione compresa tra Nord ed
Est. Quadratura: viene detta “di quadratura” la marea che si verifica durante la fase lunare del primo e dell’ultimo quarto. Durante tale periodo lunare le maree generate (di primo quarto e di ultimo quarto) sono le più piccole. Quadrireme: antica nave a quattro ordini di remi usati dai romani. Quadro: termine generico per indicare il tipo di bastimento armato con vele quadre come le navi, i brigantini, etc. Con lo stesso termine veniva indicata la branda che, in seguito, utilizzando termini di origine caraibica venne chiamata amaca. Quadro di poppa: lo spazio centrale, sopra la linea di galleggiamento della poppa, ove generalmente è scritto il nome delle navi mercantili. Quaranta ruggenti: sono
così chiamati i forti venti da Ovest al di sotto del quarantesimo grado di
latitudine Sud; essi soffiano quasi senza tregua non incontrando nel loro
moto nessuna terra emersa. Quarantena: La quarantena è il periodo di quaranta giorni di isolamento che veniva imposto a persone infette o sospette di avere malattie contagiose. Il termine è ancora in uso nella nautica, anche se il periodo di isolamento è generalmente limitato al tempo necessario per permettere all’ufficiale sanitario del porto di verificare lo stato di salute e le condizioni igieniche di quelle navi che provengono da parti dove vi siano epidemie o malattie endemiche contagiose. Le navi che chiedono la visita dell’Ufficiale sanitario, per potere liberamente accedere al porto e alle operazioni di sbarco e carico delle merci e delle persone, espongono la bandiera gialla, corrispondente alla lettera “Q” del codice internazionale dei segnali. Quartabuono: il quartabuono, detto anche quartabuono, è quello strumento in legno utilizzato dai maestri d’ascia per tracciare angoli e per squadrare pezzi ricurvi. Quartiere: con il termine quartiere nella nautica si intende ciascuna delle tre parti in cui è divisa longitudinalmente una nave, vale a dire il quartiere prodiero, il quartiere maestro e quello poppiero. Con lo stesso vocabolo viene indicata ciascuna di quelle tavole che, nel vecchio sistema di serraggio dei boccaporti, venivano utilizzate per la loro chiusura. Il termine figura anche nella bussola per indicare ciascuna delle quattro divisioni dell’orizzonte composto da due venti. Per finire, l’espressione “far quartiere” o “dar quartiere” significa allargare qualcosa, aprire l’angolo dei tiranti, delle sartie e di qualunque altra manovra. Le crocette nell’alberatura moderna servono per dare quartiere alle sartie alte. Quartieri: chiusure dei boccaporti. Quartina: riferendosi alla rosa dei venti, la quartina, è la sua più piccola suddivisione, equivalente alla misura di 2°48’45”, che corrisponde alla metà di una mezza quarta,ampia 5°37’30”. Nell’antica suddivisione della rosa dei venti, la mezza quarta veniva rappresentata con numerosi rombi oblunghi, che per similitudine agli aghi calamitati delle bussole, indicavano con la loro diagonale maggiore la direzione di trentadue settori ampi una quarta (11°15’). Otto rombi maggiori, ampi ciascuno quattro quarte (11°15’ x 4 = 45°), formavano gli otto venti principali, tra questi otto rombi ve ne erano altri otto più piccoli, ampi quattro mezze quarte (5°37’30” x 4 = 22°30’), tra questi ancora sedici piccoli rombi, ciascuno quattro quartine (2°48’45” x4 = 11°15’). Quarto: 1). quella parte della barca che sta a mezzavia tra baglio maestro e la poppa. 2). turno di guardia di quattro ore. Quartiermastro: sugli antichi velieri
l'ufficiale incaricato di sovrintendere alle guardie e di avviare i
gabbieri alle manovre. Quercia: albero usato anticamente per costruire vascelli. Nel modellismo si adopera nei listelli per il fasciame. Quinto: quinto è sinonimo di costola, o ordinata principale, che veniva fissata alla chiglia a distanza regolare e che serviva da guida e allineamento alle altre costole. Il nome deriva dal fatto che queste costole erano sistemate in corrispondenza di ciascuno dei cinque punti, pressappoco equidistanti, in cui veniva suddivisa la lunghezza della chiglia. |
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Lettera
R R: Bandiera da segnali di forma rettangolare, rossa con croce gialla. Alzata isolatamente, nel Codice internazionale significa: Son fermo e senza abbrivo, potete passare navigando con molta cautela. Rabazza: parte inferiore di un albero di gabbia o di velaccio compresa tra la testa di moro e il suo piede. Raccare: Dar di stomaco. "Voce marinaresca di uso familiare, che ha in sé una punta dispregiativa per coloro che soffrono il mal di mare" Racco: nome specifico del tipico vomito da mal di mare. Raccomandatario: il raccomandatario è la persona che, nei porti diversi da quello di armamento, rappresenta l’armatore, il noleggiatore o il vettore della nave mercantile. Il raccomandatario marittimo svolge attività di assistenza al comandante nei confronti delle autorità locali, di ricezione o di consegna delle merci, di operazioni d’imbarco e di sbarco dei passeggeri, di acquisizione di noli, della conclusione di contratti di trasporto per merci e passeggeri con il rilascio dei relativi documenti, nonché qualsiasi altra analoga attività per la tutela degli interessi a lui affidati. Rada: area di mare racchiusa e protetta da
terra emersa o barriere artificiali, con ampia apertura rivolta al mare
aperto, così da rendere agevole l'ingresso anche con cattive condizioni
meteorologiche. Radazza: la radazza, detta anche redazza è quella sorta di scopa formata da un certo numero di filacce di canapa o cotone, tenute assieme e fissate all’estremità di un bastone, a mappa, mediante un nodo. Erano utilizzate per sciacquare i ponti o asciugarli dopo averli lavati. Può considerarsi il primo modello dell’attuale “mocho” utilizzato oggi nelle case. Raddobbare: raddobbare è il termine marinaresco utilizzato per indicare i lavori che vengono eseguiti per la riparazione di una barca, eliminando le parti danneggiate e sostituendole con altre nuove. Raddobbo: operazione o lavoro di riparazione e restauro. Radio: Con l’avvento della radio furono estesi a tutte le navi i servizi inerenti la navigazione, potendo controllare il cronometro in mare si risolse definitivamente il problema di stabilire la longitudine. Radiocomunicazioni: le R. comprendono tutti i diversi sistemi adoperati per la comunicazione in mare mediante apparecchiature che utilizzano le onde radio. Radiofaro: con il termine radiofaro si intende una stazione costiera radio marittima che trasmette circolarmente segnali radiotelegrafici, opportunamente studiati per agevolare la loro propagazione, su frequenze comprese tra i 280 ed i 315 kHz. Questi segnali vengono emessi da antenne verticali alte una cinquantina di metri e sono periodicamente interrotti per trasmettere il nominativo della stazione. Oltre ai radiofari rotanti, esistono i radiofari direzionali (R.D.). Questi ultimi trasmettono un determinato segnale, corrispondente a una certa lettera del codice Morse, in un ristretto settore e, contemporaneamente, altri due segnali diversi tra loro, in due settori a dritta e a sinistra del principale. L’operatore dovrà mantenersi con la direzione della prua in corrispondenza del segnale principale e sarà avvisato, dal ricevimento di uno degli altri due segnali, della variazione di prua che dovrà assumere. Radiogoniometro:
nacque nei primi anni del 1900 e nel 1921 fu installato il primo Radiofaro. Raffetto: Strumento a vite e madrevite per forzare e rimettere a posto le teste di tavole spostate nel fasciame. Raffica: innalzamento violento ed improvviso, ma di durata limitata, della velocità del vento. Raffio: Arnese già usato per distaccare e sollevare le torpedini dal fondo del mare. Ragna: Ciascuna delle funicelle che passano per i buchi aperti davanti alla facciata di una coffa e per i buchi della mocca, che formano come altrettanti rami. Una tale rete è usata per difesa della vela, che altrimenti si consumerebbe contro la coffa. Ragno: insieme di elastici legati assieme e utilizzati per serrare una vela. Rais: 1) Titolo di colui che faceva da comandante nei bastimenti piratici. 2) Nelle tonnare italiane il dirigente di tutta l'organizzazione tecnica della pesca. 3) Rais di montagna: le vedette che, nelle tonnare, si tengono in luoghi elevati per avvistare le frotte di tonni in arrivo. Dall'arabo ra'is "capitano di bastimento". Ralinga: cima posta su un bordo della vela come rinforzo dell'orlatura; quando si trova sull'orlo inferiore (ad esempio nella randa) prende il nome di gratile. Si dice che le vele sono in ralinga quando non sono gonfiate dal vento. Rampino:
ferro curvo con cavo, utilizzato per afferrare il bordo di una barca o di
una nave in caso di abbordaggio. Randeggiare:
navigare in prossimità di costa. Rastremato: Un oggetto è rastremato quando ha forme più sottili, levigate, dal basso verso l'alto o da un lato all'altro. In un'imbarcazione a vela è l'albero, per esempio, ad avere spesso forme rastremate, con profilo schiacciato per offrire meno resistenza al vento. A questo scopo sono sempre più diffusi sulle barche da regata anche gli alberi girevoli, orientabili al vento per avere un migliore bordo di attacco soprattutto nelle andature di bolina. Un coefficiente di rastremazione, che indica il rapporto tra la lunghezza della parte superiore e quella del lato inferiore di un oggetto, si usa anche per descrivere la forma della chiglia. Rastrematura: assottigliamento dell`albero
nella parte anteriore terminale alta, per diminuire il peso e aumentare la
flessibilità longitudinale. Refitting
-
Uno scafo che ha subito
consistenti lavori di rifacimento o restauro si dice che è stato
sottoposto a refitting. Regnante: Si dice del vento che in una località soffia con maggior frequenza durante un determinato periodo. Quando la frequenza si riferisce distintamente alle quattro stagioni, si hanno i venti regnanti, rispettivamente in inverno, in primavera, in estate e in autunno. Dei venti regnati si tiene conto nello studio della disposizione delle opere di difesa dei porti. Regolamento Mace Race: (regole base) Dare acqua: Con questo termine si intende
manifestare a viva voce il proprio diritto di
precedenza.
Relitto: tutto ciò che avanza da un
naufragio. Remo alla battana: pagaia doppia, (così detto perché utilizzato a bordo di un piccolo e sottile battellino a fondo piatto, detto Batto), costituito da due pale, disposte su piani perpendicolari e collegate da una corta asta, che funge anche da impugnatura. Remolino: groppo di vento violentissimo e turbinoso, ossia tendente a ruotare continuamente. Remora: area sopravvento alla barca dove si crea una diminuzione del moto ondoso per effetto dello scarroccio, sia con cappa secca che con cappa filante. Reticolo: una serie di linee, solitamente parallele, sovrapposte a una carta per carteggio, che servono come riferimento direzionale per la navigazione. Due serie di rette perpendicolari che che dividono una carta o un piano in quadrati e rettangoli, per permettere la localizzazione di qualsiasi punto, usando un sistema di coordinate ortogonali. Ricalare: fare scendere in coperta un albereto, o un albero di gabbia, di una nave a vele quadre. Rida:
(detto anche corridore) nome specifico della fune che, passata nei fori
delle bigotte, con la sua trazione le avvicinava, mettendo in tensione le
manovre dormienti. Riflusso: movimento discendente della marea. Rigge: Bastoni di ferro posti ai lati delle coffe per fissare le sartie di gabbia, e ai lati delle barre per le sartie di velaccio. Rigger:
(velico) marinaio iper-specializzato, si occupa esclusivamente di montare,
regolare e riparare tutte le manovre dormienti e correnti con le quali
viene armata una barca a vela, dall’alberatura, al sartiame, alle drizze,
alle scotte, ai bracci, alle attrezzature di sicurezza e agli accessori di
coperta. Rilevamento bussola (Ril b): l'angolo fra la visuale dell'oggetto rilevato e l'indicazione della bussola e cioè la direzione del Nord indicata dalla bussola. Rilevamento magnetico: (Ril m) l'angolo che la visuale dell'oggetto osservato forma con la direzione del meridiano magnetico locale. Rilevamento vero: (Ril v) la somma algebrica del rilevamento magnetico e della
declinazione (d), e cioè l'angolo fra la direzione del Nord vero e la
visuale dell'oggetto osservato. Rimontare: raggiungere, oltrepassare. Rimontare la corrente, il vento: navigare contro corrente, contro vento. Rimpotio: Piccola maretta molto frequente e incomoda, che si fa sentire a volte anche in porto. Anche "ribollìo". RINA: Registro Italiano Navale; organo
ministeriale a cui è affidata la verifica, il collaudo e l'omologazione di
attrezzature nautiche o imbarcazioni in genere. Risacca: la risacca è il
movimento ritmico delle onde del mare che infrangendosi sulla riva o su un
ostacolo provocano un’onda di ritorno. All’interno dei porti tale
movimento risulta particolarmente fastidioso per le imbarcazioni
all’ormeggio, che se non disposte adeguatamente e protette da parabordi
possono subire seri danni. Ritegno: ritegno deriva dal verbo ritenere ed è riferito alle manovre che sono adoperate per tenere in una certa posizione e per un certo periodo di tempo un oggetto come per esempio il boma nelle andature di poppa per evitare una strambata involontaria. Ritenuta: fune o paranco che limita o impedisce le
oscillazioni accidentali di parti dell'attrezzatura o che trattiene o
guida vele o altri carichi durante l'ammainata, ossia la
discesa. Rizza: cima usata per assicurare qualsiasi
oggetto mobile. Rollare, rollio: l’oscillazione alterna della nave da un fianco all’altro per effetto del motto ondoso del mare. La parola vuol dire invece “arrotolare” nelle espressioni come “rollare una branda, una tenda”. Rollio: oscillazione trasversale della nave impressa dal moto ondoso. Rombo: 1) specie ittica, con il corpo a forma schiacciata. Vive su fondali sabbiosi. 2) Nelle bussole marine era detta rombo ciascuna delle 32 figure romboidali il cui asse maggiore indicava la direzione del vento. L’intera rosa era, quindi , divisa in 32 rombi o quarte, ampi ciascuno 11°15’. Ciascun rombo, a sua volta , era diviso in mezze quarte ampie 5° 37’ 30’’. Romeo: termine che rappresenta la lettera R nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. Rompighiaccio: il rompighiaccio è un tipo particolare di nave costruito con specifici accorgimenti per la navigazione lungo mari ghiacciati, con lo scopo di aprire un passaggio alle altre navi. La principale caratteristica di questa nave è l’angolazione data alla sua ruota di prua, che si trova piuttosto alta, solida e adeguatamente angolata. Rosa: il termine rosa è utilizzato principalmente per indicare il disco di mica o materiale plastico al quale sono solidali gli aghi magnetici della bussola. Su tale bussola viene raffigurato l’intero orizzonte con le varie direzioni cardinali e proprio a questa raffigurazione si deve il nome di rosa, il cui fiore, con i petali che partono dal centro, sovrapposti e appuntiti, ricordavano molto il disegno dei dischi delle bussole antiche con i rombi, le mezze quarte e le quartine. Rosa
del pilota:
l’antenata della moderna bussola. Già dotata di un ago magnetizzato,
veniva orientata con il levante, al sorgere del sole: permetteva al
timoniere di mantenere la rotta.
Rosso:
Il colore rosso nella nautica viene attribuito alla sinistra al pericolo.
Sono rossi i fanali laterali che una nave mostra sul suo lato sinistro, è
rosso il fanale posto a sinistra dell’imboccatura dei porti, è rosso il
colore dei segnali di soccorso, sono rosse le boe laterali da lasciare a
sinistra, ecc. Rotazione antioraria del vento: (Revenir; backing, links drehen) - Variazione della dirczione del vento in senso contrario alle lancette dell'orologio. Rotazione oraria del vento: (Tournant a droite; Veering; Recht drehen) - Variazione della direzione del vento nel senso delle lancette dell'orologio. Rotta: direzione lungo cui muoversi per raggiungere un punto desiderato; I'angolo di rotta è espresso in gradi e può essere riferito al Nord geografico (rotta vera), al nord magnetico terrestre (rotta magnetica) o al nord indicato dalla bussola di bordo (rotta bussola) a seconda che siano o meno considerate la deviazione e la declinazione, apportando di volta in volta le dovute correzioni. Rotta superficie (Rvs): anche rotta vera di superficie; il camino effettivamente seguito dalla barca rispetto alla superficie marina supposta ferma e cioè in assenza di corrente. E' data dalla prora vera e dall'angolo di scarroccio che viene considerato positivo con spostamento sulla dritta (vento da sinistra) e negativo in caso contrario. Round Robin: è il
nome dei primi tre gironi della Louis Vuitton Cup. |
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Lettera
S S: Nome di una bandiera nella serie da segnali del Codice internazionale, di forma rettangolare bianca, avente nel mezzo un piccolo rettangolo turchino coi lati paralleli agli orli. Alzata sola significa: Le mie macchine vanno indietro a tutta forza. Sabordo: portello praticato sulla fiancata della nave per la fuoriuscita del cannone. Saccatura: (Thalweg; Trough; Trog) - Lingua circoscritta di bassa pressione che s'insinua in una zona dove la pressione è alta; comporta peggioramento del tempo. Collegata a quella principale evidenzia un corrugamento più o meno accentuato delle isobare. Saccoleva:
1.
Vela di forma quadrilattera, inferita a un albero, e tenuta distesa da
un’asta disposta diagonalmente, dal piede dell’albero al vertice superiore
poppiero della vela ( detta anche vela a tarchia o a sacco). –
2. Tipo di piccolo veliero, siciliano e greco, attrezzato a
trabaccolo per la pesca delle spugne. Sala nautica: sulle navi mercantili, la camera situata sul ponte di comando, riservata al capitano e agli ufficiali, in cui si tengono carte e strumenti nautici, e si eseguono i calcoli necessari alla navigazione. Salmastra: Le salmastre sono fatte come i morselli, ma invece di filacce s'impiegano fili di comando, in maggior numero, e la cui grossezza varia secondo la dimensione della salmastra. Serve per collegare il viratore con la catena dell'ancora e per altri lavori d'ormeggio. Salpa
ancora: particolare tipo di verricello normalmente munito di barbotin,
per facilitare le manovre di ancoraggio (salpare, spedare. gettare
l'ancora, ecc.). Sartie volanti: speciali sartie fissate a poppavia del traverso che possono essere tesate o allascate. Mentre si tesa quella sopravvento si allasca quella sottovento, per non impedire il movimento del boma. Sassola: cucchiaio recipiente in plastica o in legno a forma di paletta usata per sgottare. Savoia, nodo: nodo di
arresto; viene usato per impedire che l'estremità di una cima sfugga da un
foro. Sbarra di Flinders: masse di ferro dolce sistemate presso la bussola per compensare e ridurre quanto più possibile le deviazioni dell’ago magnetico provocate dal ferro di bordo. Sbirro: anello di cima usato per fissare un paranco a
un’ asta o per fare una braca. Scalmiera: apertura ricavata sul parapetto o
sulla falchetta, che sostiene il remo e fa da fulcro per la
voga. Scia: traccia spumeggiante che viene lasciata
sull'acqua da un'imbarcazione in movimento. Scotta: cima di
manovra per tendere verso poppa qualsiasi vela; ogni scotta prende nome
dalla vela cui è connessa: scotta di randa, scotta di
fiocco. Cima utilizzata per regolare la vela partendo dal suo angolo
posteriore basso (punto di scotta); la trazione sulle scotte viene di
solito esercitata parallelamente al piano di
coperta. Scuffia:
fare scuffia, scuffiare. Il capovolgersi di un
imbarcazione. S-drive:
l’S-drive
(Sail-drive)
è un tipo di trasmissione meccanica
che non necessita di linea
d’asse ma utilizza un piede collegato
al motore attraverso un
apposito foro situato al centro della
carena. Sempre più diffusa a
bordo delle imbarcazioni a
vela, è stata progettata per prima dalla Volvo Penta e commercializzata a partire dal
1975. Segnalatori subacquei: Sono basati sull'emissione, più o meno lunga a seconda dei segni dell'alfabeto Morse, fatta per mezzo di un disco metallico, o da un gruppo di essi, sistemati a contatto dell'acqua e posti in vibrazione con dispositivi elettrodinamici o elettromagnetici azionati da un tasto manipolatore. Le onde sonore propagandosi in acqua e giungendo al disco, o al gruppo, di eguale apparecchio della nave ricevente, lo fanno entrare in vibrazione, generando in analoghi dispositivi elettrodinamici ed elettromagnetici delle correnti elettriche, che, amplificate da valvole termojoniche, azionano la cuffia telefonica di chi riceve, riproducendo i segnali Morse trasmessi. Segnavento: oggetto atto a indicare la direzione di
arrivo del vento normalmente è formato da una freccia o una banderuola
ruotanti su un perno fissato sulla testa d'albero; può essere anche un
sottile filo di lana posizionato soprattutto nelle vicinanze della
inferitura e lungo la balumina: il suo distendersi al vento o il muoversi
scomposto segnala la presenza o meno di moti turbolenti che diminuiscono
drasticamente la efficienza della vela. Sequaro: può indicare sia il modo di trattenere una
cima di manovra sia la parte di essa che resta sempre a disposizione di
chi deve maneggiarla. Settore caldo: (Secteur chaud; warm air; warme Luft) - La massa d'aria relativamente calda e stabile compresa fra il fronte freddo e il fronte caldo di una perturbazione extratropicale. Sezioni: Nei piani costruttivi di un'imbarcazione per sezioni si intendono solitamente quelle trasversali, ovvero i disegni delle linee che risultano tagliando lo scafo a fette perpendicolari all'asse più lungo (le "ordinate"). Sapere "leggere" la loro disposizione è fondamentale per la comprensione delle caratteristiche della barca. Sezioni a "U" con fiancate verticali, per esempio, sono spesso caratteristiche dei progetti da regata ottimizzati per il sistema di stazza Ims. Sferire: togliere le vele ai pennoni ecc.; l’opposto di inferire. Sferzina: 1) "Corda marinaresca di sforzo grandissimo rispetto alla sua dimensione. Suole avere la circonferenza di sette centimetri: usa canape sceltissime di primo tiglio, e così ben torta, che non si piega altrimenti che a larghi colli. Serve a tirare lo strascico del gran sacco di rete dietro alle paranze; ed ai più ardui lavori di tonnellaggio e rimburchio". 2) Corda attaccata alla rete delle bilancelle. Sgottare: togliere l'acqua dalla sentina, dai gavoni o in generale dal fondo della barca. Sierra:
termine che rappresenta la lettera S nell'alfabeto fonetico internazionale
ICAO. Sistema frontale: (Système frontal; frontal System; frontales System) - Insieme di fronte caldo, fronte freddo e fronte occluso, facenti parte della stessa depressione. Skeg: supporto rigido posto a volte anteriormente alla pala del timone allo scopo di sostenere le cerniere su cui ruota l'asse del timone stesso; funge anche da protezione alla pala in caso di urto con corpi semimmersi. Skiff:
Con il termine skiff vengono
chiamati quelle veloci derive
plananti, monotipo o classe
open, dotate di terrazze, grande gennaker e bompresso. Diffusi
da molti decenni in Australia, sono
stati introdotti in Europa
agli inizi degli anni 90 con la classe dei 18 piedi. Dal 2000 uno skiff, il 49er, è anche
classe olimpica. Slanci: Per slancio si intende quella parte dello scafo che oltrepassa le perpendicolari della linea al galleggiamento, sia a poppa che a prua. Molto pronunciati nelle imbarcazioni d'epoca, consentono tra l'altro di far defluire meglio l'acqua quando la prua fende l'onda. Attualmente gli slanci nelle imbarcazioni sono ridotti o assenti per aumentare al massimo la linea di galleggiamento, guadagnare spazio interno e anche per ragioni di rating legati alle stazze Ims e Ire. Slitta:
ceppo metallico scorrevole in una rotaia, portante un gufare su cui si
attacca lo strozzascotta della randa o un bozzello di scorrimento della
scotta del fiocco.Serve per variare gli angoli di
scotta. Slot: è detta slot la zona in cui genoa e
randa si sovrappongono. Spazio tra le vele. La larghezza dello slot
dipende dal modo in cui le due vele sono state regolate. Solcometro
a barchetta:
antico
strumento per la navigazione,
descritto per la prima volta nel 1574 da William Bourne. Esso era
costituito da una sagola graduata per mezzo di nodi e da un legno
zavorrato in modo che rimanesse verticale una volta messo a mare: la
distanza tra i nodi corrispondeva a una frazione di miglio pari alla
frazione di ora impiegata per misurare il tempo ; se, per esempio, si
usava una clessidra da mezzo minuto corrispondente a 1/120 di miglio, una
volta filata a mare la barchetta , la velocità della nave era data dal
numero di nodi che scorrevano nell’unità di tempo, da cui si è tramandata
fino a oggi l’usanza di esprimere in nodi la velocità delle
navi. S.O.S.: le lettere sos sono state adottate da una commissione internazionale nel 1906 perché nel codice morse costituiscono una serie sonora molto caratteristica (…---… tre linee tre punti tre linee). Successivamente (Save Our Souls - salvate le nostre anime). Al contrario la chiamata di soccorso “May Day” utilizzata in fonia, anch’essa adottata internazionalmente, viene dal francese “m’aidez”, aiutatemi. Sospensore: catena o asta metallica cui è in
genere sospeso ogni pennone maggiore e di
gabbia. Sottovela: con le vele spiegate al
vento. Spectra:
una delle fibre sintetiche più leggere e resistenti è lo Spectra. Di colore
azzurrognolo, è molte volte
più resistente dell’acciaio e
meno soggetto all’abrasione.
Utilizzato per vele e cordame. Un prodotto con caratteristiche analoghe è il
“Dyneema”. Spi: il termine spinnaker, la grande vela di taglio simmetrico che viene alzata a prua per sfruttare al meglio il vento di poppa, subisce spesso numerosi tentativi di abbreviazione. Tra questi: spi, spin, spy, etc. Spiaggetta: nell’uso nautico attuale, il termine spiaggetta indica la parte a estrema poppa dello scafo realizzato a mo’ di piattaforma orizzontale in modo tale da consentire di scendere e risalire comodamente in acqua. Viene definito anche “plancetta” o “ poppa attrezzata”. Spiegare: per una vela s'intende l'atto di scioglierla, inferirla se necessario e mandarla a riva ossia issarla o alzarla. Spigolo: In una carena non rotonda lo spigolo è l'angolo (più propriamente il "diedro") formato dai vari piani longitudinali dello scafo. In base al numero di diedri si possono avere carene a doppio, triplo spigolo, etc. Si ricorre a questo tipo di costruzione quando si utilizzano materiali con lamiere o assi di legno piani a cui non è possibile dare adeguata curvatura nei due sensi (longitudinale e trasversale). A spigolo sono barche come il Vaurien, il Caravelle, l'Opti-mist, lo Star, ma anche imbarcazioni d'altura come l'Ovni del cantiere francese Alubat. Spigone: asta leggera sulla quale erano
inferite alcune vele di straglio. Sprayhood:
la copertura, fissa
o amovibile, che parte dalla tuga e copre parte del pozzetto è detta cappottina o paraspruzzi. Si può dire anche capote, ma spesso viene citata con il termine inglese
sprayhood. Staziografo: nella sua versione più comune è uno strumento composto da un cerchio graduato e da tre alidade, che serve nella navigazione costiera per fare il punto nave con la differenza di due rilevamenti. Stazione
del vento: la
misura della direzione e
dell’intensità del vento, a bordo è affidata alla stazione del vento
che comprende almeno un rilevatore in testa d’albero, uno strumento che riporta i vari dati e
i necessari collegamenti. Stellata: si dice di prua o di poppa molto snella. a doppia stellatura sono quelle barche aventi la prua e la poppa ugualmente affusolate. Stellato: Le parti stellate di una barca, nella costruzione navale sono quelle che fanno riferimento alle sezioni prodiere, che terminano con le estremità più o meno appuntite. Per estensione si dice stellata una carena dalle forme affinate, tendenti a formare una "V". Sticcare: stringere molto il vento, ossia
orzare finché le vele non accennano a fileggiare. Strallo o straglio: cavo di prua di sostegno
per l'albero verso prua e luogo di inferitura dei
fiocchi. Stramba: Corda fatta di fibre intrecciate, non ritorte, di ginestre, canna o paglia. Strambare: cambiare di bordo in una andatura di poppa, ovvero cambiare le mure al vento passando per la poppa piena. Strambata: rotazione di una vela di taglio
con andatura di poppa e conseguente cambio di mura. E' una delle fasi
della virata in poppa, per cui si passa il boma da una banda all'altra.
Trattasi di manovra controllata quando viene eseguita par cambiare rotta o
mure, ma può essere anche accidentale. Strisce: bande di stoffa tese
longitudinalmente sul fondo, all'interno della barca a vela (derive) che
servono per tenersi con i piedi quando il corpo è teso verso
l'esterno per controbilanciare lo sbandamento. Strozzacavo: un tipo di galloccia speciale
che consente di fissare la cima molto rapidamente con un dispositivo di
blocco. Sudovest: il berretto di tela cerata usata dai marinai in caso di cattivo tempo. Superficie velica: misura dell’area di tela che una nave o un’imbarcazione può esporre al vento. Surfista: colui che conduce un
wind-surf. |
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Lettera
T T: Bandiera dei segnali della serie del Codice internazionale, di forma rettangolare, divisa in 3 strisce verticali, rossa, bianca e turchina. Alzata sola significa: Non mi passate di prora. Taccata: grosso palo
o pezzo di trave posto con altri sotto la carena di una nave in secco per
facilitarne l'appoggio. Tacktick: gli strumenti che dialogano tra loro in “wireless”, senza fili, stanno arrivando anche a bordo delle barche. La società inglese Tacktick è stata tra le prime a commercializzarli e il suo nome si sta imponendo come sostantivo. Taga: Amante. Taglia: Bozzello a più pulegge. Poco usato oggi. Tagliagrisiole: Ferro tagliente simile a un larghissimo scalpello, acciaiato, con manico di legno, impiegato per tagliare sott'acqua i cannicci vecchi impiantati nel terreno fangoso, per ripiantarne altri. Tagliamare: lembo anteriore del dritto di prua, così detto perchè fende l'acqua con il moto della nave. Taglio: Fenomeno dovuto alla periodica inversione delle correnti di marea nello Stretto di Messina e che si manifesta come un ribollimento d'acqua con formazioni di vortici e frangenti trasversali alla direzione longitudinale dello Stretto. Tall-Boy: particolare tipo di trinchettina
alta e stretta da alzare sotto lo spinnaker, non inferita e murata sulla
coperta o sulla falchetta tra l'albero e la prua estrema, per migliorare
il flusso dell'aria nella zona di sottovento alla randa; è assai utile
anche per impedire caramelle in caso di forte rollio o per evitare
straorze (un fiocco tende a portare la barca alla
poggia). Tavole: di marea, tavole che
danno tutti gli elementi per determinare tempi e grandezze riferentesi
alle maree. Nautiche, pubblicazioni che riportano dati e
tabelle per la navigazione piana; dati fissi per la navigazione
astronomica e quantità fisiche. A soluzione diretta, per il
calcolo degli azimut e della retta d'altezza. Matematiche,
contenenti logaritmi, funzioni trigonometriche,
ecc. Teak:
legno
duro, di colore marrone dorato scuro
il teak è conosciuto per la
sua robustezza e longevità anche in presenza di condizioni atmosferiche variabili. È usato per costruire
imbarcazioni e anche per opere strutturali esterne come ponti,
banchine,
etc. Telo
sopra:
la copertura che si usa per riparare
l’imbarcazione dal sole e dalla pioggia viene chiamata cagnare ma è frequente trovare la dizione
telo-sopra
o telo
sopra-sotto. Tendaletto: 1) Piccola tenda per imbarcazioni, per carrozze di boccaporti, per barcarizzi (a riparo della sentinella), per la controplancia (a riparo della bussola normale), ecc. 2) Nelle antiche imbarcazioni copertura della parte poppiera, a riparo dei passeggeri, formata da una parte orizzontale (cielo) e da cortine disposte verticalmente. Tender: battellino di servizio
o piccolo gommone utilizzato per scendere a terra quando non è possibile
attraccare o avvicinarsi sufficientemente a riva,
per le imbarcazioni a vela di solito un gommoncino, viene generalmente definita
“tender”. Dall’inglese “tender to” (“guardiano a”). Tessere: Verbo indicante il movimento delle teste dei bagli rispetto ai punti di attacco alle ossature durante un forte rollio, dovuto alla forza d'inerzia dei pesi (cannoni, ponti, murate, sovrastrutture) che, al termine della sbandata, tendono a scorrere fuori del loro posto e a produrre delle deformazioni trasversali. Per opporsi a questo si mettono in opera i bracciuoli. Testa dell’albero: parte terminale superiore dell'albero dove si trovano gli attacchi delle sartie e degli stralli, le carrucole per le drizze, i sensori della strumentazione del vento e l'antenna della radio. Testa della vela: il lato superiore, inferito al pennone, al picco, ecc., che viene chiamato “antennale, inferitura”. Testa di moro: tavola di legno che
riunisce le sezioni degli alberi. La tipica verniciatura in nero diede
origine alla denominazione. Tiglio: 1) legno chiaro e tenero, adatto per fasciame e sovrastrutture. 2) Le fibre lunghe che si ottengono dalla pettinatura della canapa costituiscono il primo tiglio; le fibre corte e spezzate il secondo tiglio. Timone: organo di manovra della barca, formato da una pala immersa in grado di ruotare attorno ad un asse e governata mediante una barra o una ruota del timone posta in pozzetto; la pala, offrendo resistenza allo scorrimento dell'acqua, induce la rotazione della prua dallo stesso lato in cui è stata posizionata: l'asse può essere o meno sostenuto, incernierato e protetto da uno skeg, in caso contrario il timone dicesi appeso: i cavi per trasmettere i comandi della ruota alla pala sono chiamati frenelli: il timone è detto compensato se l'asse di rotazione è impostato un poco a poppavia del bordo d'entrata dell'acqua, così che una volta ruotata la pala risultino diminuiti gli sforzi sulla barra o sulla ruota. Timone al centro, dicesi quando la pala è coincidente con il piano longitudinale della barca. Timone compensato: Un timone si dice compensato quando il suo asse si trova nel terzo anteriore della sua superficie. Questo tipo di timone si è diffuso a partire dagli Anni 70, quando si è iniziato ad applicare alle imbarcazioni i timoni "appesi", ossia senza skeg e non incernierato alla chiglia. Il suo compito è diminuire lo sforzo di chi governa quando accosta o compensa la naturale tendenza orziera di uno scafo. Il rapporto di compensazione è quello tra la superficie della pala a proravia dell'asse di rotazione e la sua intera superficie. Timoneria: locale dove è situato il timone. Timoniere: colui che governa la nave per mezzo della ruota o della barra del timone. “Timoniere di un imbarcazione”, detto anche “padrone”, è il marinaio cui l’imbarcazione è affidata e che ne maneggia il timone. Tirante: la parte del cavo su cui si fa
forza, che termina con la cima. Tonnellaggio: uno degli indici della grandezza di una nave; può essere riferito a criteri diversi (al peso dell’acqua spostata, alla portata del carico). “Tonnellaggio di registro” è quello calcolato secondo le regole degli istituti di classificazione; equivale alla stazza (lorda o netta). Torello: Ciascuno dei due corsi di fasciame esterno più vicini alla chiglia, uno a dritta e l'altro a sinistra di essa. I due corsi immediatamente appresso si chiamano "controtorelli". I torelli sono i corsi più robusti del fasciame del fondo, dovendo concorrere alla resistenza contro gli sforzi longitudinali. Tormentina: piccola vela triangolare di prua
(fiocco), di tessuto particolarmente robusto tale da potere essere tenuta
issata anche in condizioni di vento forte o
burrasca. Triangolo di posizione: figura geometrica
formata dall'incontro di tre linee di posizione che non si intersecano in
un solo punto, la cui superficie copre la zona di probabile posizione
della nave. Trim Tab: ala
mobile situata posteriormente alla chiglia.(quasi un secondo
timone). Triradiale:
il taglio triradiale
fa riferimento alla
realizzazione di un tipo di
spinnaker, il più diffuso,
dove i ferzi e i filamenti
dell’ordito sono orientati a ventaglio verso il centro sia in
prossimità della penna che nei due
angoli inferiori. Tromba marina: moto vorticoso dell’aria sul mare, causa di una colonna d’acqua ascendente, anch’essa animata da moto vorticoso. Troposfera: la parte dell'atmosfera a
contatto con la superficie terrestre il cui spessore è variabile da circa
9 Km ai poli fino a circa 18 Km all'equatore. Tuff
Luff: l’utilizzo
della doppia
canaletta sullo strallo è diffuso
soprattutto nelle barche da regata, che in questo modo possono sostituire comodamente le vele, durante le competizioni, senza rimanere mai scoperti a prua. Il Tuff Luff della
statunitense Schaefer Marine è
da anni una delle canalette più utilizzate, tanto da essere usata
come
sinonimo. |
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Lettera
U U: Bandiera da segnali di forma rettangolare suddivisa in quattro rettangoli eguali a colori alternati rosso e bianco. Nel Codice internazionale alzata isolatamente significa: State dirigendo verso un pericolo. Uccellina: nome specifico della vela di straglio di controvelaccino. Uccelline: Nome collettivo di tutte le vele volanti, ma più specialmente degli stragli e straglietti degli alberi di velaccio e di contra. UCINA:
Unione dei Cantieri Nautici ed Affini; l'associazione raggruppa i più
importanti operatori della nautica italiana. Ulca: vedi urca. Ulva: Alga marina, buona da esca. Umidità relativa: valore misurato
dall'igrometro; indica la percentuale di vapore acqueo esistente rispetto
al totale che può essere contenuto nell'aria alla temperatura ambiente
(raggiunto il 100% si ha la condensazione). Uscocchi: pirati Serbo-croati abitanti la Serbia e la Bosnia, i quali al principio del secolo XVI, dopo la conquista turca dell'Ungheria, passarono in territorio veneziano e sulla costa adriatica, dandosi alla pirateria. Usto: 1) Ormeggio fatto da due gomene, e talvolta da tre, impiombate fra loro; e però lungo 240 o 360 braccia. Esso permetteva ad una nave esposta alla traversia su di una rada di filare molto ormeggio, nonché di sorgere sopra acque assai profonde. Annodavasi ad una delle ancore di servizio. 2) Gomena che serve per tonneggiarsi con vento forte e mare grosso; ma che serve pure per cavo ordinario di ormeggio. Prima dell'adozione delle catene, la gomena dell'ancora di dritta chiamavasi "posta" e quella di sinistra "usto". UTC: Universal Time Coordinated; questa sigla indica il tempo li riferimento universale; recentemente ha sostituito il tempo GMT proprio per evidenziare l'aspetto di riferimento temporale assoluto. Uva di mare: Uova di certi cefalopodi, in particolare della seppia. Uvari: Vento tempestoso di alcune isole dell'America. Uzza: Aria fresca e pungente che si prova per lo più la sera e la mattina presto, specialmente sul mare.
Lettera V V: Bandiera da segnali di forma rettangolare, bianca con due strisce diagonali rosse, disposte a croce di S. Andrea. Alzata isolatamente nel Codice internazionale significa: Ho bisogno di aiuto. Vacchetta: Sulle navi mercantili si dà questo nome al libro dei conti correnti individuali delle persone dell'equipaggio, registrati separatamente per ognuna (anticipi sul salario, compenso per lavoro straordinario, multe, ecc.) Va-e-vieni: Cavo che, disteso tra il bordo e un punto fermo a terra, serve a far andare, mediante sforzo di mani su quel cavo, un'imbarcazione senza remi a terra, e viceversa. Vaina: tasca cucita lungo la balumina delle vele per infilare le stecche. Vaiolature: Corrosioni della ruggine sulle lamiere. Valentini: Gli ami adoperati nella pesca dei palangresi sono di tutti i numeri dal n° 1 al n° 6 e i napoletani li distinguono in "catalani""e "valentini", secondo la provenienza di Catalogna e Valenza, donde, almeno per un tempo, li avevano, ma secondo le diverse Nazioni si hanno scale più complesse di ami, diversamente graduati. Vallante: Pescatore che bada alle chiusure d'acqua. Vang:
sistema a paranco, a molla o idraulico (questi ultimi detti vang rigidi)
per cazzare il boma verso il basso, ovvero impedirgli di alzarsi, specie
quando la scotta è molto lasca come nelle andature
portanti. Variazione della bussola: Somma algebrica della declinazione magnetica e della deviazione, che costituisce la correzione complessiva da apportare ad una direzione indicata dalla bussola magnetica per ottenere la direzione vera. Variazione magnetica: (V) è la somma degli
errori di declinazione e di deviazione della bussola, ciascuno con il
proprio segno. Vedetta: servizio di avvistamento. L’uomo della guardia specialmente incaricato di tale servizio, e cioè vigilare sul mare e segnalare prontamente le cose emergenti dal mare che possono interessare la navigazione. Vela: superficie formata da ferzi o pannelli di
tessuto, utilizzata per trasformare la pressione del vento in forza
propulsiva a muovere la nave. Velaio: il sottufficiale addetto alla costruzione e alla riparazione delle vele e delle tende. Vele: a. La vela quadra: è la forma più antica di vela diffusa in tutte le civiltà, dai fenici ai vichinghi, ed è sopravvissuta fino ai tempi dei grandi clipper dell'ottocento. La sua caratteristica principale è che il baricentro, o se volete il centro di spinta, è sempre in linea con l'asse della nave e pertanto è una vela stabile, soprattutto con il vento in poppa. Certamente nell'antichità una simile vela era utilizzata soltanto con ì venti portanti; poi lentamente, con alcuni accorgimenti e con scafi opportuni, si è riusciti a risalire timidamente il vento. La vela quadra è stata utilizzata come vela unica sulle navi da guerra e sui bastimenti da carico fino alla caduta dell'impero romano. Nel medioevo è rimasta relegata alle navi da carico, mentre per le navi da guerra si sviluppava la vela latina, che rispetto alla quadra consentiva di stringere meglio il vento. La vela quadra riprendeva la sua supremazia dal medioevo in poi, quando crescendo la stazza delle navi l'armamento velico poteva essere frazionato con più vele quadre su un albero; cosa impossibile con la vela latina. b. La vela latina: la vela latina (da vela alla trina, triangolare) ha anch’essa origine molto antica, ma il suo impiego è rimasto legato alle piccole imbarcazioni costiere. Se da un lato, infatti, una vela latina riesce a risalire il vento meglio di una vela quadra, per contro e una vela poco stabile con il vento in poppa (il baricentro viene a trovarsi lateralmente all'asse dell'imbarcazione e ciò crea un’eccessiva spinta orziera). E inoltre una vela che ha più efficienza con il vento su un lato (quello in cui la vela viene a trovarsi sottovento all'albero) che non sull'altro. Viene facile immaginare che il fiocco sia nato con la vela latina, per compensarne l'effetto orzante con un'altra vela a prora. La vela latina ha avuto un grande sviluppo in Mediterraneo per tutto il medioevo fino al XVI secolo, anche su imbarcazioni di una certa dimensione, come le galee; la difficoltà di ridurre velatura con tempo cattivo ne ha limitato l'impiego nelle navigazioni atlantiche e ne ha decretato la scomparsa dopo il XVI secolo. È comunque rimasta fino ai nostri giorni nelle imbarcazioni da pesca e da trasporto costiero. c. La vela a tarchia: mentre in Mediterraneo si diffondeva la vela latina, prima in Grecia e Asia Minore e poi nel nord Europa prendeva sviluppo la vela a tarchia, una vela abbastanza efficiente, con baricentro basso, con buone capacità di stringere il vento. Per contro risultava meno efficiente con vento su un lato rispetto all'altro. Era inoltre di difficile riduzione di velatura con vento forte e la sua diffusione è rimasta nell'ambito delle piccole imbarcazioni. d. Le rande: la randa (forse dal veneziano granda, vela grande) ha probabilmente origine dalla vela latina, eliminando da questa la parte di vela anteriore all'albero si ottiene, secondo i casi, la randa aurica o la vela al terzo o la randa portoghese. Le prime rande sono comparse sulle grandi navi abbastanza tardi, fra il XVI e il XVII secolo. Ma la loro efficienza e la semplicità d’impiego hanno contribuito a decretarne un successo incontestabile: oggi è diventata la vela principale, presente su ogni tipo di barca da regata. Bisogna tuttavia osservare che già da qualche millennio in estremo oriente veniva usata una randa formidabile, la randa cinese, che presentava alcune caratteristiche (facilità di riduzione vela, steccatura totale, allunamento del bordo di uscita), introdotte solo di recente sulle moderne rande occidentali. La randa cinese è praticamente rimasta uguale fino ai tempi moderni; il suo impiego è rimasto però confinato ad imbarcazioni o a piccole navi costiere mentre in occidente la vela quadra, frazionabile in più vele sullo stesso albero, portava allo sviluppo di grandi vascelli oceanici. e. Le controrande: Inizialmente sopra le rande auriche era posta una piccola vela quadra, che in passi successivi si è trasformata in una vela, chiamata controranda, la quale, ai fini del governo delle vele, faceva corpo unico con la randa stessa ed era quindi più facilmente gestibile rispetto alla vela quadra di origine. Il complesso randa-controranda si prestava inoltre facilmente alla riduzione di velatura; mediante il serraggio o l'ammainata della controranda. f. I fiocchi e le vele di strallo: il fiocco nasce con la vela latina e con la vela a tarchia, con la necessità di compensare la tendenza orziera, insita in tali vele, mediante una vela posta a prora, che dia una spinta puggera. Per tenere il fiocco o i fiocchi più a prora possibile è nato poi il bompresso. Il fiocco ha avuto una rapida diffusione: si è dimostrata una vela molto efficiente, con una buona capacità di stringere il vento ed è stato usato sul tutte le navi con vele quadre anche come vele di strallo fra un albero e l'altro, oltre che come vele di estrema prora. Ciò non solo per aumentare la superficie velica totale ma anche per dare alla nave una maggiore capacità di stringere il vento g. Vela di cappa: vela triangolare con bordame libero, inferita a poppavia dell'albero al posto della vela maestra, in condizioni di cattivo tempo o burrasca. Vele àuriche: vele di taglio di forma trapezoidale. Velista: chi pratica la vela o lo sport della vela. Velocità limite: la massima che uno scafo
non planante può raggiungere in base alle sue caratteristiche di
dimensioni e forme. Venti principali: rappresentano le 8 principali direzioni della rosa, a 45° l'una dalla successiva, a partire da Nord, ruotando in senso orario: Tramontana, Greco, Levante, Scirocco, Ostro, Libeccio, Ponente, Maestro. L'ulteriore divisione della rosa era un tempo in mezziventi, quarte, mezze quarte e quartine. Oggi questa suddivisione non è più usata per indicare delle direzioni, che si esprimono semplicemente in gradi, ma lo è ancora per indicare la provenienza del vento. Venti portanti: si sogliono indicare, con tale espressione, i venti che consentono andature favorevoli alla rotta della nave, in particolare le andature al gran lasco e in poppa. Vento apparente: il vento che spira su una barca in movimento, risultante del vento reale e della velocità. Vento geostrofico: Vento d'alta quota che non sente più l'effetto dell'attrito con la terra e a 1000 metri assume un cammino parallelo alle isobare di questa quota. Vento reale: il vento considerato con la
velocità e direzione con cui investe un oggetto
fermo. Verniero: Dal nome dell'inventore P. Vernier (ca 1580-1637). Dispositivo di regolazione che viene usato in parallelo ad un altro simile, per consentire una più precisa regolazione di una grandezza caratteristica del complesso costituito dai due dispositivi. Verricello: particolare tipo di argano per moltiplicare la forza che può essere esercitata sulle scotte e sulle drizze, permettendone così una maggiore tesatura; è essenzialmente formato da una campana fatta ruotare (sempre in senso orario) mediante una manovella; viene spesso usato il termine inglese winch, detto anche self-tailing se sulla parte superiore la campana è fornita di un sistema per catturare e strozzare automaticamente la scotta durante il riavvolgimento; i verricelli sono chiamati coffee grinder quando vengono azionati da appositi sistemi a corpo separato per le loro grandi dimensioni. Verseggi: detti anche cursori; sono
accessori metallici o di plastica applicati alla ralinga prodiera delle
rande e che scorrono entro la rotaia applicata al profilo poppiero
dell'albero. Virare in poppa: manovra con la quale ci si porta in fil di ruota, si strambano le rande e si passano i fiocchi, continuando a far sentire alla barca l'azione del timone, fino a quando non si sia raggiunta la prora voluta ed in base a questa si bordino le vele.E' invalsa in molti l'erronea abitudine di chiamare "strambata" la virata in poppa. La strambata non è che una fase della virata in poppa tanto che è possibile eseguirla senza virare. Virare in
prua: girare la barca facendo passare la prua contro vento, portandosi
sulle mure opposte. Visibilità moderata: (Visibilité mediocre; Moderate visibility; maessige Sicht) - Visibilità fra 4 e 10 km. Visibilità scarsa: (Mauvaise visibilité; Poor visibility; schlechte Sicht) - Visibilità fra 1 e 4 km. Visibilità buona: (Bonne visibilité; Good Visibility; gute Sicht) - Visibilità superiore a 10 km. Volante: manovra che non ha un punto di
lavoro fisso o un utilizzo costante; ad esempio le sartie volanti sono
sartie gemelle che trattengono l'albero verso poppa, ma avendo
l'attaccatura su quest'ultimo posizionata più in basso della penna della
randa, vengono alternativamente cazzate o lascate a seconda di quale viene
a trovarsi rispettivamente sopravvento o sottovento al
boma. Votazza: (gottazza) – cucchiaia di legno per aggottare (sgottare) le imbarcazioni.
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| Lettera W A - B - C - D - E F - G - H I J K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U V - W X Y Z W: Bandiera da segnali di forma rettangolare, costituita da un rettangolo rosso in campo bianco bordato di azzurro. Alzata isolatamente nel Codice internazionale significa: "Ho bisogno di assistenza sanitaria". Waypoint: termine inglese con cui si definisce il punto verso cui un'imbarcazione fa rotta. West
System: la
più famosa resina epossidica è la
West System, prodotta e commercializzata dalla società
statunitense Gougeon Brothers.
Molteplici gli utilizzi come adesivo, legante e rivestimento con tutti
i materiali: legno, ferro,
vetroresina, etc. X: Bandiera da segnali di forma rettangolare, costituita da una croce azzurra in campo bianco. Alzata isolatamente nel Codice internazionale significa: "Sospendete quello che state facendo (o avete intenzione di fare) e fate attenzione ai miei segnali". X-RAY: termine
che rappresenta la lettera X nell'alfabeto fonetico internazionale
ICAO. Y: Bandiera da segnali di forma rettangolare, a strisce diagonali gialle e rosse alternate. Alzata isolatamente nel Codice internazionale significa: "Ho la posta a bordo". Yacht: termine inglese entrato nell'uso comune per indicare genericamente una imbarcazione da diporto, sia a vela che a motore di piccolo tonnellaggio. Yachting: nome che indica il mondo della vela
nel suo insieme, sia diporto che regate. Lettera
Z Z: Bandiera da segnali; di forma rettangolare, suddivisa dalle due diagonali in quattro triangoli colorati rispettivamente in nero, giallo, azzurro, e rosso. Alzata isolatamente nel Codice internazionale si usa per chiamare semafori e stazioni costiere con le quali si vuol segnalare. Zabuglire: Gettare in mare una persona al passaggio dell'equatore. Scherzo che un tempo solevano fare i marinai spagnoli e portoghesi ai nuovi naviganti. Zaffo: il tappo dell'alleggio. Zanca: 1) Ala di deriva di piccole barche veneziane. 2) Remo corto legato fuori della poppa e impiegato come timone per guidare una barca piccola, che ne manchi. Zapponi: 1) Pezzi di legno tra un quinto e l'altro, per tenerli equidistanti, o per riempire i vuoti e rinforzarli. 2) Anche i travi di larice delle minori dimensioni, secondo i costruttori veneziani. Zattera di salvataggio:
dotazione di sicurezza obbligatoria per tutte le
barche abilitate alla navigazione oltre le 6 miglia dalla costa; è il
mezzo collettivo di salvataggio e per questo deve poter ospitare tutte le
persone imbarcate; normalmente si tratta di un battello pneumatico e
autogonfiabile, contenente particolari dotazioni per permettere la
sopravvivenza in caso di naufragio; vedi anche
autogonfiabile. Zefera: (napol.) Raffica. Zenit: punto teorico posto lungo la verticale passante per l'osservatore, in direzione del cielo; il suo opposto è il nadir. Zoofiti: Animali a simmetria raggiata, molli, spesso gelatinosi, acquatici, più che tutto marini. Anche celenterati. Zulu: 1) termine che rappresenta la lettera Z nell'alfabeto fonetico internazionale ICAO. 2) (salent.) Buco nel fondo della barca, per l'uscita dell'acqua. |
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maurizio erminio - glossario dei termini marinareschi - www.maurizioerminio.it/glossario/glossario2